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lunedì 21 agosto 2023

Il “consenso” fasullo sul cambiamento climatico

 
Sebbene siamo spesso incoraggiati ad ascoltare gli esperti per la loro intelligenza e competenza, è sempre meglio essere scettici nei confronti delle loro dichiarazioni. 

Le credenze svolgono una funzione sociale, indicando la propria posizione nella società, e per preservare il proprio status nei circoli elitari gli esperti altamente istruiti possono sottoscrivere posizioni errate, poiché così facendo possono ottenere vantaggi. 

Rifiutarsi di sostenere un punto di vista politicamente impopolare potrebbe danneggiare la propria carriera e poiché questi professionisti sono più interessati all'acquisizione dello status, non dovremmo aspettarci che abbandonino credenze errate in nome della ricerca della verità. 
Allora perché dovremmo ascoltare gli esperti quando danno maggiore importanza alla pianificazione statale rispetto alla risoluzione dei problemi nazionali? 

Contrariamente a quanto alcuni vorrebbero farvi credere, rivoltarsi contro gli esperti non è un attacco alla scienza. Non prendiamoci in giro: le persone che occupano cariche importanti non sono interessate a perdere tale status e, come tali, cercheranno di ridurre al minimo le opinioni che minacciano la loro autorità professionale o intellettuale. 
Degna di nota è anche la minore capacità delle persone intelligenti di identificare i propri pregiudizi. 
A causa dei loro maggiori livelli di sviluppo cognitivo, è più facile per le persone intelligenti razionalizzare le sciocchezze ...

giovedì 25 marzo 2021

Il trinceramento dei negazionisti pro-lockdown

 
di Jeffrey Tucker

Daniela Lamas, un medico presso il Brigham and Women Hospital, ha scritto un articolo terrificante sul Washington Post. Riguarda i casi di malattia non-Covid nel suo ospedale. 

Ci sono americani anziani che muoiono di malnutrizione, giovani che si ubriacano a morte, altri con tumori che avrebbero potuto essere curati se non avessero saltato visite mediche per un anno intero e overdose per droga che battono tutti i record.

L'articolo è un campanello d'allarme per coloro che finora si sono rifiutati di riconoscere che c'è di più per la salute pubblica rispetto all'evitare il SARS-CoV-2. Una buona salute pubblica si occupa dell'intera gamma di minacce al benessere umano. Come ha affermato l'epidemiologo Martin Kulldorff: "La salute pubblica riguarda tutte le sfaccettature della stessa, non solo una singola malattia come il Covid-19. È importante considerare anche i danni causati dalle misure di salute pubblica".

C'è solo un problema con il pezzo sul WaPo: non incolpa mai i lockdown, anche se l'autrice descrive in dettaglio tutte le conseguenze devastanti di queste politiche. È fin troppo attenta nella sua spiegazione: ...

lunedì 13 marzo 2017

L’eccessivo riscaldamento climatico fa andare a male anche l’informazione

di Federico Cavalli

A Dicembre dell’anno scorso (l'articolo è del 2017 - NdC) mi sono ritrovato a scrivere una piccola rubrica, di tre articoli, dove cercavo di affrontare e di spiegare razionalmente la problematica del riscaldamento globale causato dall’uomo (articoli che si possono trovare QUI) negli scritti appena citati illustravo la ragionevolezza di quella teoria che esclude una responsabilità umana nell’attuale aumento della temperatura terrestre.

Bisogna quindi porre l’accento su come non si stia negando un riscaldamento globale, ma di come invece si discuta se quest’aumento di temperature sia dovuto o meno all’operare umano.

Scrivo ciò non perché abbia una particolare affezione alla problematica ma, semplicemente, per il fatto di aver letto un articolo inerente all’argomento su Repubblica.it, dove si trattava delle dichiarazioni di Scott Pruitt, il nuovo capo dell’Environmental Protection Agency (Epa, l’agenzia federale per l’ambiente). 
Egli ha affermato quanto segue: 
"Credo che misurare con precisione l’impatto dell’attività degli uomini sul clima sia qualcosa di molto difficile. Sul livello di questo impatto mi sembra che esista un immenso disaccordo, io direi che le emissioni di CO2 non incidono, non sono d’accordo che si tratti di un fattore primario nel riscaldamento globale"...