A volte confondiamo e usiamo i termini razionalità e intelligenza indiscriminatamente. Pensiamo che una persona intelligente sia anche razionale e che ogni persona razionale sia intelligente. Non è così.
Infatti, prendere decisioni razionali non è sempre meglio, anche se ci risulta difficile riconoscerlo dal momento che viviamo in un’epoca in cui si è messo la razionalità su un piedistallo rendendogli tutti gli onori.
Consideriamo le emozioni come il “nemico” che oscura il nostro raziocinio e ci spinge a prendere decisioni sbagliate. Pensiamo che il semplice fatto che la ragione prevalga ci garantisca una buona decisione.
Tuttavia, possiamo prendere decisioni logiche e razionali che, a lungo termine, non sono le migliori per noi. Se non ascoltiamo le nostre emozioni, le decisioni razionali possono renderci molto infelici. Essere intelligenti consiste proprio nel decidere con il cuore e la ragione.
Questa dicotomia tra emozioni e intelletto iniziò con Descartes, il quale affermava che solo attraverso la ragione si possono scoprire certe verità universali. La sua opposizione all’esperienza come fonte di conoscenza originò il razionalismo che ancora oggi prevale, a tal punto che idealizziamo la persona razionale e critichiamo la persona emotiva ...

