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domenica 4 gennaio 2026

Un mistero per l’astronomia: sono scomparse 100 stelle. Che fine hanno fatto?

 
Un confronto tra vecchi e nuovi cataloghi stellari mostra che alcuni oggetti celesti sembrano essere scomparsi.

di Massimo Zito

Un gruppo di ricerca internazionale guidato da Beatriz Villarroel dell’Istituto nordico di fisica teorica in Svezia e dell’Istituto di astrofisica delle Isole Canarie riporta qualcosa di strano nell’attuale numero di The Astronomical Journal.

Un confronto tra mappe stellari redatte negli anni ’50 con i recenti sondaggi ha evidenziato che non è più possibile individuare 100 stelle precedentemente catalogate.

Il progetto del gruppo, chiamato Vanishing and Appearing Sources as a Century of Observations (VASCO) ha messo a confronto stelle mappate elencate nell’US Naval Observatory Catalog (USNO) B 1.0, risalenti agli anni ’50, con quelle di un altro, più recente, catalogo celeste, il Pan-STARRS Data Release (DR1) ...

domenica 21 settembre 2025

La scomparsa dell’uomo di Neanderthal. Un cugino ingombrante? Non è sparito senza lasciare traccia: il suo genoma è dentro di noi.


La scomparsa dell’uomo di Neanderthal. 
Ancora un enigma.  

Da una stessa specie di ominide, L’Homo heidelbergensis (un’evoluzione dell’Homo erectus africano), si dipartirono circa 600.000 anni fa due differenti processi evolutivi: uno portò allo sviluppo dell’Homo sapiens che abbandonò l’Africa 100.000 anni a. C. prendendo dapprima la via del Medio Oriente, dell’India e dell’Australia e soltanto molto più tardi (ca. 45.000 a. C.) quella dell’Europa; l’altro allo sviluppo dell’uomo di Neanderthal, le cui tracce più antiche nel Continente europeo risalgono già al 130.000 a. C. (Uomo di Neanderthal classico).

Ovviamente sono tutti dati approssimativi e di molto semplificati, sia perché parliamo di epoche estremamente remote e temi più che complessi, sia perché la ricerca scientifica apporta di frequente nuove teorie che cambiano di punto in bianco il quadro generale. 
Ma questi dati possono essere ugualmente interessanti a titolo informativo, tanto per farsi un’idea degli ampi spazi temporali e dei lunghissimi processi evolutivi a cui si fa riferimento nell’articolo...

martedì 27 dicembre 2022

Majorana era nella Certosa di Calci e si faceva chiamare Padre Ambrogio?

Il percorso seguito dallo scienziato scomparso nel marzo del 1938, in accordo col Vaticano, in documenti segreti del periodo 1953-1966.

di Rino Di Stefano

Ettore Majorana alla fine di marzo del 1938 si rifugiò nel convento della Certosa di Calci, nei pressi di Pisa, con il nome di Padre Ambrogio, raccomandato dall’Arcivescovo di Pisa, Monsignor Gabriele Vettori (1869-1947), il quale avrebbe ricevuto precise disposizioni dalla Santa Sede per accogliere il docente di Fisica dell’Università di Napoli che voleva sparire per sempre dalla vita pubblica.

No, non si tratta solo di un’ipotesi. E’ qualcosa di più. La fonte è religiosa e proviene da una documentazione che risale al periodo che va dal 1953 al 1966. Documenti che hanno una lunga storia travagliata e che sono stati pubblicati, per iniziativa di un direttore di banca col pallino della storia, solo nel 2008. Ma il libro, come spesso succede quando gli argomenti non sono graditi, è stato completamente ignorato e ha avuto una diffusione locale. Come sempre, nessuno si è preso la briga di verificare l’attendibilità di quei documenti.

Ma andiamo per ordine. Nel mio ultimo libro “Il caso Majorana Pelizza” (ONE BOOKS, Torino, 2022) avevo ipotizzato che Ettore Majorana, scomparso nel nulla il 27 marzo 1938, si fosse rifugiato nel convento della Certosa di Calci, a Pisa. Io c’ero arrivato attraverso prove circostanziali, un grossolano fotomontaggio e l’ammissione di Rolando Pelizza che, messo alle strette, mi aveva confessato che era proprio a Calci che andava a trovare il suo “maestro”. Un’ipotesi, appunto, che aveva avuto l’unica conferma da parte dello stesso Pelizza. Adesso c’è dell’altro ...