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giovedì 25 marzo 2021

Il trinceramento dei negazionisti pro-lockdown

 
di Jeffrey Tucker

Daniela Lamas, un medico presso il Brigham and Women Hospital, ha scritto un articolo terrificante sul Washington Post. Riguarda i casi di malattia non-Covid nel suo ospedale. 

Ci sono americani anziani che muoiono di malnutrizione, giovani che si ubriacano a morte, altri con tumori che avrebbero potuto essere curati se non avessero saltato visite mediche per un anno intero e overdose per droga che battono tutti i record.

L'articolo è un campanello d'allarme per coloro che finora si sono rifiutati di riconoscere che c'è di più per la salute pubblica rispetto all'evitare il SARS-CoV-2. Una buona salute pubblica si occupa dell'intera gamma di minacce al benessere umano. Come ha affermato l'epidemiologo Martin Kulldorff: "La salute pubblica riguarda tutte le sfaccettature della stessa, non solo una singola malattia come il Covid-19. È importante considerare anche i danni causati dalle misure di salute pubblica".

C'è solo un problema con il pezzo sul WaPo: non incolpa mai i lockdown, anche se l'autrice descrive in dettaglio tutte le conseguenze devastanti di queste politiche. È fin troppo attenta nella sua spiegazione: ...

domenica 3 febbraio 2013

Italia vegetariana: il secondo Paese dopo l’India

Veronica Ulivieri

Il paese della bistecca e della mortadella, di capitoni in umido e bollito, tortellini e pasta con le sarde, sta cambiando la propria alimentazione. Da nicchia, i vegetariani stanno man mano diventando una fetta importante della popolazione italiana: secondo l’AVI (Associazione Vegetariana Italiana), coloro che hanno escluso carne e pesce dalla dieta sono circa il 10% dei cittadini, e l’Italia è “il secondo stato vegetariano dopo l’India”. Ma anche stando alle cifre molto meno ottimistiche dell’Eurispes (Rapporto Italia 2012), sono comunque più del 3%, pari ai cittadini di Milano e Firenze messi insieme. A questo nuovo tipo di alimentazione è dedicato, da alcuni anni, l’intero mese di ottobre: 31 giorni di incontri e iniziative in tutto il mondo, Italia compresa, per incoraggiare un’alimentazione all’insegna di cereali, verdura e legumi.

Ma torniamo alle percentuali. A cosa si deve tanto successo? “E’ tutta colpa nostra!”, risponde ridendo Carmen Nicchi Somaschi, presidente dell’AVI, che quest’anno ha compiuto sessant’anni. “Abbiamo lavorato molto per informare le persone sulla scelta vegetariana, e grazie a Internet, negli ultimi anni siamo riusciti a far arrivare le informazioni a un gran numero di persone”. Negli ultimi decenni, però, è tutto il Paese che si è trasformato: sono aumentate le associazioni animaliste, e l’universo dell’ecologismo e del pacifismo si è orientato verso l’alimentazione vegetariana e, in certi casi, vegana (quella cioè che esclude ogni cibo di origine animale). “Da parte degli italiani c’è stata una forte presa di coscienza”, su cui, ultimamente, ha pesato anche la crisi: “Quando le cose non vanno bene si inizia a farsi delle domande, le difficoltà, anche economiche, sono un momento di crescita”. Secondo l’Eurispes, le motivazioni della scelta vegetariana o vegana riguardano l’attenzione per la salute (43,2% dei casi), il rispetto per gli animali, contro il loro sfruttamento da parte dell’uomo (29,5%), e la tutela dell’ambiente (4,5%)...

mercoledì 15 giugno 2011

La mattanza dei bambini espiantati

Nonostante l'apparente sicurezza di chi propaganda la donazione degli organi, così come la donazione del sangue, come un atto d'amore e di altruismo, di fronte a casi di predazione e "omicidi per espianto" sorgono sempre più dubbi e perplessità sul concetto di morte cerebrale.

di Nerina Negrello

Genitori spezzati dal dolore vengono raggirati dai “coordinatori locali” degli espianti, lugubre presenza in ogni ospedale.

Questi coordinatori, a cui si addice meglio il nome di monatti, sono in genere rianimatori, pagati per far applicare d'autorità la legge della “morte cerebrale” a medici che vorrebbero curare i pazienti, ma vengono da queste spie denunciati se non collaborano all'iter del foraggiamento di organi di ricambio. Loro compito è anche quello di creare sensi di colpa ai genitori che in quel momento sono incapaci di intendere e di volere, talché le firme di donazione sono sempre estorte da questi predatori, specializzati nella manipolazione mentale nel momento del maggior dolore.

Molte e-mail indignate sono giunte alla Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi per Elena.
Elena, 22 mesi, di Teramo, disidratata nell'automobile esposta al sole per dimenticanza del padre. Potevamo perdonargli l'amnesia da stress, ma non possiamo perdonargli di non aver impedito che medici scellerati la espiantassero a cuore battente, torturata prima per disattenzione e torturata dopo per “interessi”. Il cuore di Elena è stato trapiantato su una bimba egiziana di 2 anni a Bergamo, il fegato a Torino, i reni a Roma....