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domenica 21 settembre 2025

La scomparsa dell’uomo di Neanderthal. Un cugino ingombrante? Non è sparito senza lasciare traccia: il suo genoma è dentro di noi.


La scomparsa dell’uomo di Neanderthal. 
Ancora un enigma.  

Da una stessa specie di ominide, L’Homo heidelbergensis (un’evoluzione dell’Homo erectus africano), si dipartirono circa 600.000 anni fa due differenti processi evolutivi: uno portò allo sviluppo dell’Homo sapiens che abbandonò l’Africa 100.000 anni a. C. prendendo dapprima la via del Medio Oriente, dell’India e dell’Australia e soltanto molto più tardi (ca. 45.000 a. C.) quella dell’Europa; l’altro allo sviluppo dell’uomo di Neanderthal, le cui tracce più antiche nel Continente europeo risalgono già al 130.000 a. C. (Uomo di Neanderthal classico).

Ovviamente sono tutti dati approssimativi e di molto semplificati, sia perché parliamo di epoche estremamente remote e temi più che complessi, sia perché la ricerca scientifica apporta di frequente nuove teorie che cambiano di punto in bianco il quadro generale. 
Ma questi dati possono essere ugualmente interessanti a titolo informativo, tanto per farsi un’idea degli ampi spazi temporali e dei lunghissimi processi evolutivi a cui si fa riferimento nell’articolo...

giovedì 19 dicembre 2024

I misteri delle Veneri paleolitiche


Una spiritualità dedita alle pratiche sciamaniche, profondamente connessa ai cicli naturali, ai moti celesti e alle energie della terra. Un'unica cultura che nel Paleolitico superiore andava dall'Atlantico a Bering. Ma l'origine di queste statuette va cercata molto prima: in Marocco è stata rinvenuta una piccola venere risalente a 300-500 mila anni fa.

Il primo culto

Le cosiddette veneri sono un grande classico dell'arte preistorica. Visivamente, le più note al grande pubblico sono due statuette di 25 mila anni fa, quella trovata in Austria a Willendorf, realizzata in calcare, e quella rinvenuta in Francia a Brassempouy, scolpita nell'avorio. Entrambe si ricordano per il particolarissimo copricapo intrecciato (o pettinatura afro che sia), ma la prima rappresenta la tipica donna prosperosa che incarna la Dea Madre preistorica, mentre la seconda è una testina priva di corpo, fondamentale perché è fra le più vecchie rappresentazioni realistiche della figura umana. 

Tuttavia, la storia delle veneri pare essere iniziata molto prima. La venere ritrovata a Tan-Tan in Marocco è una statuetta in quarzite, alta circa sei centimetri, risalente a 300-500 mila anni fa. Fu trovata nel 1999 a una profondità di 15 metri, sulla riva sinistra del fiume Draa. Una scoperta che retrodata incredibilmente la comparsa di queste figure. Certo non è dato sapere se anche questa raffigurazione avesse un significato sacro come quelle che hanno caratterizzato il Paleolitico superiore, a partire da circa 40 mila anni fa. Sappiamo però che era ricoperta di ocra rossa e questo pigmento è strettamente associato ai riti sacri preistorici, veniva usato nelle sepolture da Neanderthal e Sapiens ed è poi stato utilizzato nell'arte rupestre, che è altrettanto connessa al mondo del soprannaturale ...

martedì 21 luglio 2020

Longevità

L’apparente inefficienza del sistema è la sua forza.

I luoghi comuni sono difficilissimi da sradicare: uno dei luoghi comuni con le radici più tenaci e profonde è quello relativo all'età media che si sarebbe allungata in questi ultimi decenni.

Moltissimi sono convinti che, mentre oggi la vita media, almeno nei paesi occidentali, si aggira intorno ai 75-80 anni, nell'antichità le persone morivano per lo più intorno ai quarant'anni. 
Ciò è falso.

In primo luogo, secondo molti studiosi, veramente i patriarchi biblici antidiluviani vivevano 600-700 anni o più. Che noia!

Capisco tuttavia che questa ipotesi sia scartata dagli storici e dai paleontologi ortodossi ...

lunedì 2 aprile 2018

Gli antichi strumenti trovati in India minano l'ipotesi "fuori dall'Africa"

Una prova di 385.000 anni fa dimostrerebbe molti precedenti incontri tra ominidi africani e indiani.

di Annalee Newitz
Traduzione: Tycho

Immagine a sinistra: La stella rossa indica la posizione di Attirampakkam su questa mappa. Anticamente si trovava vicino al bacino alluvionale di un ruscello. I primi umani iniziarono a venire qui quasi 400.000 anni fa per fabbricare utensili dalle rocce di quarzite portate dalla corrente alla zona.

Gli scienziati hanno reso nota una straordinaria nuova analisi di migliaia di strumenti di pietra trovati in un sito chiamato Attirampakkam in India, a nord-ovest di Chennai, nel Tamil Nadu. Grazie alle nuove tecniche di datazione, un team guidato dall'archeologo Shanti Pappu ha stabilito che la maggior parte degli strumenti ha un'età compresa tra 385.000 e 172.000 anni. 

Ciò che rende queste date degne di nota è che hanno ribaltato l'idea che in India la fabbricazione di utensili è stata trasformata a seguito dell'afflusso di Homo sapiens moderni provenienti dall'Africa a partire da circa 130.000 anni fa ...