di Francesco Lamendola
Lo studio della natura comprende lo studio delle forme viventi; e lo studio delle forme viventi implica che, per arrivare a conoscere tutti i segreti della loro fisiologia, è necessario sezionare i cadaveri.
Né questo è ancora sufficiente: l’ideale, per comprendere il funzionamento dei singoli organi, sarebbe quello di poter sezionare i corpi ancora viventi: come del resto gli scienziati hanno fatto, per secoli, con gli animali da laboratorio, e come facevano nell’antichità con i gladiatori morenti e in genere con i condannati a morte.
È lo stesso principio del trapianto degli organi: per
essere espiantato, un organo deve essere ancora perfettamente funzionante; e per essere ancora
perfettamente funzionante, bisogna che l’organismo cui appartiene sia ancora vivo.
Sgradevole
verità, ma pur sempre verità.
Per questo la medicina contemporanea ha messo in circolazione la
nozione di morte cerebrale: per far credere che, una volta arrestate le funzioni del cervello, il corpo
è morto, e si può quindi procedere all’espianto degli organi per salvare altre vite che si trovano in
pericolo, o comunque per beneficiare altri individui. Ma è una mezza verità e anche meno di mezza.
La morte cerebrale non coincide con la morte dell’individuo, con la morte totale; la morte vera
sopraggiunge quando il cuore cessa di pompare il sangue, irradiando l’intero organismo. E infatti,
se il cuore smette di pompare, gli organi deperiscono in un tempo rapidissimo e non sono più idonei
al trapianto: non servono più a nulla ...
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giovedì 17 agosto 2023
Un bravo scienziato deve anche essere crudele?
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sabato 15 agosto 2020
Seifert: "La morte cerebrale è un inganno: vi spiego perché"
di Benedetta Frigerio
Il noto filosofo cattolico Josef Seifert spiega alla NuovaBQ.it «l'utilitarismo che ha prodotto la nuova definizione di "morte cerebrale" per l'espianto di organi», il discorso di Giovanni Paolo II e lo scambio di idee con Benedetto XVI.
Chiarendo:
«La persona (l'anima) ha un essere sostanziale che non può essere ridotto all'uso della coscienza.
Soprattutto è stata scientificamente confutata la tesi per cui il cervello è il centro della vita integrale».
Dopo la scoperta dell'uso strumentale della nuova definizione di "morte cerebrale" per espiantare organi e le interviste ad un medico e un filosofo, che hanno spiegato la storia di questo nuovo criterio varato ad Harvard nel '68 insieme alle conseguenze nefaste prodotte, il noto filosofo austriaco Josef Seifert, amico di Benedetto XVI ed ex membro della Pontificia Accademia per la Vita (Pav), spiega l'errore scientifico che ci sta dietro e perché i cattolici non sono tenuti a credere in questa "falsa morte" ...
Il noto filosofo cattolico Josef Seifert spiega alla NuovaBQ.it «l'utilitarismo che ha prodotto la nuova definizione di "morte cerebrale" per l'espianto di organi», il discorso di Giovanni Paolo II e lo scambio di idee con Benedetto XVI.
Chiarendo:
«La persona (l'anima) ha un essere sostanziale che non può essere ridotto all'uso della coscienza.
Soprattutto è stata scientificamente confutata la tesi per cui il cervello è il centro della vita integrale».
Dopo la scoperta dell'uso strumentale della nuova definizione di "morte cerebrale" per espiantare organi e le interviste ad un medico e un filosofo, che hanno spiegato la storia di questo nuovo criterio varato ad Harvard nel '68 insieme alle conseguenze nefaste prodotte, il noto filosofo austriaco Josef Seifert, amico di Benedetto XVI ed ex membro della Pontificia Accademia per la Vita (Pav), spiega l'errore scientifico che ci sta dietro e perché i cattolici non sono tenuti a credere in questa "falsa morte" ...
sabato 9 luglio 2016
I predatori della vita
Massimo Mazzucco
Un ragazzino cinese ha venduto un rene perché voleva comperarsi l'I-Phone. Naturalmente, i pennaroli di mezzo mondo si buttano a pesce nella facile retorica e puntano il dito contro il consumismo, che ha reso un oggetto assolutamente superfluo così importante per qualcuno da voler rinunciare ad un rene.
Ma il vero problema, in questo caso, non sta nel consumismo esasperato, bensì nella situazione mondiale del traffico d'organi. Questo ragazzo infatti non ha semplicemente messo un annuncio sul giornale, dicendo "vendo un rene al miglior offerente". Affinché la "transazione" potesse avvenire è scattato anzi il meccanismo opposto, nel quale sono stati i trafficanti ad adescare il ragazzino, frequentando le chat-rooms di Internet.
Nessuno però si domanda quali possano essere diventate oggi le dimensioni del traffico d'organi nel mondo (e quindi anche nel nostro paese), se qualcuno arriva addirittura a mettere annunci in rete pur di procurarseli. (M.M.)
L'articolo che segue è stato pubblicato il 10/8/2010.
I predatori della vita di Decalagon
Quelli che molti considerano veri e propri atti criminali, da parte della medicina ufficiale, purtroppo non si limitano alla somministrazione di vaccini o farmaci velenosi, o comunque inutili. Vi sono cose che all'inizio possono sembrarci appartenere alla banale quotidianità, finché magari avviene che qualcosa giunge alle nostre orecchie, e fa scattare quella molla che ci porta a voler approfondire un determinato argomento. Mi è capitato di recente, quando mi sono imbattuto nel sito della Lega nazionale contro la predazione di organi e la morte a cuore battente, e ho scoperto un mondo pieno di domande e di contraddizioni, di omicidi legalizzati e di sofferenze celate. Mi sto riferendo alla pratica di espianto di organi...
mercoledì 15 giugno 2011
La mattanza dei bambini espiantati
Nonostante l'apparente sicurezza di chi propaganda la donazione degli organi, così come la donazione del sangue, come un atto d'amore e di altruismo, di fronte a casi di predazione e "omicidi per espianto" sorgono sempre più dubbi e perplessità sul concetto di morte cerebrale.
di Nerina Negrello
Genitori spezzati dal dolore vengono raggirati dai “coordinatori locali” degli espianti, lugubre presenza in ogni ospedale.
Questi coordinatori, a cui si addice meglio il nome di monatti, sono in genere rianimatori, pagati per far applicare d'autorità la legge della “morte cerebrale” a medici che vorrebbero curare i pazienti, ma vengono da queste spie denunciati se non collaborano all'iter del foraggiamento di organi di ricambio. Loro compito è anche quello di creare sensi di colpa ai genitori che in quel momento sono incapaci di intendere e di volere, talché le firme di donazione sono sempre estorte da questi predatori, specializzati nella manipolazione mentale nel momento del maggior dolore.
di Nerina Negrello
Genitori spezzati dal dolore vengono raggirati dai “coordinatori locali” degli espianti, lugubre presenza in ogni ospedale.
Questi coordinatori, a cui si addice meglio il nome di monatti, sono in genere rianimatori, pagati per far applicare d'autorità la legge della “morte cerebrale” a medici che vorrebbero curare i pazienti, ma vengono da queste spie denunciati se non collaborano all'iter del foraggiamento di organi di ricambio. Loro compito è anche quello di creare sensi di colpa ai genitori che in quel momento sono incapaci di intendere e di volere, talché le firme di donazione sono sempre estorte da questi predatori, specializzati nella manipolazione mentale nel momento del maggior dolore.
Molte e-mail indignate sono giunte alla Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi per Elena.
Elena, 22 mesi, di Teramo, disidratata nell'automobile esposta al sole per dimenticanza del padre. Potevamo perdonargli l'amnesia da stress, ma non possiamo perdonargli di non aver impedito che medici scellerati la espiantassero a cuore battente, torturata prima per disattenzione e torturata dopo per “interessi”. Il cuore di Elena è stato trapiantato su una bimba egiziana di 2 anni a Bergamo, il fegato a Torino, i reni a Roma....
Elena, 22 mesi, di Teramo, disidratata nell'automobile esposta al sole per dimenticanza del padre. Potevamo perdonargli l'amnesia da stress, ma non possiamo perdonargli di non aver impedito che medici scellerati la espiantassero a cuore battente, torturata prima per disattenzione e torturata dopo per “interessi”. Il cuore di Elena è stato trapiantato su una bimba egiziana di 2 anni a Bergamo, il fegato a Torino, i reni a Roma....
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