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mercoledì 9 settembre 2026

L’intelligenza invisibile

 
Si può misurare l’intelligenza? Sappiamo riconoscerla quando la vediamo? Se non ci dovessimo riuscire, la cosa ci importerebbe?

Probabilmente no, come è già successo in passato quando tante situazioni di contrasto tra realtà oggettiva e interpretazione soggettiva venivano risolte con frasi fatte come “la bellezza è negli occhi di chi guarda” oppure “è intelligente ma non si applica”.

Siccome sono molto impegnato in questo periodo, non ho il tempo per seguire le mie stesse digressioni, andiamo al dunque. Avete visto tutti il film “Matrix” del 1999? Non tutti? Accidenti, mi avete bruciato tutte le metafore che avevo in mente di scrivere.

Per farla breve, nell’Aprile di quest’anno (2016 NdC) grazie alla rivista di divulgazione scientifica Le Scienze abbiamo scoperto cosa fanno gli scienziati quando non fanno esperimenti e non elaborano teorie (che è quello a cui siamo interessati di più e che ci aspetteremmo di sapere da una rivista di divulgazione).

Il risultato della scoperta è stato prevedibile: gli scienziati si comportano nel tempo libero da nerd (secchioni amanti di saghe fantasy e fantascientifiche), valutando la possibilità che la realtà non sia altro che un’immensa simulazione virtuale di un’altra civiltà molto più evoluta della nostra ...

domenica 30 agosto 2026

Negare la superiorità intellettuale degli ebrei è un atteggiamento antisemita?


Qualcuno si era domandato, tra le molte altre cose, come sia possibile che una minoranza etnica come quella ebraica in Italia riesca a "produrre" un numero percentualmente così elevato di docenti universitari, intellettuali e un numero incalcolabile di giornalisti, opinionisti presenti sui principali media italiani. 

Il curioso si era domandato se per caso questa anomalia fosse in realtà dettata dalla prassi clientelare tipica italiana con la quale vengono assegnate posizioni di rilievo all'interno delle Istituzioni pubbliche ed in particolar modo nelle Università italiane. 

Questa opinione verte quindi fondamentalmente sulla certezza personale che la presenza di questa alta percentuale di professori ebrei era dovuta essenzialmente alla gestione clientelare, politica e familiare per l'assegnazione delle cattedre nelle università e non corrispondesse esattamente a criteri meritocratici fondati sul rilievo di una effettiva capacità scientifica ed intellettuale di questi docenti....

mercoledì 22 luglio 2026

I corvi potrebbero essere gli animali più intelligenti dopo gli umani?

 
Dici corvo, pensi guai.

Sappiamo che si tratta per lo più di superstizioni, però nell’immaginario collettivo il corvo viene spesso associato al malaugurio.
Nero come la pece, ha un verso poco aggraziato che la tradizione lega all’annuncio di qualche sventura.
Anche i latini, sentendo il suo “cra”, rinviavano quanto dovevano fare al giorno successivo.

Fuor di pregiudizi e di credenze popolari, anche oggi questa specie non è sempre benvista.
Crea danni alle coltivazioni, soprattutto cerealicole e in molte regioni italiane sta aumentando in termini di presenza, tanto che molti enti si sono dotati di un piano di controllo dei Corvidi in generale. 
In alcuni casi comprensivo di piano di abbattimento.

Eppure il corvo è uno degli animali più interessanti e intelligenti del pianeta.
Alcuni studiosi pensano che, quanto a cervello, dopo l’uomo, venga il corvo. 
E non per dire...

mercoledì 5 novembre 2025

L’algoritmo non pensa, ma ti capisce: l’architettura fluida dell’IA

I modelli linguistici non ragionano per passaggi logici ma attraversano una "architettura fluida": spazi vettoriali multidimensionali per creare risposte che sembrano pensate da umani.

Ultimamente mi sento un po’ come Alice caduta nella tana del Bianconiglio: solo che invece di inseguire creature parlanti, mi ritrovo a conversare con algoritmi che sembrano pensare senza avere una coscienza. Un paradosso che mi affascina. 

I sistemi di intelligenza artificiale non sono dotati di autoconsapevolezza, eppure producono ragionamenti che spesso “superano” i nostri. Scrivono poesie, offrono consigli, analizzano ricerche complesse e simulano persino empatia con una precisione inquietante. 

La verità scomoda non è che queste macchine ci “capiscono”, ma che non hanno bisogno di farlo per funzionare in modo straordinario. 

Benvenuti nell’era dell’architettura fluida della cognizione artificiale, dove il pensiero non è più sequenziale ma multidimensionale....

venerdì 24 ottobre 2025

La mamma di Tommaso

- La mamma di Tommaso?
- Sono io.
- Venga, ci mettiamo di là che stiamo più tranquilli.
- Guardi, io so già cosa sta per dirmi.
- Ah sì?
- Ho già parlato con gli altri professori e mi hanno detto tutti la stessa cosa.
- Cioè?
- Che Tommaso è intelligente, ma non si applica.
- Così le hanno detto?
- Sì.
- Che è intelligente, ma non si applica.
- Sì.
- Chi gliel’ha detto?
- Il professore di italiano.
- Ma il professore di italiano non capisce niente. Altrimenti non insegnerebbe italiano. Non in questa scuola. Mi ascolti e mi ascolti bene, la situazione è decisamente migliore di come gliel’hanno descritta.
- Davvero?
- Certo, lei è una mamma molto, molto fortunata. E sa perché?
- Perché?
- Perché non è vero che Tommaso è intelligente, ma non si applica.
- Menomale.

sabato 14 dicembre 2024

QI medio in diminuzione: stiamo diventando progressivamente meno intelligenti?

 di Jacopo Pasetti

A chi non è mai capitato di desiderare di conoscere il proprio quoziente intellettivo (QI)? 

In quante organizzazioni questo indicatore è stato considerato predittivo delle possibilità di successo? 

Per molte persone è stato, ed è ancora, il simbolo delle proprie capacità, del proprio potenziale e delle proprie possibilità di sviluppo. 

Ma è davvero così?

Da anni la definizione di intelligenza è una sfida che appassiona numerosi scienziati e luminari in diverse discipline di studio: dalla psicologia alle neuroscienze, dalla biologia alla medicina ci si interroga su come declinare al meglio questo concetto ... 

lunedì 19 agosto 2024

Conoscere "L'intelligenza senza cervello" – scommettere sull'intelligenza delle piante


Neurobiologia vegetale, la rivoluzione delle piante

Capaci di ragionare, comunicare, difendere il proprio territorio: non parliamo né di uomini né di animali, bensì di piante. Dotate di un’intelligenza e una capacità di adattamento superiore a quella dell’uomo, potremmo prenderle da esempio per migliorare il Pianeta. Ci spiega come, il neurobiologo Mancuso. 

Di Loredana Matonti

“Non è un’esagerazione affermare che l’apice della radichetta, avendo il potere di dirigere i movimenti delle parti adiacenti, agisce come il cervello di un animale inferiore; il cervello essendo situato nella parte anteriore del corpo riceve impressioni dagli organi di senso e dirige i diversi movimenti della radice”. (Charles Darwin, 1880, ne Il potere del movimento nelle piante).

A conclusioni simili arrivò anche un contemporaneo di Darwin, il celebre teosofo (ndr antroposofo) austriaco Rudolf Steiner, che paragonò la pianta a un uomo rovesciato, cogliendo l’analogia della funzione tra cervello umano e radice. 
Più di un secolo dopo, queste intuizioni caratterizzano oggi una nuova frontiera della scienza: la neurobiologia vegetale che eleva le piante a esseri intelligenti, con radici capaci di attività simil-neurale. Esperimenti che stanno letteralmente rivoluzionando il modo di vedere il mondo vegetale. Scalfendo il nostro ego di esseri evoluti e più intelligenti di tutti ...

lunedì 21 agosto 2023

Il “consenso” fasullo sul cambiamento climatico

 
Sebbene siamo spesso incoraggiati ad ascoltare gli esperti per la loro intelligenza e competenza, è sempre meglio essere scettici nei confronti delle loro dichiarazioni. 

Le credenze svolgono una funzione sociale, indicando la propria posizione nella società, e per preservare il proprio status nei circoli elitari gli esperti altamente istruiti possono sottoscrivere posizioni errate, poiché così facendo possono ottenere vantaggi. 

Rifiutarsi di sostenere un punto di vista politicamente impopolare potrebbe danneggiare la propria carriera e poiché questi professionisti sono più interessati all'acquisizione dello status, non dovremmo aspettarci che abbandonino credenze errate in nome della ricerca della verità. 
Allora perché dovremmo ascoltare gli esperti quando danno maggiore importanza alla pianificazione statale rispetto alla risoluzione dei problemi nazionali? 

Contrariamente a quanto alcuni vorrebbero farvi credere, rivoltarsi contro gli esperti non è un attacco alla scienza. Non prendiamoci in giro: le persone che occupano cariche importanti non sono interessate a perdere tale status e, come tali, cercheranno di ridurre al minimo le opinioni che minacciano la loro autorità professionale o intellettuale. 
Degna di nota è anche la minore capacità delle persone intelligenti di identificare i propri pregiudizi. 
A causa dei loro maggiori livelli di sviluppo cognitivo, è più facile per le persone intelligenti razionalizzare le sciocchezze ...

mercoledì 26 luglio 2023

Razionalità e intelligenza non sono la stessa cosa

 
A volte confondiamo e usiamo i termini razionalità e intelligenza indiscriminatamente. Pensiamo che una persona intelligente sia anche razionale e che ogni persona razionale sia intelligente. Non è così. 

Infatti, prendere decisioni razionali non è sempre meglio, anche se ci risulta difficile riconoscerlo dal momento che viviamo in un’epoca in cui si è messo la razionalità su un piedistallo rendendogli tutti gli onori.

Consideriamo le emozioni come il “nemico” che oscura il nostro raziocinio e ci spinge a prendere decisioni sbagliate. Pensiamo che il semplice fatto che la ragione prevalga ci garantisca una buona decisione. 
Tuttavia, possiamo prendere decisioni logiche e razionali che, a lungo termine, non sono le migliori per noi. Se non ascoltiamo le nostre emozioni, le decisioni razionali possono renderci molto infelici. Essere intelligenti consiste proprio nel decidere con il cuore e la ragione.

Questa dicotomia tra emozioni e intelletto iniziò con Descartes, il quale affermava che solo attraverso la ragione si possono scoprire certe verità universali. La sua opposizione all’esperienza come fonte di conoscenza originò il razionalismo che ancora oggi prevale, a tal punto che idealizziamo la persona razionale e critichiamo la persona emotiva ...

venerdì 7 luglio 2023

Che lingua parlavano i Neanderthal?

 
L’Homo sapiens ha incrociato più volte i Neanderthal, come ci mostra il DNA degli europei. 

Il modo in cui abbiamo comunicato con i nostri parenti ominidi, o loro tra loro, tuttavia, rimane un mistero, poiché l’Homo neanderthalensis si è estinto da tempo e naturalmente non rimangono tracce del suo linguaggio. 
Ciò non impedisce agli esperti di avere un’idea di come potrebbe essere stata la lingua di Neanderthal.

Secondo Antonio Benítez-Burraco, un linguista dell’Università di Siviglia che ha prodotto un documento prestampato (non ancora sottoposto a revisione paritaria per la pubblicazione) sull’argomento, è quasi certo che i nostri parenti evolutivi parlassero lingue simili alla nostra, anche se meno complesse nella loro struttura e meno flessibili in termini funzionali, cioè senza poter esprimere quanto noi. 

Non sapremo mai esattamente com’era la lingua (o anche le lingue) dei Neanderthal, ma è possibile fare alcune approssimazioni basate su dati fisiologici, ambientali e culturali delle specie estinte. 
Per arrivare a tali conclusioni sono stati studiati aspetti anatomici, socioculturali, cognitivi, ambientali e genetici, tutte queste conoscenze basate su prove raccolte da paleontologi e archeologi negli ultimi decenni ...

domenica 12 marzo 2023

Sei stupido o Intelligente? Scoprilo velocemente!

Se scrivessi subito ciò che penso la maggior parte dei lettori si sentirebbe offesa e non proseguirebbe con la lettura quindi...

... Occorrono alcune premesse:


1. I luoghi comuni spesso sono opinioni o concetti errati ma la loro diffusione e ripetitività li rende credibili al punto che la maggior parte delle persone li ritiene quasi delle ovvietà. Ciò accade perché anche una bugia, se ripetuta tante volte, diventa una verità, come sanno bene i mass media... 

E poi perché le persone sono sottoposte alla legge dell'entropia, per cui si tende sempre a fare, quando possibile, l'azione che richiede meno consumo di energia quindi, in questo caso, le persone tendono ad accettare passivamente un luogo comune piuttosto che domandarsi: "Perché questo concetto dovrebbe essere vero?".

2. Il luogo comune "giudicare è sbagliato" è un paradosso. Tutti giudicano. Continuamente. Semplicemente perché è un comportamento normale. Non sarebbe normale il contrario, ovvero non-giudicare. Le persone vivono inserite tra altre persone. Ogni persona ha una sua scala di valori. Ogni persona che ne osserva un'altra può comparare il comportamento di tale persona con il suo e stabilire se quel dato comportamento è assecondabile oppure no...

giovedì 9 marzo 2023

Cultura e Intelligenza

 di Alessandro Montanelli

Sono sicuro che ognuno a cui chiedessi la differenza mi direbbe che sono due argomenti che sono totalmente slegati e l’esperienza di ogni giorno ce lo insegna.

Sui banchi di scuola ci viene insegnato che la cultura ci renderà liberi e che il migliore deve essere quello con il bagaglio culturale più pesante possibile. Del resto non è anche l’ultimo vanto che rimane a noi italiani di fronte al mondo?

Nessun paese vanta il nostro patrimonio artistico e letterario.

Il problema del nostro sistema scolastico è che non ci fornisce i mezzi per far fruttare quella cultura tanto sbandierata.

Troppe volte si esce da superiori e ancor più dall’università conoscendo la teoria senza aver idea di come sia diversa la pratica, che è un po’ come sapere perfettamente come si monta la libreria Billy dell’Ikea senza aver mai provato a montarla. Fidatevi che c’è una bella differenza, anche se avrete imparato a leggere le istruzioni in finlandese...

lunedì 9 gennaio 2023

Ucraina, lettera di 14 giornalisti ex corrispondenti di guerra contro la propaganda dei nostri media sulla guerra

Vale la pena leggere questo interessante articolo pubblicato nel mese di aprile del 2022 e riportato anche sul sito del TGCOM24 ... si.

"Ecco perché sull'Ucraina il giornalismo sbaglia. E spinge i lettori verso la corsa al riarmo”: lo sfogo degli ex inviati in una lettera aperta.

Quattordici storici corrispondenti di grandi media lanciano l'allarme sui rischi della narrazione schierata e iper-semplicistica del conflitto: "Viene accreditato soltanto un pensiero dominante e chi non la pensa in quel modo viene bollato come amico di Putin". 
L'ex inviato del Corriere Massimo Alberizzi: "Questa non è più informazione, è propaganda. I fatti sono sommersi da un coro di opinioni". 
Toni Capuozzo (ex TG5): "Sembra che sollevare dubbi significhi abbandonare gli ucraini al massacro, essere traditori, vigliacchi o disertori. Trattare così il tema vuol dire non conoscere cos'è la guerra".
"Osservando le televisioni e leggendo i giornali che parlano della guerra in Ucraina ci siamo resi conto che qualcosa non funziona, che qualcosa si sta muovendo piuttosto male". 
Inizia così l’appello pubblico di undici storici inviati di guerra di grandi media nazionali (Corriere, Rai, Ansa, Tg5, Repubblica, Panorama, Sole 24 Ore), che lanciano l'allarme sui rischi di una narrazione schierata e iper-semplicistica del conflitto nel giornalismo italiano (qui il testo integrale sul quotidiano online Africa ExPress) ...

martedì 28 giugno 2022

Diminuzione del Quoziente Intellettivo, linguaggio impoverito e distruzione del pensiero complesso

 
Diminuzione del Quoziente Intellettivo, linguaggio impoverito e distruzione del pensiero complesso rendono le masse incolte e più facilmente manipolabili.

L’effetto Flynn, dal nome del suo ideatore, è prevalso fino agli anni 1960. Il suo principio è che il quoziente intellettuale medio (QI) continua ad aumentare nella popolazione. Dagli anni ’80, i ricercatori di scienze cognitive condividono l’osservazione di un’inversione dell’effetto Flynn e di un calo del QI medio. (Christophe Clavé)

I numerosi studi, in corso da quasi quarant’anni, dimostrano che il livello di intelligenza misurato dai test del QI è in calo nei paesi più sviluppati ed ipotizzano che una moltitudine di fattori possano esserne la causa.

Il calo del livello medio di intelligenza potrebbe essere in parte attribuito all’impoverimento del linguaggio ed al restringimento del campo lessicale. La diminuzione del vocabolario usato riduce, infatti, anche le sottigliezze del linguaggio che consentono di sviluppare e formulare un pensiero complesso. 
Eliminare una parola non significa solo rinunciare al suo suono ma anche promuovere l’idea che il concetto che esprimeva non esiste più ...

lunedì 13 giugno 2022

Riflessioni sui giornalisti

 Georges Gurdjieff (1877 - 1949)

Le esigenze della civiltà contemporanea hanno generato un'altra forma molto specifica di letteratura che viene chiamata giornalismo..
 
Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani.

Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà. Finisce così per atrofizzare la loro ultima possibilità di acquisire i dati che permettevano loro, finora, di prendere più o meno coscienza della loro reale individualità - unico mezzo per raggiungere il ricordo di sé, fattore assolutamente indispensabile per il processo di perfezionamento di sé.

Inoltre, questa letteratura quotidiana, priva di princìpi, isola completamente il pensiero degli uomini dalla loro individualità, di modo che la coscienza reale, che di tanto in tanto ancora appariva in loro adesso ha cessato di partecipare al loro pensiero. E sono ormai privati dei dati che fino a quel momento avevano assicurato loro un'esistenza più o meno sopportabile, non fosse che nel campo dei rapporti personali.

Per sfortuna di noi tutti questo genere di letteratura, che invade ogni anno di più la vita quotidiana degli uomini, fa subire alla loro intelligenza, già molto indebolita, un indebolimento ancora peggiore consegnandola inerme a ogni genere di inganni e di errori; essa li mette fuori strada a ogni passo, li distoglie da qualsiasi modo di pensare più o meno fondato e invece di un giudizio sano, stimola e fissa in loro alcune tendenze indegne quali: incredulità, ribellione paura, falso pudore, dissimulazione, orgoglio, e così via...

domenica 17 ottobre 2021

Blob: una creatura senza cervello ma in grado di pensare

 
Blob, una misteriosa melma policefala, sorprende il mondo scientifico per le sue capacità di decidere pur non avendo un cervello.

È davvero necessario essere dotati di un cervello per poter pensare ed agire in un determinato modo? 

È questa la domanda che è naturale porsi quando si sente parlare di Blob. 

Si tratta di un vero e proprio mistero della natura. 
Dopo averlo scoperto gli scienziati hanno invano cercato di classificarlo come una pianta, un animale o un fungo. 
Né la somiglianza con una muffa né il comportamento piuttosto simile a quello animale si sono, tuttavia, dimostrati sufficienti a caratterizzarne la natura. 

Si chiama Blob per via dell’aspetto simile a quelle sostanze gelatinose che tanto piacciono ai bambini, ed è un organismo unicellulare giallastro. Il nome scientifico è però Physarum polycephalum, ossia melma policefala, ed appartiene quindi al regno dei protisti ...

sabato 27 marzo 2021

L'anima e l'intelligenza

Leon Moksha - Nicola Capuzzolo

"... Sull'anima i più grandi filosofi e saggi di tutti i tempi hanno scritto libri, formulato teorie ed esposto la propria dottrina. 

Anch'io ora cerco di analizzare tale mistero e non lo faccio per emulare i grandi del passato, lo faccio per me e per contribuire al mio percorso di risveglio interiore. 

Cercare di analizzare le dinamiche sull'anima, ammettendo anche la possibilità di poter sbagliare, mi consentirà la possibilità di crescere e comprendere. Pitagora, Eraclito, Platone e Aristotele hanno colto solo particolari aspetti del fenomeno "anima" e ognuno di loro ha cercato poi di seguire una propria strada personale. 

Il mio compito invece è stato quello di unire la visione di tali filosofi e quindi individuare un punto di equilibrio. 

Con l'aiuto del De rerum natura di Lucrezio e del Corpus Hermeticum ripercorro ed espongo la mia teoria sull'anima attraverso la fusione della dottrina occidentale con quella orientale. Nessuno dei grandi del passato hai mai sbagliato circa l'anima eppure nessuno ha mai detto il giusto; io ora, sicuramente non dirò come stanno realmente le cose, ma cercherò di avvicinarmi il più vicino alla realtà dei fatti ...
Dalla prima parte: "L'anima e la legge del Logos" QUI ...

lunedì 17 agosto 2020

Vaccini? Si grazie, con intelligenza!

di Salvatore Rainò
(14 gennaio 2017)

Esistono vari modi di parlare dello stesso argomento.
Dipende dall’argomento, dalla preparazione di chi spiega, dalla sua comprensibilità, dalla capacità di comprendere di chi ascolta.

Personalmente, quando tengo le mie conferenze, mentre parlo, ascolto chi mi ascolta, per essere sicuro di riuscire a farmi comprendere.
Il silenzio di chi ascolta, insieme ad una particolare luce negli occhi è la prova dell’efficacia della comunicazione.

Negli anni, non ho mai voluto parlare di vaccini per più di qualche secondo, perché ritengo tutt’ora che sia uno degli argomenti ove le variabili relative ai momenti cui ho fatto cenno nelle righe di sopra sono così numerose, da essere con estrema difficoltà controllabili.

Il tema vaccino è sempre correlato all’ansia di morte, ma la nostra società alimenta questa ansia e vi costruisce del commercio, perciò è vano voler scardinare le dinamiche fobiche intrise di paura di morire con alcuni discorsi.
Ci si scontra con degli automatismi che accedono a livelli antecedenti a quelli della comprensione logica.

I produttori di vaccino affermano per iscritto che non possono garantire che il vaccino funziona. (Questo è uno dei motivi per cui i vaccini sono più redditizi degli altri farmaci "garantiti" dalle case farmaceutiche, molti dei quali vengono spesso ritirati dopo qualche anno, per danni o inefficacia riconosciuti. Con i vaccini questo non può succedere .. NdC)
A loro è perdonata l’assenza di scientificità di un prodotto che vendono, a caro prezzo, e con l’avallo delle Istituzioni ...

giovedì 18 giugno 2020

La Teoria delle Intelligenze Multiple di Gardner

L’intelligenza è la capacità di comprendere il mondo in cui viviamo e di risolvere i problemi ambientali, socialI e culturali che ci vengono posti in ogni momento della nostra esistenza.

All’inizio del ‘900, era diffusa in Occidente la teoria dello studioso Charles Spearman che battezzò l’intelligenza con il termine Fattore G, identificabile con una capacità comune e misurabile in tutti gli individui.

Più tardi, lo studioso Howard Gardner, con la pubblicazione del suo libro Formae mentis1, introdusse al mondo scientifico ed accademico la teoria delle intelligenze multiple, secondo la quale non esiste una facoltà comune di intelligenza, bensì diverse forme di essa, ognuna indipendente dalle altre.

Con la sua opera Gardner non mise in discussione soltanto la vecchia teoria di intelligenza, bensì anche i test standardizzati che sulla stessa si fondavano.

Nell’introduzione egli infatti sostiene:

”Scrivendo questo libro, mi proposi di minare la nozione comune di intelligenza come capacità o potenziale generale che ogni essere umano possiederebbe in misura più o meno grande. Nello stesso tempo intendevo mettere in discussione l’assunto che l’intelligenza, comunque venga definita, possa essere misurata da strumenti verbali standardizzati, come test con carta e matita e fondati su risposte brevi e batterie di domande” ...

martedì 24 marzo 2020

La tecnologia ci sta atrofizzando: gli esseri umani sono meno intelligenti di un secolo fa


Stiamo diventando sempre meno intelligenti: dal secolo scorso il nostro coefficiente intellettuale sta peggiorando drasticamente. Ad esserne responsabile è, seppur in parte, la tecnologia, che ci ha reso sempre meno in grado di concentrarci su un singolo compito e in maniera efficace.

Una vera e propria involuzione acclamata ormai da diversi studi, che dimostrano come il progresso intellettuale sia durato fino alla fine del 20esimo secolo, poi il buio: da allora il QI non ha smesso di precipitare.

Una delle cause, secondo varie ricerche, è l’uso massiccio della tecnologia e i compiti che il nostro cervello delega ad essa. Ad esempio, il nostro cellulare è in grado di ricordarci un appuntamento o come raggiungere un posto. Tutte cose che impigriscono le nostre capacità intellettive.

La tecnologia intelligente, insomma, ci sta effettivamente rendendo meno produttivi (o più stupidi). Proprio così e alcuni scienziati battono su questo punto: la tecnologia è davvero brava a renderci più occupati, vero, ma occupato non è la stessa cosa di produttivo.
All’aumentare della nostra dipendenza dalla tecnologia, la nostra produttività effettiva diminuisce ...