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domenica 31 gennaio 2021

La moglie di Dio:politeismo e culto della Dea Madre nell'ebraismo pre-mosaico

di Lawrence Sudbury

Pensare ad un culto della dea madre all’interno della religione ebraica potrebbe a prima vista sembrare completamente insensato: in fondo stiamo parlando della religione monoteistica per eccellenza, che non ammette altra divinità all’infuori di Jahweh e che condanna senza remissione ogni pur velata forma di deviazione politeistica.

Le cose stanno certamente così, ma solo se ci riferiamo all’Ebraismo post-mosaico, mentre, in realtà, poco o nulla si può sapere con certezza sulla natura di culto ebraico prima della migrazione dall’Egitto e quel poco che riusciamo a ipotizzare su basi razionali sembra andare decisamente contro la visione classica dell’Israelitismo.

Nella storia ebraica, Abramo adora una divinità chiamata “Elohim” (e vedremo che questo termine ha una enorme importanza, essendo il plurale di “El”), che viene anche chiamato “El Shaddai” (“l’onnipotente”) o con un paio di altre varianti, mentre l’uso del “tetragrammon” si sviluppa solo dopo l’incontro di Mosé con Dio sul Monte Sinai.

Il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe è, per altro, un Dio che vuole sacrifici di animali ed espiazioni regolari, che si intromette sulla vita umana con repentinità sorprendente e che richiede atti spesso assurdi ai suoi fedeli ...

giovedì 21 maggio 2020

Le società Matrilineari: un diverso e controvertibile punto di osservazione

E’ indubbio che siamo il prodotto di annose stratificazioni sociali, politiche e culturali; di quelle che Marx avrebbe definito come sovra strutture e sulle quali eviterò di esprimere alcun giudizio valoriale.

Però se alla base della  strutturazione e trasmissione di valori, riconosciuti fondanti per una società in un determinato periodo storico, c’è stata, ab origine, una mistificazione, allora buona parte di ciò che siamo altro non è che il prodotto di un enorme inganno.

Nietzsche a tal proposito avrebbe detto che “tutta la vita umana è profondamente immersa nella non verità”.

Senza ingenerare nel lettore l’idea di un complotto ai danni di una umanità troppo spesso poco dotata di senso critico e disposta ad accettare, semplicisticamente, tutto ciò che le viene detto, ritengo che non ci sia stata mistificazione più antica, durevole tenace e silenziosa di quella che migliaia di anni fa ha sostituito il mondo pacifico delle società matrilineari con il patriarcato, facendo delle prime il grande rimosso della storia e dell’altro la nostra seconda natura ...