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domenica 29 dicembre 2019

L’interpretazione del linguaggio alchemico

di Lory, "Introduzione ai «Dieci Trattati di alchimia"

Un punto cruciale, il cui mancato chiarimento continua a ostacolare qualsiasi studio moderno sull’alchimia, è la questione dell’interpretazione del linguaggio (o dei linguaggi) di tale letteratura.

Un semplice approccio, sia pure superficiale, ai relativi testi – quale che sia comunque l’epoca o la sfera culturale da cui provengono – permette al lettore di percepire direttamente quanto la loro lingua sia astrusa, simbolica, distaccata dalla sua forma abituale.

Anche a prescindere dall’introduzione di nomi sconosciuti al linguaggio corrente o di espressioni in «codice» (come il leone verde, il latte della vergine, il drago squamoso), questi testi utilizzano numerosi termini in uso in contesti apparentemente non pertinenti. È, ad esempio, il caso di acqua secca o di fuoco solido, per citare quelli più semplici.

Una seconda difficoltà risiede nella struttura stessa del discorso alchemico. Invece di presentare le operazioni secondo una pura e semplice successione cronologica, i nostri autori scompongono il più delle volte la descrizione della Grande Opera, sconvolgono l’ordine delle operazioni, omettono dei passaggi intermedi, in breve fanno dei loro trattati quasi degli autentici puzzle, lasciando al lettore il compito di ricostruire la composizione corretta […]