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giovedì 30 ottobre 2025

I misteri dell'inafferrabile albedo terrestre (commedia in un atto scritta da vari autori giornalistici)


Premessa: l'albedo terrestre è la misurazione del potere riflettente della Terra, ovvero la percentuale di radiazione solare che viene riflessa nello spazio invece di essere assorbita. 

È un fattore climatico importante: un albedo più alto causa un raffreddamento globale, mentre un albedo più basso causa un riscaldamento. 
La sua entità varia notevolmente in base alla superficie (es. neve, ghiaccio, foreste, deserti) e le attività umane possono alterarla.

Fino a pochi mesi fa circolavano notizie sull'aumento del potere riflettente del nostro pianeta, ma ultimamente molte testate più o meno giornalistiche annunciano l'esatto contrario:
"Negli ultimi decenni, gli scienziati hanno osservato un progressivo calo dell’albedo, segno che la Terra riflette sempre meno luce solare".
"Negli ultimi decenni"?... 😲

Questo è il tipico esempio di ciò che chiamerei blandamente "informazione un tantino precipitosa", una pratica alla quale ormai siamo sicuramente abituati ma che dimostra ancora una volta quanto sia essenziale, per i mezzi di "informazione", fare notizia a tutti i costi senza badare troppo ai dettagli..
Diamo un'occhiata ai vari siparietti di questo spettacolo giornalistico, un piccolo campione, ma rappresentativo, del teatro dell'informazione.

venerdì 4 ottobre 2024

Assange denuncia

ASSANGE: 
«IL GIORNALISMO NON È UN CRIMINE. È UN PILASTRO DI UNA SOCIETÀ LIBERA E INFORMATA.»

Dopo aver passato gli ultimi 14 anni nell’ambasciata ecuadoriana a Londra e poi nel carcere britannico di alta sicurezza di Belmarsh, il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha parlato per la prima volta in pubblico da quando è stato liberato alla fine del giugno scorso. 

E lo ha fatto al Consiglio d’Europa.

Questi alcuni stralci del suo intervento:

“Ho scelto la libertà sull’impossibilità di ottenere giustizia. Voglio essere totalmente chiaro. Non sono libero oggi perché il sistema ha funzionato. Sono libero oggi perché dopo anni di carcere mi sono dichiarato colpevole di giornalismo“ ...

martedì 12 marzo 2024

Milano, Capitale dei mass-media, volta le spalle a Julian Assange

Sembra incredibile ma il consiglio comunale di Milano ha respinto la proposta per il conferimento della cittadinanza onoraria al giornalista Julian Assange.

Era il primo punto su 36 all’ordine del giorno del consiglio comunale milanese ma la proposta dei consiglieri Enrico Fedrighini del gruppo misto, Carlo Monguzzi di Europa Verde e Rosario Pantaleo del Partito Democratico è stata sonoramente bocciata.

12 i voti contrari contro i sette favorevoli mentre gli astenuti sono stati ben sei.

Si conclude così in questa consiliatura la tormentata vicenda della cittadinanza onoraria al coraggioso giornalista australiano ... 

venerdì 31 marzo 2023

C’era una volta la censura

di Piero Cammerinesi 

Come “c’era una volta”, direte voi, non ci siamo forse immersi fino al collo? 
Ebbene sì, la cara, vecchia censura è qualcosa che potrebbe aver fatto il suo tempo, cari miei. 

Non certo perché ora a tutti sarà consentito di parlare liberamente. Figuriamoci.  

Ma perché non ce ne sarà più bisogno, in quanto certe notizie non potrete mai conoscerle. Punto. 

Al posto di una post-censura che vi cancella quello che avete detto o scritto si staglia all’orizzonte una pre-censura che, come nel film “Minority Report”, vi impedirà addirittura di pensarlo. 

Esagero? Forse, ma per decidere se è così diamo prima un’occhiata a tre realtà emergenti nell’ambito della applicazione del bis-pensiero. 

Vedete, in realtà, nel vorticoso panorama delle informazioni e contro-informazioni in cui cerchiamo faticosamente di orientarci vi sono sicuramente notizie più o meno interessanti ma ve ne sono anche di assolutamente fondamentali, oserei dire imperdibili ...

lunedì 9 gennaio 2023

Ucraina, lettera di 14 giornalisti ex corrispondenti di guerra contro la propaganda dei nostri media sulla guerra

Vale la pena leggere questo interessante articolo pubblicato nel mese di aprile del 2022 e riportato anche sul sito del TGCOM24 ... si.

"Ecco perché sull'Ucraina il giornalismo sbaglia. E spinge i lettori verso la corsa al riarmo”: lo sfogo degli ex inviati in una lettera aperta.

Quattordici storici corrispondenti di grandi media lanciano l'allarme sui rischi della narrazione schierata e iper-semplicistica del conflitto: "Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin". 
L'ex inviato del Corriere Massimo Alberizzi: "Questa non è più informazione, è propaganda. I fatti sono sommersi da un coro di opinioni". 
Toni Capuozzo (ex TG5): "Sembra che sollevare dubbi significhi abbandonare gli ucraini al massacro, essere traditori, vigliacchi o disertori. Trattare così il tema vuol dire non conoscere cos'è la guerra".
"Osservando le televisioni e leggendo i giornali che parlano della guerra in Ucraina ci siamo resi conto che qualcosa non funziona, che qualcosa si sta muovendo piuttosto male". 
Inizia così l’appello pubblico di undici storici inviati di guerra di grandi media nazionali (Corriere, Rai, Ansa, Tg5, Repubblica, Panorama, Sole 24 Ore), che lanciano l'allarme sui rischi di una narrazione schierata e iper-semplicistica del conflitto nel giornalismo italiano (qui il testo integrale sul quotidiano online Africa ExPress) ...

venerdì 8 luglio 2022

La storia falsa dei banalizzatori non ci aiuta a capire il presente

 Il saggio di Paolo Mieli «In guerra con il passato» denuncia i guasti provocati dall’uso strumentale delle vicende passate ...

di Angelo Panebianco

Se la storia, come sosteneva Benedetto Croce, è sempre storia contemporanea, lo è in due modi diversi, anche se collegati. Lo è perché il passato viene sempre inevitabilmente riletto alla luce delle preoccupazioni del presente. Ma lo è anche perché la storia viene usata, manipolata, semplificata eccessivamente, banalizzata e anche falsificata per piegarla alle esigenze delle polemiche dell’oggi, per farne uno strumento utile ai nostri scopi, più o meno partigiani, del momento. 

È vero che persino la banalizzazione e la falsificazione del passato sono modi, spesso inconsapevoli, di rendere omaggio alla storia, di riconoscere l’importanza che ha per noi. 

Poiché, per definizione, il futuro è incerto e largamente imprevedibile, non ci limitiamo a cercare nel passato lumi per comprendere cosa sia meglio fare nel presente (e questo è certamente un modo sano e corretto di fare i conti con la storia), ma ce ne serviamo come arma polemica per imporre, contro le resistenze altrui, la nostra visione delle cose presenti, per spingere gli altri a fare scelte che consideriamo giuste o per noi convenienti, e anche per giustificare scelte già fatte, per esempio per conferire legittimità a un nuovo regime politico ...

venerdì 1 luglio 2022

Julian Assange, perseguitato speciale

di Piero Cammerinesi

Un tempo un bravo giornalista veniva inviato dove si svolgevano i fatti per raccontare la verità; era un “inviato speciale”.
Oggi, al contrario, viene tenuto segregato in carcere perché la verità l’ha raccontata; è un “perseguitato speciale”.

Come è noto, il 17 Giugno scorso, la ministra dell’Interno britannica Priti Patel ha approvato l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti. Ora i legali del giornalista hanno 14 giorni per presentare appello.

Ma nonostante l’autorizzazione da parte del governo britannico all’estradizione negli USA, la battaglia del fondatore di WikiLeaks non è affatto finita. La moglie di Assange, Stella Morris, ha fatto sapere che il via libera all’estradizione del giornalista rappresenta solo l’inizio di una nuova battaglia legale.

Il prossimo appello sarà ad Ottobre 2022 davanti all’Alta Corte di Londra

ha affermato, sottolineando che Assange

non ha commesso alcun reato e non è un criminale ... 

venerdì 24 giugno 2022

Snowden, Assange, la sorveglianza globale e l’informazione scomoda

L’antidoto cresce là dove il male alligna. Forse.

Arpanet, la nonna di Internet, nasce negli Stati Uniti il 29 Ottobre 1969. il concetto di privacy nasce con il saggio The right to privacy scritto da due avvocati, Samuel Warren e Luis Brandeis, nel 1890, sempre negli Stati Uniti. E il primo articolo della Costituzione degli Stati Uniti è dedicato alla libertà d’espressione. La Costituzione è del 1789.

Gli Stati Uniti, nazione simbolo del free speech, patria della comunicazione senza limiti grazie a Internet e del concetto moderno di privacy, è però anche il paese della sorveglianza di massa.

Con decine di uffici, agenzie, laboratori e centri di ricerca dedicati al controllo di web, email, telefoni, volti e impronte biometriche, gli Stati Uniti sono il paese che perseguita con più determinazione i suoi figli che hanno fatto bandiera della battaglia per la privacy individuale e per la trasparenza dei pubblici poteri.

Programmi governativi dai nomi fantasiosi come Tempora e Prism, software come Carnivore e XkeyScore, leggi come il Patriot Act e la Fisa (Foreign Intelligence Surveillance Act) con la sua sezione 702, sfidano costantemente la libertà che gli Stati Uniti dicono di promuovere e proteggere. 
A casa e fuori ...

lunedì 13 giugno 2022

Riflessioni sui giornalisti

 Georges Gurdjieff (1877 - 1949)

Le esigenze della civiltà contemporanea hanno generato un'altra forma molto specifica di letteratura che viene chiamata giornalismo..
 
Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani.

Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà. Finisce così per atrofizzare la loro ultima possibilità di acquisire i dati che permettevano loro, finora, di prendere più o meno coscienza della loro reale individualità - unico mezzo per raggiungere il ricordo di sé, fattore assolutamente indispensabile per il processo di perfezionamento di sé.

Inoltre, questa letteratura quotidiana, priva di princìpi, isola completamente il pensiero degli uomini dalla loro individualità, di modo che la coscienza reale, che di tanto in tanto ancora appariva in loro adesso ha cessato di partecipare al loro pensiero. E sono ormai privati dei dati che fino a quel momento avevano assicurato loro un'esistenza più o meno sopportabile, non fosse che nel campo dei rapporti personali.

Per sfortuna di noi tutti questo genere di letteratura, che invade ogni anno di più la vita quotidiana degli uomini, fa subire alla loro intelligenza, già molto indebolita, un indebolimento ancora peggiore consegnandola inerme a ogni genere di inganni e di errori; essa li mette fuori strada a ogni passo, li distoglie da qualsiasi modo di pensare più o meno fondato e invece di un giudizio sano, stimola e fissa in loro alcune tendenze indegne quali: incredulità, ribellione paura, falso pudore, dissimulazione, orgoglio, e così via...

lunedì 7 febbraio 2022

Il vento sta cambiando e molti si preparano a saltare da un carro all’altro

 

Ma chi l’ha messa su questa burocrazia da Covid? E cosa è stata fin dall’inizio se non il progetto, maligno, miserabile, per paralizzare un Paese con mille pretesti, con una voglia insana di regime etico, di ritorno al comunismo di guerra?

di Max Del Papa

Certo che hanno la faccia come il QR. Adesso tutti a dare la colpa alla “burocrazia del Covid”, è diventata una sigla, uno slogan, nonché un modo troppo, troppo paraculo per risciacquarsi la coscienza. 

La burocrazia del Covid, come fosse una malapianta cresciuta spontaneamente, come se il morbo fosse capace di produrre circolari, protocolli, lasciapassare e 125 milioni di cazzate. 

Ma scusate, chi l’ha messa su, chi l’ha edificata come una fottuta Torre di Babele questa famigerata burocrazia del Covid se non gli stessi che ora la denunciano? 

E cosa è stata fin dall’inizio se non il progetto, maligno, miserabile, per paralizzare un Paese con mille pretesti, con una voglia insana di regime etico, di ritorno al comunismo di guerra? 

E adesso tocca sentirli scagliarsi contro questa entità che pretendono astratta, manco fosse una categoria dello spirito anziché la prova provata di un regime paranoico. 

Non è la burocrazia del Covid, ma dei cialtroni ...

sabato 23 gennaio 2021

Leggere notizie: la forma perfetta per diventare un robot

Manuel Freytas

Nel suo obiettivo essenziale, la notizia “express”, il “fast food” dell’informazione, non è orientata ad alimentare la conoscenza ma ad ingrassare l’ignoranza in massa. E’ la risorsa più efficace che usa la struttura mediatica per trasformare il cervello umano in un microchip ripetitore di slogan al servizio del dominio senza l’uso di armi.

In un sistema (livellato come “mondo unico”), solo una minoranza elabora (e consuma) analisi o interpretazioni sugli avvenimenti che si succedono nel pianeta.

A livello di massa, le “notizie” o l’”informazione” pubblicata si sintetizza in titoli, volantini, paragrafi corti che si riassumono in se stessi. Nascono e muoiono alla stessa velocità della lettura.
Non c’è contesto, non c’è storia, non c’è relazione né casualità tra avvenimento e avvenimento, e, le notizie, come le immagini, si fissano solo (e restano) nella retina mentre le guardiamo, le leggiamo o le ascoltiamo.

Per le agenzie di stampa, giornali e grandi catene mediatiche (locali o internazionali), questo formato di “consumo” è l’ideale.
Così si è livellata mondialmente la comunicazione “express” (veloce), l’informazione del consumo veloce, solo titoli, paragrafi corti, fatti memorizzati facili da digerire e da ricordare.
E il “grande pubblico” (il richiedente massivo d’informazione express) si è abituato ad assimilare informazione “sciolta” (senza come né perché) e senza analizzare né riflettere sulla sua autenticità ed origine...

domenica 3 giugno 2018

Il giornalismo della maldicenza

di Giuseppe D'Avanzo

L'Italia ha molti guai e tra i suoi guai c'è, senza dubbio, il giornalismo. 

Nelle democrazie mature d'Occidente il giornalismo è spesso una parte della soluzione, qui da noi è un problema che rende più arduo venire a capo delle anomalie nazionali. 

Se questo avviene, un motivo c'è: l'informazione è stata degradata a chiacchiera. 
In un certo posto, a una certa ora del giorno, qualcuno dice qualcosa. 

Non è accaduto nulla. 
C'è uno che ha espresso un'opinione, ma quella diventa la notizia del giorno. 

Sulla finta notizia si raccolgono pareri, si scrivono editoriali, si titolano le prime pagine, si combinano interviste. 
Meglio se un tipo del centrosinistra si lancia contro Romano Prodi o uno del centrodestra dà sulla voce a Silvio Berlusconi (l'art. è del 2006 - NdC). 
Ottimo se in questa routine si possa sistemare, con qualche ghirigoro, un pettegolezzo.. 

Si conoscono tra gli addetti molte frasi famose di questo canone giornalistico. Quella che qui conta suona così:
  «Non parlatemi di inchieste giornalistiche, che mi viene l'orticaria».