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venerdì 17 luglio 2026

La storia celata: la piramide di Nizza (Francia)

 
L'antica storia d'Europa rappresenta le radici dei suoi popoli. Tuttavia sembra che sia sistematicamente dimenticata a favore della cultura romano-cristiana. Il caso emblematico della piramide di Nizza in Francia, distrutta come altri monumenti evidentemente "scomodi" del passato europeo.

di Giancarlo Barbadoro

La storia insegnata sui banchi di scuola e proposta dai media mostra la civiltà Egizia come la cultura più antica che si sia affacciata sul Mediterraneo.

Il luogo comune dell'immaginario collettivo è categorico. Contempla Faraoni vestiti di sontuosi abiti dorati e templi magnifici che si ergono con la loro storia sul suolo nordafricano, mentre si intravedono orde di barbari rivestiti di pelli popolare il continente europeo.
Sempre secondo questo luogo comune spettò, molti secoli più tardi, all'Impero romano creare una vera forma di civiltà in Europa ed espanderla in tutti i paesi limitrofi. Fu poi la rivoluzione cristiana a passare il testimone dall'Impero a Costantino che avrebbe gettato le basi della civiltà occidentale e purtroppo anche delle sue sanguinose colonizzazioni, ispirate alla Discovery Doctrine promulgata della Chiesa del '400.

Oggi non si parla dell'antica storia dei Nativi europei che rappresentano le effettive radici dell'attuale Europa. Tutt'al più si celebrano miti del grande Nord, senza più la chiave di interpretazione, e si studia "en passant" la storia recente dei Gallo-romani, la cui presenza nella storia e nelle tradizioni popolari dei popoli nordici è inequivocabile e non può essere estinta con un colpo di penna ...

domenica 21 settembre 2025

La scomparsa dell’uomo di Neanderthal. Un cugino ingombrante? Non è sparito senza lasciare traccia: il suo genoma è dentro di noi.


La scomparsa dell’uomo di Neanderthal. 
Ancora un enigma.  

Da una stessa specie di ominide, L’Homo heidelbergensis (un’evoluzione dell’Homo erectus africano), si dipartirono circa 600.000 anni fa due differenti processi evolutivi: uno portò allo sviluppo dell’Homo sapiens che abbandonò l’Africa 100.000 anni a. C. prendendo dapprima la via del Medio Oriente, dell’India e dell’Australia e soltanto molto più tardi (ca. 45.000 a. C.) quella dell’Europa; l’altro allo sviluppo dell’uomo di Neanderthal, le cui tracce più antiche nel Continente europeo risalgono già al 130.000 a. C. (Uomo di Neanderthal classico).

Ovviamente sono tutti dati approssimativi e di molto semplificati, sia perché parliamo di epoche estremamente remote e temi più che complessi, sia perché la ricerca scientifica apporta di frequente nuove teorie che cambiano di punto in bianco il quadro generale. 
Ma questi dati possono essere ugualmente interessanti a titolo informativo, tanto per farsi un’idea degli ampi spazi temporali e dei lunghissimi processi evolutivi a cui si fa riferimento nell’articolo...

venerdì 7 luglio 2023

Che lingua parlavano i Neanderthal?

 
L’Homo sapiens ha incrociato più volte i Neanderthal, come ci mostra il DNA degli europei

Il modo in cui abbiamo comunicato con i nostri parenti ominidi, o loro tra loro, tuttavia, rimane un mistero, poiché l’Homo neanderthalensis si è estinto da tempo e naturalmente non rimangono tracce del suo linguaggio. 
Ciò non impedisce agli esperti di avere un’idea di come potrebbe essere stata la lingua di Neanderthal.

Secondo Antonio Benítez-Burraco, un linguista dell’Università di Siviglia che ha prodotto un documento prestampato (non ancora sottoposto a revisione paritaria per la pubblicazione) sull’argomento, è quasi certo che i nostri parenti evolutivi parlassero lingue simili alla nostra, anche se meno complesse nella loro struttura e meno flessibili in termini funzionali, cioè senza poter esprimere quanto noi. 

Non sapremo mai esattamente com’era la lingua (o anche le lingue) dei Neanderthal, ma è possibile fare alcune approssimazioni basate su dati fisiologici, ambientali e culturali delle specie estinte. 
Per arrivare a tali conclusioni sono stati studiati aspetti anatomici, socioculturali, cognitivi, ambientali e genetici, tutte queste conoscenze basate su prove raccolte da paleontologi e archeologi negli ultimi decenni ...

giovedì 16 settembre 2021

Come i Neanderthal persero il loro cromosoma Y

Recentissimi studi del Max Planck Istitute dimostrano che siamo l’incrocio di prolifere donne Neanderthal e maschi Sapiens. Nel DNA dei Neanderthal c'è il cromosoma Y dei Sapiens.

Sapevamo già che c’è un po’ di Neanderthal in tutti noi. Ora un nuovo lavoro pubblicato su Science dimostra che anche nei maschi Neanderthal c’era un po’ di Homo sapiens: un intero cromosoma.
Un nuovo studio, firmato da Martin Petr del Max Planck Institute di Lipsia, getta nuova luce sugli incroci avvenuti tra i due gruppi umani e pone nuovi quesiti.

I Neanderthal sono stati a lungo visti come super maschi, almeno rispetto ai loro cugini Homo sapiens, con i quali gareggiavano per cibo, territorio e compagni, ma questo nuovo studio rileva che gli Homo sapiens hanno essenzialmente “battuto” i loro fratelli muscolosi quando si sono accoppiati con donne Neanderthal più di 100.000 anni fa. Quelle unioni hanno fatto sì che il cromosoma Y originario dei Neanderthal fosse soppiantato da quello di Homo sapiens. La sostituzione fu dovuta ai ripetuti mescolamenti delle due popolazioni e al probabile accumulo di mutazioni negative nel cromosoma ancestrale dei Neanderthal, che favorì la diffusione della versione dell’Y dei maschi sapiens nelle coppie miste.

La nuova scoperta potrebbe risolvere il mistero, vecchio di dieci anni, sul perché i ricercatori non sono stati in grado di trovare un cromosoma Y di Neanderthal ...