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martedì 21 aprile 2026

Armi di distrazione di massa

''Il ruolo di sbarramento che svolge l'artiglieria nella preparazione dell'attacco della fanteria in futuro sarà assunto dalla propaganda rivoluzionaria. Si tratta di spezzare psicologicamente il nemico prima che le truppe comincino ad entrare in azione.''
- Adolf Hitler -


Tutto ciò che dobbiamo sapere sul ruolo vitale dei principali mezzi d'informazione nel perseguimento della ricerca della verità e nel proseguimento delle campagne mediatiche rivolte contro o a favore dei Governi, lo possiamo imparare osservando come funziona il gioco delle tre carte.

Si tratta di un gioco evidentemente truffaldino in cui il cartaio dispone tre carte su di un tavolino pieghevole, ci mostra che una di esse è la regina di picche, le capovolge e le sposta rapidamente. Siamo sicuri di sapere dov'è la regina e abbiamo visto il tizio prima di noi vincere facilmente un paio di volte, così scommettiamo i nostri soldi. Se quel tipo dall'aria un po' tonta può vincere, possiamo farlo anche noi. Eppure, incredibilmente, abbiamo puntato sulla carta sbagliata. Abbiamo perso. Abbiamo fatto la figura del pollo.

I polli del gioco delle tre carte non possono vincere, perché è risaputo che è tutto un imbroglio, eppure, mentre ce ne andiamo, vediamo che si è formata una fila di altri polli, con gli occhi sgranati, la bocca aperta, le mani in tasca, affascinati da quello spettacolo e pronti a tirar fuori i soldi non appena il cartaio riesce ad acchiapparli.
Perché?

Perché anche loro hanno visto vincere quello stesso tizio dall'aria un po' tonta. quello che non sanno è che si tratta di un complice ...

giovedì 7 marzo 2024

Atlantide e il Cicap


 di Mattia Luisetto

“Ascolta o Socrate, un discorso certamente singolare, ma tutto vero, come lo raccontò un giorno Solone, il più saggio dei sette”.

Era circa il 360 a. C. quando, con queste parole, il filosofo greco Platone dava inizio ad un racconto destinato a fissarsi nella memoria dell'umanità. Protagonista è un'isola situata nel mezzo dell'atlantico Pelago, la cui popolazione aveva raggiunto elevati livelli di civiltà decine di migliaia di anni prima del nostro tempo.

Atlantide, questo il suo nome, è probabilmente il mistero più dibattuto della storia, complici due schieramenti che da 2000 anni si contrappongono. Da una parte chi ritiene che il racconto contenga delle basi di verità, dall’altra (come, gran parte del mondo accademico), chi riduce il tutto ad un semplice mito di carattere filosofico.

Tra questi, neanche a dirlo, si erge il Cicap, nel cui sito esistono circa 400 articoli dedicati alla questione, riassumibili in una frase: Atlantide è un’invenzione di Platone. 
Punto e basta ...

mercoledì 6 aprile 2022

I debunker

 

Uno dei problemi più grossi di qualsiasi regime, di qualunque classe al potere è sempre stato quello di rendere accettabili determinati sacrifici alla sua popolazione. 

Uno dei metodi migliori, letterlmente esploso nell`ultimo secolo grazie ai mezzi di informazione, e` ovviamente la propaganda.

(Foto: Bufale un tanto al chilo)

Quei sacrifici spesso sono necessari: non pero` alla popolazione, ma a loro che la propaganda imbastiscono e pagano. Saranno discorsi gentisti e populisti, ma sono atrocemente veri.

Gli esseri umani sono animali particolari. Sono animali, certo, ma autocoscienti e intelligenti.

La loro intelligenza, le loro abilità cognitive, che la natura ha in qualche modo permesso si sviluppassero per compensare l'assenza di altre caratteristiche fisiche, si rivelano spesso in qualche modo controproducenti. Si; l'intelligenza è un problema, a volte: si vedono e si creano problemi che non ci sono, e ne conseguono nevrosi e depressione. Oppure, a volte, l'eccesso di abilità cognitive conduce a un eccesso di pigrizia, che si riflette sulle abilità corporee, che sono comunque in qualche modo una forma di intelligenza: usiamo leve e macchine al posto dei muscoli, il corpo impigrisce e si danneggia più rapidamente. O ancora: l'eccesso di corticalizzazione determina il fatto che il cervello sia facile da ingannare. Gli altri animali sono certo meno cognitivamente abili di noi, eppure spesso vedono le cose per come stanno.

Solo noi abbiamo la meravigliosa capacità di vedere lucciole per lanterne proprio per la nostra abilità immaginativa, astrattiva ...

lunedì 8 giugno 2020

La desolazione del debunker

di Stefano Re

C’è chi crea pensiero.
Sono solo persone che ragionano, ma li chiamano geni.

C’è chi a creare pensiero non ci arriva, e si concentra nel divulgarlo.
Li chiamano maestri.

C’è chi pensiero non sa crearne, non ha le capacità per divulgare, e si dedica a studiarlo.
Li chiamano sapienti.

C’è chi non sa creare, non sa divulgare e non ce la fa nemmeno a studiare, e tutto quel che riesce a fare è leggere dei bigini.
Li chiamano persone che si informano.

C’è chi non sa creare, non sa divulgare, non riesce a studiare e manco i bigini.
Gli tocca guardare la TV o leggere i giornali, e poi ripetere. Sono i credenti.

C’è chi creare manco per, divulgare figurarsi, studiare che sarà, bigini troppo sbatti ma prova tanta invidia, e si dedica a prendere per il culo i credenti.
Si chiamano troll.

Infine, c’è chi nemmeno possiede il coraggio per prendere in giro in diretta, riesce a farlo solo in differita, rubacchiando idee ad altri.
Insomma: un troll fallito, e si chiama debunker ...

lunedì 20 marzo 2017

La tattica della polpetta avvelenata

Attenzione un NWO può nasconderne un altro!

Pensiamo di voler avvelenare un animale, ma di non potergli somministrare il veleno a forza dopo averlo catturato o sparandogli un dardo avvelenato (ne potete sparargli o ucciderlo con una trappola o simili): l'unica possibilità è fare in modo che l'animale in questione assuma DI SUA SPONTANEA VOLONTA' il veleno, ad esempio mischiato a del cibo...la classica "polpetta avvelenata" per intenderci.

Per massimizzare le possibilità di successo dovremo utilizzare un veleno insapore ed inodore (in modo che l'animale non si accorga di mangiare qualcosa di nocivo fino a quando non sia troppo tardi), confezionare la polpetta con un cibo assai appetibile (in modo da essere sicuri che l'animale, una volta notata la polpetta, decida di cibarsene) e dovremo anche piazzare un numero abbastanza alto di polpette in luoghi dove sia molto probabile che l'animale passi spesso e dove siano facili da notare per lui (per massimizzare la probabilità che l'animale assuma il veleno: fare una buona esca ma piazzarla nel luogo sbagliato invaliderebbe tutta l'operazione da noi architettata).


Dovremo anche fare in modo che il veleno sia abbastanza subdolo da non permettere agli animali superstiti di capire che sono state le polpette ad avvelenare i loro compagni [ad esempio il veleno per topi agisce solo dopo oltre 24 ore proprio per evitare che gli altri topi capiscano quale sia l'alimento tossico; ciò provoca una morte orribilmente lenta e penosa alle malcapitate bestioline]...

mercoledì 26 dicembre 2012

La sindrome del pesce rosso

Si dice che il pesce rosso non abbia capacità mnemoniche, quindi non può "fare tesoro" di ricordi ed esperienze. La sindrome omonima è quindi la strana condizione dell'uomo moderno di essere rinchiuso in una bolla trasparente, osservato da tutti ma incapace di vedere nulla se non ciò che viene proiettato sul vetro (cioè la televisione) e, non avendo nessuna nozione del tempo, non notare niente di strano se una notizia di oggi ne capovolge una sentita ieri, magari proveniente dalla stessa origine.

Non solo ogni notizia è presa per buona in automatico, ma soprattutto egli non riesce a fare deduzioni e collegamenti diacronici.

La percezione di come si modifica ciò che consideriamo "luogo comune" (conoscenza condivisa, meme, immaginario collettivo) nel trascorrere del tempo è sempre piuttosto difficile per chi nel tempo ci vive immerso.
Ma proprio per questo notare le modificazioni è sempre un incremento della nostra potenzialità di decodificare la realtà come evolversi delle cose: aiuta a vedere la realtà come una storia, un film, invece che come fotografie scollegate le une dalle altre.
Ecco che lasciare una traccia (scritta in questo caso) di una modificazione che si è notata è di aiuto per gli altri (che potrebbero non averla notata) e per se stessi (a futuria memoria).

La sindrome del pesce rosso non colpisce solo i "normali" individui.

Colpisce anche (e prima di tutto) i debunker, che credono di essere, non solo normali, ma anche "attivi", superlativamente attivi, e col cervello perfettemente efficente.

Ti ricordi l'inizio delle scie chimiche? ....