…il protocollo “Tachipirina e vigile attesa” non esiste, è un’invenzione dei no-vax…
Anche se – naturalmente – la nostra stampa mainstream ancora non se ne accorge…
Chi dovrà parlare per essere degno di ascolto? ...
…il protocollo “Tachipirina e vigile attesa” non esiste, è un’invenzione dei no-vax…
Chi dovrà parlare per essere degno di ascolto? ...
Uno dei metodi migliori, letterlmente esploso nell`ultimo secolo grazie ai mezzi di informazione, e` ovviamente la propaganda.
(Foto: Bufale un tanto al chilo)
Quei sacrifici spesso sono necessari: non pero` alla popolazione, ma a loro che la propaganda imbastiscono e pagano. Saranno discorsi gentisti e populisti, ma sono atrocemente veri.
Gli esseri umani sono animali particolari. Sono animali, certo, ma autocoscienti e intelligenti.
La loro intelligenza, le loro abilità cognitive, che la natura ha in qualche modo permesso si sviluppassero per compensare l'assenza di altre caratteristiche fisiche, si rivelano spesso in qualche modo controproducenti. Si; l'intelligenza è un problema, a volte: si vedono e si creano problemi che non ci sono, e ne conseguono nevrosi e depressione. Oppure, a volte, l'eccesso di abilità cognitive conduce a un eccesso di pigrizia, che si riflette sulle abilità corporee, che sono comunque in qualche modo una forma di intelligenza: usiamo leve e macchine al posto dei muscoli, il corpo impigrisce e si danneggia più rapidamente. O ancora: l'eccesso di corticalizzazione determina il fatto che il cervello sia facile da ingannare. Gli altri animali sono certo meno cognitivamente abili di noi, eppure spesso vedono le cose per come stanno.
Solo noi abbiamo la meravigliosa capacità di vedere lucciole per lanterne proprio per la nostra abilità immaginativa, astrattiva ...
Non accade così all’uomo, del quale è tipica la capacità di pensarsi oltre il suo orizzonte immediatamente percepito. Questo comporta per lui il fardello esistenziale più grande, ossia la coscienza del proprio dover morire, che di norma si realizza, però, in modo consistente e profondo solo con l’età adulta, mentre da giovani si aggira facilmente il pensiero della propria morte o addirittura si ‘flirta’ con esso proprio perché non se ne sono ancora pienamente colti gli aspetti profondamente distruttivi sul piano psicologico, cui non vi è antidoto davvero efficace se non l’adozione di una prospettiva in un qualche senso religiosa, metafisica o comunque spirituale.