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giovedì 8 novembre 2018

Sceglierà da grande ...



di Lia Ferrua

Mamme che stanno mediando il problema dicendosi:
''Sceglierà da grande se diventare Veg''
... dimenticando che è l'istinto a suggerirci da subito quale sia il cibo per noi.

Appena nati, ci guida al capezzolo materno per suggere il latte, e poi?

Sicuramente si può provare a farlo scegliere.

Si può provare a mettere un coniglio e una mela nel suo box, appena ha finito con il latte: se sbrana il coniglio e gioca con la mela, è carnivoro... altrimenti è Veg.

Non c'è organismo vivente che venga al mondo senza che Madre Natura gli abbia approntato il suo cibo.

Trovato un bimbo che, messo davanti ad un coniglio vivo e una mela intera, sbrana il primo, e gioca con la seconda, sicuramente ha scelto la carne. Ma immagino che sarà molto difficile, che egli faccia questa scelta.

Ma quanto può influire il tipo di svezzamento imposto, fino a quando abbastanza grandicello, il bimbo potrebbe scegliere ?
(Non scordiamoci che, l'allattamento è previsto mediamente dalla Natura per due o tre anni, a dentizione quasi completa, se non fosse boicottato da prassi e consuetudini anche mediche, e... molto opinabili)
Sullo svezzamento però, ci tornerò sopra dopo....

sabato 16 giugno 2018

Cancro: la dieta crudista vegana ci protegge? Ecco cosa dicono gli studi

Analizziamo insieme diversi studi scientifici sul perché la dieta crudista vegana ci protegge dal cancro e ci aiuta a combatterlo.

Questo articolo è tratto da Mangio crudo vivo meglio, Macro Edizioni 2018

Ci sono buone basi per affermare che la dieta crudista vegana garantisce un’efficace protezione contro il cancro e può rappresentare un ausilio efficace nel trattare la malattia. Ma le evidenze scientifiche sono a oggi limitate e occorrono ulteriori studi.

Uno studio americano (Fontana 2006) ha confrontato fra loro alcuni marker metabolici del cancro (fattori di crescita e ormoni). Il fattore di crescita insulino-simile, o IGF-1, è noto per favorire lo sviluppo del tumore incrementando la divisione cellulare e ostacolando la morte delle cellule cancerose. Livelli elevati di IGF-1 sono stati associati a un aumento del rischio di cancro al seno, alla prostata e al colon. 

Sono stati considerati tre gruppi di ventuno partecipanti ciascuno, abbinati per età, sesso e altezza. Un gruppo, composto da individui sedentari, seguiva una dieta crudista vegana a basso contenuto calorico e proteico da almeno due anni o più. Il secondo gruppo era costituito da sportivi magri specializzati in corse di resistenza e che percorrevano 77 km a settimana in media, e il terzo consisteva in soggetti leggermente sovrappeso e sedentari, che seguivano una tipica dieta occidentale standard ..

martedì 29 novembre 2016

I tumori tra i vegan

2012 - La pubblicazione che il movimento vegetariano e i suoi detrattori attendevano da decenni è finalmente arrivata: dati concreti, oggettivi e significativi sull’incidenza dei tumori tra i vegan.

L’articolo scientifico (qui la versione integrale) è stato curato da un team di ricercatori della Loma Linda University [vedi nota 1], e pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, rivista dell’American Association for Cancer Research, co-sponsorizzata dall’American Society of Preventive Oncology.Tra i 69.120 Avventisti che vanno a comporre lo Adventist Health Study 2 (uno dei più grandi studi di popolazione di sempre), dopo aver distinto e comparato onnivori, latto-ovo-vegetariani, “pesco-vegetariani”, “semi-vegetariani” e vegan, questi ultimi sono risultati l’unico gruppo tra questi con una ridotta incidenza complessiva di tumori, indipendentemente dal genere sessuale, ma in particolare per i tumori femminili (ginecologici e della mammella), anche dopo la miriade di aggiustamenti statistici prodotti sui dati (etnia, storia familiare di tumori, livello educativo, abitudini di fumo, consumo di alcool, età al menarca, gravidanze, allattamento, uso di contracettivi orali, terapia ormonale sostitutiva e menopausa) [vedi nota 2].

Questi risultati sono di enorme rilevanza per la salute pubblica internazionale se consideriamo che gli Avventisti (indipendentemente dal modello alimentare seguito) sono già di per sè un gruppo sociale a basso rischio di tumori rispetto alla popolazione generale e che la pubblicazione arriva a solo 4 anni dall’inizio dello studio, quando per rilevare a fondo l’incidenza dei tumori sono spesso necessari anche decenni prima di avere campioni significativi...

martedì 3 maggio 2016

Le persone sono convinte che il proprio corpo non può essere distrutto dal cibo che mangiano


Un reiterato consumo di proteine di origine animale è devastante per la salute dell'essere umano.

Le persone che assumono abitualmente proteine animali, compresi latticini, volatili, uova e pesci, sono fortemente predisposte ad ammalarsi di patologie gravissime, come il cancro e le malattie autoimmuni.

La maggior parte delle persone sono convinte che il proprio corpo non può essere distrutto dal cibo che consumano. Questo modello di pensiero basato sull'invincibilità è solo una puerile illusione. Esse sono ignare del fatto che una scorretta alimentazione sta generando una epidemia che si sta diffondendo a "macchia d'olio" in tutto il mondo. Tanti medici non sono ancora riusciti ad individuare le cause di questa epidemia e non sanno che le cure farmacologiche, che prescrivono ai loro pazienti, sono riconosciute come la terza causa di morte nel mondo occidentale.

«Siamo arrivati al punto in cui il progresso medico sta in realtà vendendo malattie»

Questo è quanto sostiene il dottor Caldwell B. Esselstyn Jr., chirurgo presso la Fondazione dell'Ospedale di Cleveland ed autore del libro "Prevenzione e guarigione delle patologie cardiache".

Sono stati pubblicati centinaia di studi, condotti dalle istituzioni mediche più prestigiose di tutto il mondo, su prestigiose riviste scientifiche. Tutti indicano chiaramente come alcune tipologie di alimenti contribuiscano ad un cattivo stato di salute. Quasi tutte le persone non sanno come preservare la propria salute mediante una sana alimentazione.

I dati sono sconvolgenti: ...

venerdì 16 maggio 2014

Come ti manipolo lo studio scientifico … e ti trasformo i vegetariani in malati cronici

Sulla rivista Plos One esce un piccolo e mal-disegnato studio austriaco sulla salute di “carnivori” e “vegetariani” in quella nazione. (1)

Lo studio non fa in tempo a venir tradotto e a circolare nel Bel Paese che ovunque su blog e pagine Facebook escono dei titoli agghiaccianti:

“Il regime alimentare che ACCRESCE tumori e infarti”. (2)
"La Stampa" sottotitola: “Essere vegetariani fa male alla salute” (3)
"La Repubblica" a sua volta riporta che i vegetariani sono a più rischio tumori.
Era davvero questa la conclusione dello studio in questione?
Andiamo a vedere gli elementi principali, con i dati incontrovertibili, vediamo come sono stati manipolati dai mass-media, e togliamoci le fette di salame dagli occhi (e dal piatto)…

a) IL CAMPIONE

Per lo studio sono stati selezionati meno di 1.500 austriaci, tra cui 330 “vegetariani”. (1)
Erano davvero tutti vegetariani questi 330 intervistati? ASSOLUTAMENTE NO.
I ricercatori avevano trovato così pochi vegetariani e ancora meno vegani da dover unire a questo gruppo anche i “pescetariani”, ovvero persone che consumano raramente la carne ma che consumano al suo posto il pesce e ancora latte, formaggi, uova ecc.
Chiamare tutto questo gruppo quello dei “vegetariani” richiede veramente un bel coraggio.
Questi chiaramente erano ricercatori coraggiosi…

Vegetariani, Vegani o Pescetariani?
Nonostante fossero i pescetariani a dominare, in termini percentuali, i risultati di tutto il gruppo sono stati generalizzati parlando sempre di “vegetariani”. Se i titoli di giornale avessero parlato di “pescetariani” già le cose sarebbero state più veritiere ...

domenica 12 gennaio 2014

Uomini e bestie

La storia è nota: una giovane studentessa di veterinaria di Bologna, Caterina Simonsen, affetta da 4 gravi e rare patologie ha confessato pubblicamente di essere favorevole alla ricerca che include la sperimentazione animale in quanto, invece di morire a 9 anni, essa le ha permesso di arrivare ai 25 anni.

di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

Ha altresì aggiunto che il suo progetto di studio – Caterina è peraltro vegetariana - intende proprio aiutare il mondo animale anche se, a suo dire, vi sarebbero ancora delle aree in cui non esistono metodi alternativi validi alla sperimentazione animale[1].

Il suo outing su Facebook ha scatenato, come è noto, la reazione smodata di sedicenti animalisti che l’hanno coperta di insulti e di auguri di morte.

Ecco solo alcuni esempi: “Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti su nessun animale, razza di bestie schifose”. “Per me puoi pure morire domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per un’egoista come te”. “Se crepavi anche a 9 anni non fregava nulla a nessuno, causare sofferenza ad esseri innocenti non lo trovo giusto”.

Da quel momento gli utenti, i lettori, i cosiddetti ‘esperti’ si sono immediatamente schierati da una parte o dall’altra in una serie infinita di motivazioni e schermaglie ... 

lunedì 13 maggio 2013

Introduzione al veganismo

Com’è nata la parola “vegan”?La parola “vegan”, una contrazione di "veg(etari)ano", fu coinata da Donald Watson che, insieme a un gruppo di vegan inglesi, fondò la Vegan Society a Londra nel novembre del 1944. Il termine sta per indicare coloro che cercano di escludere tutte le forme di sfruttamento e crudeltà sugli animali.

Perché diventare vegani?
La ragione fondamentale per diventare vegani e' il rispetto per gli animali. Chi segue questa filosofia di vita (non è uno stile!) considera gli animali non dei semplici oggetti, ma esseri sensibili con un loro valore intrinseco. I vegani, quindi, evitano di consumare prodotti di origine animale come carne, uova, latticini, pelle, lana, prodotti testati o prodotti che ne contengono. Si rifiutano di tenere gli animali in gabbia, di comprarli, non visitano zoo o acquari, non vanno al circo con animali, non assistono a palii e feste che utilizzano animali. Cercano di evitare tutto quello che comporta la sofferenza e/o la morte per gli animali. Ogni anno miliardi di animali sono trasformati in prodotti alimentari e questo comporta per loro una esistenza fatta solo di sofferenze, una esistenza che somiglia molto più ad una lunga morte che ad una seppur breve vita. Chi compie la scelta vegan rifiuta di essere causa di tutto ciò.

E’ vero che la dieta vegan può migliorare la salute?
E’ vero. Secondo i dati epidemiologici i vegani godono di salute migliore rispetto agli onnivoriLa dieta vegan è in grado di ridurre considerevolmente l'incidenza di numerose patologie, in primo luogo quelle cardiache e tumorali che sono le prime cause di morte nei paesi industrializzati.

E' importante però evidenziare che il veganismo si basa sull'etica e non sulla salute, e che si diventa vegani per empatia, rispetto e compassione nei confronti degli animali. Ogni altra motivazione passa quindi decisamente in secondo piano e diviene, come si suol dire in ambito animalista, un argomento indiretto...

domenica 3 febbraio 2013

Italia vegetariana: il secondo Paese dopo l’India

Veronica Ulivieri

Il paese della bistecca e della mortadella, di capitoni in umido e bollito, tortellini e pasta con le sarde, sta cambiando la propria alimentazione. Da nicchia, i vegetariani stanno man mano diventando una fetta importante della popolazione italiana: secondo l’AVI (Associazione Vegetariana Italiana), coloro che hanno escluso carne e pesce dalla dieta sono circa il 10% dei cittadini, e l’Italia è “il secondo stato vegetariano dopo l’India”. Ma anche stando alle cifre molto meno ottimistiche dell’Eurispes (Rapporto Italia 2012), sono comunque più del 3%, pari ai cittadini di Milano e Firenze messi insieme. A questo nuovo tipo di alimentazione è dedicato, da alcuni anni, l’intero mese di ottobre: 31 giorni di incontri e iniziative in tutto il mondo, Italia compresa, per incoraggiare un’alimentazione all’insegna di cereali, verdura e legumi.

Ma torniamo alle percentuali. A cosa si deve tanto successo? “E’ tutta colpa nostra!”, risponde ridendo Carmen Nicchi Somaschi, presidente dell’AVI, che quest’anno ha compiuto sessant’anni. “Abbiamo lavorato molto per informare le persone sulla scelta vegetariana, e grazie a Internet, negli ultimi anni siamo riusciti a far arrivare le informazioni a un gran numero di persone”. Negli ultimi decenni, però, è tutto il Paese che si è trasformato: sono aumentate le associazioni animaliste, e l’universo dell’ecologismo e del pacifismo si è orientato verso l’alimentazione vegetariana e, in certi casi, vegana (quella cioè che esclude ogni cibo di origine animale). “Da parte degli italiani c’è stata una forte presa di coscienza”, su cui, ultimamente, ha pesato anche la crisi: “Quando le cose non vanno bene si inizia a farsi delle domande, le difficoltà, anche economiche, sono un momento di crescita”. Secondo l’Eurispes, le motivazioni della scelta vegetariana o vegana riguardano l’attenzione per la salute (43,2% dei casi), il rispetto per gli animali, contro il loro sfruttamento da parte dell’uomo (29,5%), e la tutela dell’ambiente (4,5%)...

domenica 30 settembre 2012

Come mai Pitagora, Ippocrate e Socrate erano vegani?

Molti eroi, filosofi, grandi uomini del passato continuano ad essere studiati nelle scuole, eppure nessuno si sofferma su come vivevano e cosa mangiavano?
Vi sembra un dettaglio irrilevante che gente come Pitagora, Ippocrate, Aristotele, Platone, Galeno, Seneca e tanti altri mangiavano soltanto vegetali?

Addirittura alcuni solo frutta! Proprio lui, lo stesso Ippocrate, padre della medicina e oggi vivo ancora nelle nostre teste per il famoso giuramento, mangiava solo vegetali.
Soffermiamoci, solo per un attimo, su una delle frasi, che, forse, dovrebbero essere appese alla porta di ogni casa.
La frase è del medico greco Ippocrate:
“La natura è Sovrana Medicatrice dei mali. Primo non nuocere. L’aria pura è il primo alimento e il primo medicamento. Nessun veleno serva mai a curare un malato!”

E qui sul  "non nuocere" e "nessun veleno" si potrebbe aprire un deliziosa e forse, scomoda, per alcuni, discussione.
Ma non solo i greci seguivano la natura dell’uomo, la stessa naturale abitudine avevano anche altre popolazioni come gli spartani e gli stessi romani che addirittura, secondo diverse fonti fra cui Marco Porcio, testimonia nei suoi scritti che i romani sono stati sani, quando il medico era vietato ai cittadini, per la bellezza di 600 anni con un’alimentazione prevalentemente di vegetali come le rape e il cavolo.

Ma allora perché continuiamo a tradurre i versi di questi signori e a non approfondire chi erano veramente? Poi ci sono altri personaggi nella storia che avevano capito chi era l’uomo e hanno cercato di diffondere delle verità spesso oscurate o ritenute di scarsa importanza...