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giovedì 17 agosto 2023

Un bravo scienziato deve anche essere crudele?

di Francesco Lamendola 

Lo studio della natura comprende lo studio delle forme viventi; e lo studio delle forme viventi implica che, per arrivare a conoscere tutti i segreti della loro fisiologia, è necessario sezionare i cadaveri. 

Né questo è ancora sufficiente: l’ideale, per comprendere il funzionamento dei singoli organi, sarebbe quello di poter sezionare i corpi ancora viventi: come del resto gli scienziati hanno fatto, per secoli, con gli animali da laboratorio, e come facevano nell’antichità con i gladiatori morenti e in genere con i condannati a morte.

È lo stesso principio del trapianto degli organi: per essere espiantato, un organo deve essere ancora perfettamente funzionante; e per essere ancora perfettamente funzionante, bisogna che l’organismo cui appartiene sia ancora vivo.

Sgradevole verità, ma pur sempre verità. 

Per questo la medicina contemporanea ha messo in circolazione la nozione di morte cerebrale: per far credere che, una volta arrestate le funzioni del cervello, il corpo è morto, e si può quindi procedere all’espianto degli organi per salvare altre vite che si trovano in pericolo, o comunque per beneficiare altri individui. Ma è una mezza verità e anche meno di mezza.

La morte cerebrale non coincide con la morte dell’individuo, con la morte totale; la morte vera sopraggiunge quando il cuore cessa di pompare il sangue, irradiando l’intero organismo. E infatti, se il cuore smette di pompare, gli organi deperiscono in un tempo rapidissimo e non sono più idonei al trapianto: non servono più a nulla ...

venerdì 23 luglio 2021

I 10 esperimenti sugli esseri umani più diabolici della Storia

La sperimentazione e la ricerca sugli esseri umani è una pratica che si svolge da tempo immemore, e ha conosciuto le sue pagine peggiori durante i periodi di prigionia e schiavitù di una parte della popolazione mondiale. 

Alcuni degli esperimenti più diabolici di cui siamo a conoscenza furono svolti durante il secolo scorso, da una serie di scienziati o presunti tali che non ebbero rispetto per la vita degli esseri umani, trattando milioni di persone alla stregua di carne da macello ...


mercoledì 5 maggio 2021

Il maglioncino di lana d'angora

La lana d'angora viene prodotta utilizzando il morbidissimo, caldissimo e lungo pelo di una particolare razza di conigli bianchi: gli Angora.

Con questa lana vengono confezionate maglie, berretti, sciarpe, guanti, maglieria intima, indumenti per bambini e vengono preparati tessuti destinati alla confezione di abiti, giacche e cappotti; una parte della produzione d'angora viene commercializzata sotto forma di gomitoli di lana da lavorare ai ferri all'uncinetto.

Tradizionalmente i conigli d'angora venivano pettinati manualmente; il pelo oramai "maturo" che restava impigliato al pettine veniva raccolto e filato e naturalmente la produzione era di modeste quantità.

In seguito alcuni cominciarono a tosare i conigli, pratica tuttora molto in uso negli allevamenti della Nuova Zelanda, ma il pelo così ottenuto, privo della parte finale in quanto tagliato, è di qualità inferiore rispetto a quello intero ...

sabato 1 agosto 2020

Ci sono individui crudeli travestiti da brave persone

Sono esseri che feriscono, che aggrediscono tramite un machiavellico ricatto emotivo basato sul timore, sull’aggressione e sulla colpa. 
Mostrano spettabili bontà dietro le quali si celano interessi occulti e profonde frustrazioni.

Spesso si dice che chi ferisce lo fa perché è stato ferito a sua volta. Chi è stato offeso, offende. Queste idee non hanno una base veritiera, inoltre, vi è un altro aspetto da considerare e che non sempre ci piace ammettere: la malvagità esiste.

Le persone crudeli, a volte, presentano determinate caratteristiche biologiche che inducono ad adottare comportamenti aggressivi.

“Non esiste malvagità più crudele di quella che nasce dai semi del bene” (Baldassare Castiglione)

Lo studioso e divulgatore argentino Marcelino Cereijido ci segnala un aspetto interessante. “Non esiste il gene della malvagità, ma alcune circostanze biologiche e culturali che possono favorirla”.

L’aspetto più complesso è che, molto spesso, tendiamo ad affibbiare etichette e patologie a comportamenti che, semplicemente, non rientrano nei manuali di psicodiagnosi ...