Si dice che il pesce rosso non abbia capacità mnemoniche, quindi non può "fare tesoro" di ricordi ed esperienze. La sindrome omonima è quindi la strana condizione dell'uomo moderno di essere rinchiuso in una bolla trasparente, osservato da tutti ma incapace di vedere nulla se non ciò che viene proiettato sul vetro (cioè la televisione) e, non avendo nessuna nozione del tempo, non notare niente di strano se una notizia di oggi ne capovolge una sentita ieri, magari proveniente dalla stessa origine.
Non solo ogni notizia è presa per buona in automatico, ma soprattutto egli non riesce a fare deduzioni e collegamenti diacronici.
La percezione di come si modifica ciò che consideriamo "luogo comune" (conoscenza condivisa, meme, immaginario collettivo) nel trascorrere del tempo è sempre piuttosto difficile per chi nel tempo ci vive immerso.
Ma proprio per questo notare le modificazioni è sempre un incremento della nostra potenzialità di decodificare la realtà come evolversi delle cose: aiuta a vedere la realtà come una storia, un film, invece che come fotografie scollegate le une dalle altre.
Ecco che lasciare una traccia (scritta in questo caso) di una modificazione che si è notata è di aiuto per gli altri (che potrebbero non averla notata) e per se stessi (a futuria memoria).
La sindrome del pesce rosso non colpisce solo i "normali" individui.
Colpisce anche (e prima di tutto) i debunker, che credono di essere, non solo normali, ma anche "attivi", superlativamente attivi, e col cervello perfettemente efficente.
Ti ricordi l'inizio delle scie chimiche? ....