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giovedì 6 ottobre 2022

Il nostro Universo è un fake?

di Robert Lawrence Kuhn

Ho iniziato a pensarci, anche se con molte perplessità ...

L'idea che l'umanità possa vivere in una realtà artificiale – un universo simulato – sembra da presuntuosi, nella migliore delle ipotesi fantascienza.

Ma confrontandomi con scienziati e filosofi, mi sono reso conto che la possibilità che tutto ciò che gli esseri umani vedono, conoscono, provano, sia un gigantesco gioco per computer guidato da hacker super intelligenti, non è uno scherzo ...

martedì 3 agosto 2021

Il Complotto del Complottista

 

Complotto e complottisti. 

Non si può dire che non sia un argomento abbastanza attuale. In realtà è sempre stato un argomento molto presente in tutte le fasi della storia del nostro pianeta. Se andiamo alla voce “teoria del complotto” di Wikipedia, vediamo che viene suddivisa in 11 sottocategorie che ne identificano la tipologia e contiene circa 83 pagine che parlano di “complotti”.

Spesso i complotti seguono un trend, oggi non si parla più tanto di scie chimiche, di 5G ma si parla abbondantemente di complotto del covid-19, di complotto dei vaccini, di Trump e un bel po’ d’altro. Avrete sicuramente notato che scrivo la voce “complotti” con le virgolette, questo perché questo articolo non ha l’intenzione di stabilire se il termine “complotto”, nell’accezione usata ai giorni nostri sia giusta o sbagliata o se i complotti di cui si parla siano veri o falsi.

Ecco la definizione del vocabolario: complòtto s. m. [dal fr. complot, di etimo incerto]. – Cospirazione, congiura, intrigo ai danni delle autorità costituite o (meno com., e solo in senso estens. e fig.) di persone private. E ancora da Wikipedia: Una teoria del complotto o della cospirazione (talvolta anche nella forma aggettivale: teoria complottista o cospirativa) è una teoria che attribuisce la causa di un evento, o di una catena di eventi (in genere politici, sociali o talvolta anche naturali), a un complotto ...

venerdì 13 luglio 2018

La censura migliore è quella che fa credere di non esistere

Anche nel mondo virtuale il concetto di democrazia prova timidamente a farsi strada, tenta di venire alla luce in quella nuova dimensione le cui regole nessuno veramente conosce.

Diciamocelo, fondamentalmente non gliene frega niente a nessuno di conoscerle, basta che “C’è campo!”, che lo smartphone dia segni di vita e non mettiamoci certe idee strane in testa.. che poi in rete ci sono i social dove sfogare il nervosismo senza fare troppi danni!

Il punto è che l'Internet non dovrebbe essere soltanto un mercato, ma è diventato persino qualcosa di peggio, una specie di Far west, un regno dei fuorilegge in cui mettere delle regole chiare e palesi (il che non significa "censure") nero su bianco sta diventando indispensabile.

Sorge persino il dubbio che coloro che gestiscono la rete non la controllino più totalmente. Quindi cosa fare? Si affrettano a sfruttarla finché si può, accontendandosi di guadagnarci sopra il più possibile, puntando quasi tutti i loro sforzi verso quello scopo, anche se spesso a scapito della ricerca, della qualità, dell'equità, dell’efficienza, della sicurezza ..

Ci sono ancora poche regole nella Rete infatti, poche e fumose o - peggio - nascoste e/o ignorate dai più. Regole valide in un punto del pianeta e agli antipodi non più… una fitta nebbia nella quale è facile perdersi!
Certamente è un bell’esempio dell’armonioso funzionamento dell’applicazione delle regole a livello globale, un assaggio di come potrebbe essere il futuro se questo modus operandi si estendesse ad altri ambiti, reali! 😒
In pratica una catastrofe! ...