Massimo Mazzucco
Un ragazzino cinese ha venduto un rene perché voleva comperarsi l'I-Phone. Naturalmente, i pennaroli di mezzo mondo si buttano a pesce nella facile retorica e puntano il dito contro il consumismo, che ha reso un oggetto assolutamente superfluo così importante per qualcuno da voler rinunciare ad un rene.
Ma il vero problema, in questo caso, non sta nel consumismo esasperato, bensì nella situazione mondiale del traffico d'organi. Questo ragazzo infatti non ha semplicemente messo un annuncio sul giornale, dicendo "vendo un rene al miglior offerente". Affinché la "transazione" potesse avvenire è scattato anzi il meccanismo opposto, nel quale sono stati i trafficanti ad adescare il ragazzino, frequentando le chat-rooms di Internet.
Nessuno però si domanda quali possano essere diventate oggi le dimensioni del traffico d'organi nel mondo (e quindi anche nel nostro paese), se qualcuno arriva addirittura a mettere annunci in rete pur di procurarseli. (M.M.)
L'articolo che segue è stato pubblicato il 10/8/2010.
I predatori della vita di Decalagon
Quelli che molti considerano veri e propri atti criminali, da parte della medicina ufficiale, purtroppo non si limitano alla somministrazione di vaccini o farmaci velenosi, o comunque inutili. Vi sono cose che all'inizio possono sembrarci appartenere alla banale quotidianità, finché magari avviene che qualcosa giunge alle nostre orecchie, e fa scattare quella molla che ci porta a voler approfondire un determinato argomento. Mi è capitato di recente, quando mi sono imbattuto nel sito della Lega nazionale contro la predazione di organi e la morte a cuore battente, e ho scoperto un mondo pieno di domande e di contraddizioni, di omicidi legalizzati e di sofferenze celate. Mi sto riferendo alla pratica di espianto di organi...
