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venerdì 4 aprile 2025

Gli analfabeti del futuro


La maggior parte delle persone crede che l’analfabetismo riguardi esclusivamente l’incapacità di leggere o scrivere frasi semplici…

La prossima generazione di adulti analfabeti saranno coloro incapaci di deprogrammarsi e in generale di distaccarsi dal pensiero di massa, dalle opinioni tradizionali non riuscendo a pensarla in maniera alternativa. Dobbiamo renderci conto che ogni persona è responsabile della propria consapevolezza indipendentemente da quello che le è stato insegnato da altri.

I soggetti con maggior intelligenza emotiva hanno dei “filtri” migliori che impediscono il quotidiano lavaggio del cervello, progettato per indottrinare le menti deboli. Non sono così sensibili alla programmazione neurolinguistica nelle scuole, nella cultura mainstream, nei media, o nelle influenze sociali. Hanno maggiori capacità di sviluppare idee proprie, perché pensano di più con il cuore che con le menti.

L’istruzione non è solo un modo per ottenere un pezzo di carta che attesta i tuoi risultati, è anche il mezzo con cui si impara l’arte del vivere. Si può essere culturalmente e socialmente analfabeti del mondo, incapaci di pensare a se stessi, ma avere comunque una laurea ...

venerdì 13 settembre 2024

Analfabetismo sentimentale

Umberto Galimberti 
(01/09/2002) 

Psicopatia. 
Non spaventiamoci subito di fronte a questa parola. In fondo «psicopatico» lo diciamo un po' di chiunque. Il più delle volte senza nessuna ragione. 

La parola è stata coniata verso fine Ottocento in ambito psichiatrico da J. A. Koch per sostituire quelle sindromi che la psichiatria precedente definiva: «follia morale» o «imbecillità morale».

Ma perché inserire una sindrome psichiatrica tra i nuovi vizi? 

Perché quella che un tempo era la peculiarità di qualcuno, oggi sembra il modo di vivere di molti, così ben descritto nel romanzo Blue Belle dello scrittore americano Andrew Vachss, dove lo psicopatico:

«Segue solo i propri pensieri, procede per la sua strada, avverte solo il proprio dolore. Sì. Non è forse la via giusta per sopravvivere in questo letamaio? Aspetta il tuo momento, abbassa la visiera. Non lasciare che ti leggano il cuore» ...

domenica 18 febbraio 2024

I bambini hanno bisogno di essere felici, non di essere i migliori

 Viviamo in una società altamente competitiva, in cui sembra che nulla è abbastanza e abbiamo la sensazione che, se non ci aggiorniamo costantemente, resteremo indietro superati dalla modernità.

Pertanto, non è sorprendente che negli ultimi decenni molti genitori abbiano assunto un modello educativo basato nella iper-genitorialità. Si tratta di genitori che vogliono che i loro figli siano preparati per la vita, ma non nel senso più ampio del termine, ma nel più limitato: vogliono che i loro figli abbiano le conoscenze e le competenze necessarie per diventare un buon professionista, ottenere un buon lavoro e guadagnare abbastanza, nulla di più di questo.

Questi genitori hanno un solo obiettivo: vogliono che i loro figli siano i migliori. Per raggiungere questo obiettivo non esitano a iscriverli a diverse attività extrascolastiche, spianare loro la strada oltre ogni limite e, naturalmente, spingerli al successo ad ogni costo. E la cosa peggiore è credono di farlo “per il loro bene”.

Il problema principale di questo modello educativo è che aggiunge inutile pressione sui bambini, finendo per togliere loro l’infanzia e creando degli adulti emotivamente disastrati ...

martedì 12 dicembre 2023

Siamo in grado di superare il “test del mignolo” di Adam Smith?

 
di Barry Brownstein

Nel libro La teoria dei sentimenti morali Adam Smith presenta l'esempio di un ipotetico grande terremoto in Cina che uccide milioni di persone e di un “uomo pieno di umanità” che esprime passivamente il suo dolore per le vite perdute. 
Una volta espressi questi “sentimenti umani”, però, mantiene la stessa tranquillità di prima, come se una simile tragedia non fosse mai accaduta. Eppure se questo stesso uomo dovesse “perdere il mignolo”, sarebbe profondamente assorbito dalla sua sventura.

Smith ci pone questa domanda: “Per evitare questa sfortuna, un uomo pieno di umanità sarebbe disposto a sacrificare la vita di cento milioni di suoi fratelli a condizione che non li abbia mai visti?”
Per Smith e quasi per chiunque legga questo saggio, la risposta a questa domanda è un inequivocabile “No”. 
Smith scrisse: “La natura umana sussulta di orrore al solo pensiero, e il mondo, nella sua massima depravazione e corruzione, non ha mai dato i natali a un cattivo tale da realizzare una cosa del genere”.

Naturalmente Smith non visse abbastanza da vedere la galleria dei cattivi del XX secolo. Nel suo libro sull’Holodomor, The Harvest of Sorrow, Robert Conquest cita un romanzo sovietico del 1934 che spiega la logica disumanizzante alla base del genocidio dei kulaki ucraini. “Nessuno di loro era colpevole di nulla, ma appartenevano a una classe colpevole di tutto” ...

sabato 29 aprile 2023

Educazione di un demone

Primo: scoprire il proprio demone. Accertarsi che sia proprio lui (un buon demone finge sempre di essere un brav’uomo). 

Secondo: non tentare di scacciarlo. Anche lui siamo noi e nessuno può cacciarsi da casa sua. 

Terzo: giocarci un po’. L’abbiamo lasciato al buio sin da bambino e non è felice. Attenzione però a non cedergli del tutto le redini del gioco.

Quarto: integrarlo nella nostra personalità. Anche i demoni come i rifugiati politici hanno pari diritti e va loro riservata un’accoglienza degna di questo nome.

Quinto: educarlo e insegnargli quattro regole. Quali, lo sapete voi. Avvisarlo - en passant - che un giorno o l’altro gli presenteremo il suo vicino di casa, un tale detto Angelo. (Di solito il demone a questo punto scalcia e spuzzetta in modo nauseabondo. Non spaventarsi né troppo né poco, ossia non sovrastimarlo e neppure sottostimarlo) ...

sabato 27 novembre 2021

Non guardare mentre si parla

Guardare una persona in faccia quando sta parlando o essere guardati mentre lo facciamo viene generalmente considerata una manifestazione di interesse verso la persona e il contenuto del suo discorso. 

Molti genitori insegnano questa pratica ai figli sin da piccoli, visto che non farlo può essere considerato un gesto maleducato. 

In questo stesso contesto educativo, è stato anche osservato che alcuni genitori utilizzano il contatto visivo prolungato per esprimere disaccordo nei confronti dell’azione che sta realizzando il figlio.

Altre connotazioni che di solito si associano all’assenza di scambio visivo sono la timidezza, la colpa o la menzogna. 
Ci sono addirittura dei film che hanno come protagonisti leader politici e mostrano come gli esperti nel linguaggio del corpo consiglino al candidato alle elezioni di pronunciare il suo discorso dirigendo sempre lo sguardo verso la telecamera, come se stesse guardando l’elettore direttamente negli occhi ...

mercoledì 6 ottobre 2021

L'educazione del bambino secondo Marguerite Yourcenar

 

"Condanno l'ignoranza che in questo momento regna sia nelle democrazie che nei regimi totalitari. Un'ignoranza così forte, spesso così assoluta, che la si direbbe voluta dal sistema se non dal regime. Ho riflettuto spesso a quella che potrebbe essere l'educazione del bambino."

 (Foto: Maguerite Yourcenar bambina - 1903-1987 -)

"Penso che ci vorrebbero delle cognizioni di base, molto semplici, per cui il bambino saprebbe di esistere in seno all'universo, su di un pianeta di cui dovrà più tardi preservare, gestire le risorse, e imparerebbe che egli dipende dall'aria, dall'acqua, da tutti gli esseri viventi, e che il minimo errore o la minima violenza rischia di distruggere ogni cosa. Imparerebbe che gli uomini si sono ammazzati fra loro in guerre che non han fatto che produrre altre guerre, e che ogni paese manipola la propria storia in modo menzognero così da lusingare il proprio orgoglio.

Gli si insegnerebbe, del passato, quanto basta perché si senta collegato agli uomini che l'hanno preceduto, perché li ammiri quando meritino di esserlo, senza farsene degli idoli; ne si trascurerebbe l'insegnamento del presente o di un ipotetico futuro ...

domenica 16 maggio 2021

Alcune grandi menzogne della scienza

Un articolo del 2010, quindi necessariamente non esaustivo, ma che da un'idea di quanto la "scienza" sia spesso ben lontana dai suoi obiettivi di imparzialità, di democrazia e di miglioramento dell'esistenza delle creature viventi e del loro ambiente..

di Denis G. Rancourt

Breve introduzione di Marco Messina

Informarsi costa tempo e impegno. Quando non si è al lavoro o al market, alla difficile lettura di un articolo di economia o geopolitica è facile preferire il più distensivo e alienante cazzeggio. Il cazzeggio distrae, diverte, è figo. E’ vero. 
Ma quando inibisce la voglia di porsi delle domande su ciò che vediamo, ascoltiamo e leggiamo, allora diventa un narcotico pericoloso. Leggo blog e siti di approfondimento indipendenti da più di due anni con una certa assiduità, e vedo lentamente crollare nella mia mente un castello di certezze più o meno granitiche sui dogmi ufficiali della realtà in cui viviamo, lasciando al suo posto fatti, date, nomi e domande, tante domande.

Non so se le torri gemelle siano crollate per un inside job, se le scie chimiche fanno parte di un piano coordinato di natura militare con lo scopo di avvelenare lentamente la popolazione mondiale, se il sistema bancario si fonda su meccanismi truffaldini ideati allo scopo di affamare la gente e costringerla a ipotecare anche l’anima, se il Nuovo Ordine Mondiale sia il progetto politico degli Illuminati che dall’impero babilonese ai giorni nostri controllano i cardini principali della società, se l’organizzazione massonica della Rosa Rossa si nasconda dietro i delitti del mostro di Firenze, se i fatti più noti di pedofilia siano la punta dell’iceberg di una rete internazionale di pedofili di cui fanno parte personaggi molto in vista della politica e delle istituzioni. 
Quello che so è che la verità ufficiale è spesso incompleta, vaga, reticente e spudoratamente falsa ...

martedì 27 aprile 2021

COMPLOTTISTI E ANTICOMPLOTTISTI

di Stefano Sissa

Per quanto ne sappiamo, l’uomo è l’unico animale in grado di proiettarsi mentalmente nel futuro. 

Molti animali agiscono in vista di necessità future, ma – si presume – senza immaginare sé stessi nel futuro. Anche l’animale in pericolo che si rende conto di rischiare di morire, reagisce sempre ad una sollecitazione presente e immediata, mentre fino a pochi secondi prima poteva sentirsi tranquillo e al sicuro.

Non accade così all’uomo, del quale è tipica la capacità di pensarsi oltre il suo orizzonte immediatamente percepito. Questo comporta per lui il fardello esistenziale più grande, ossia la coscienza del proprio dover morire, che di norma si realizza, però, in modo consistente e profondo solo con l’età adulta, mentre da giovani si aggira facilmente il pensiero della propria morte o addirittura si ‘flirta’ con esso proprio perché non se ne sono ancora pienamente colti gli aspetti profondamente distruttivi sul piano psicologico, cui non vi è antidoto davvero efficace se non l’adozione di una prospettiva in un qualche senso religiosa, metafisica o comunque spirituale.

A ciò si aggiunge il fatto che il progressivo venire a conoscenza della iper-complessità del sistema di relazioni in cui viviamo e dell’interdipendenza dei fattori che determinano le nostre esistenze, anziché spingerci ad affrontare la vita con maggior sicurezza, ha l’effetto di scoraggiarci e paralizzarci, sottraendoci – almeno come soggetti individuali – la convinzione di poter agire in modo incisivo e non velleitario almeno sul nostro microcosmo sociale ...

mercoledì 25 dicembre 2019

Parole d'amore

Catherine

L'Amore non è soltanto un sentimento, è l'energia che lega l'universo, ha un potere immenso, definitivo e inesauribile. Trovata la sorgente dell'Amore possiamo anche dispensarlo fuori. Possiamo sommergere il mondo sotto un oceano di Amore. Ne ha un bisogno urgente il mondo, ancora più che della scienza, delle tecnologie, del denaro!


L'Amore non può sbagliare se è sincero, prima di tutto verso sé stessi, perché per ogni azione intrapresa con Amore indicherà sempre la strada del cuore e quindi della giustizia. L'Amore può risolvere tutto ..

Il mio augurio per ognuno è di trovare sé stesso, poiché è in NOI che si trova la fonte essenziale di Amore. Non serve chiederlo o cercarlo fuori, fuori c'è soltanto ciò che noi emaniamo, ciò che noi creiamo. L'Amore non si ruba, non si mendica, non si arraffa, non si usa, si dona soltanto. E ne siamo ricchi, tutti, spesso senza saperlo. 

Parole sagge e senza tempo quelle di Osho Rajneesh.
Parole da ricordare ancora una volta, alle soglie di questo ennesimo e simbolico inizio di un nuovo anno gregoriano.
Auguri di cuore!


"Voi potreste essere l'ultima generazione a cui è possibile ribellarsi. Se non vi ribellate potrebbero non esserci più opportunità: l'umanità potrebbe essere ridotta allo stato di robot. Quindi ribellatevi, finché siete in tempo." ...

sabato 20 aprile 2019

Educare alla gentilezza: sviluppare una nuova sensibilità

"Se potrò impedire ad un cuore di spezzarsi non sarò vissuta invano.
Se potrò confortare una vita in pena o lenire un dolore o aiutare un pettirosso in difficoltà a ritrovare la strada del Nido non sarò vissuta invano" 

Emily Dickinson

La gentilezza ha purtroppo ancor oggi una scarsa considerazione all'interno della relazione educativa e nella formazione dell'individuo, non solo a scuola, ma anche in famiglia.
La gentilezza ha assunto sempre di più il colore di una norma, una sorta di dovere sociale da rispettare, quel "buon costume" da indossare per essere educati alle buone maniere.
E' stato trascurato il sentimento che accompagna la gentilezza, capace di sviluppare e accrescere la "sensibilità", quale qualità innata dell'individuo che gli permette di percepirsi nel mondo che lo circonda.

Quando parliamo di sensibilità, dobbiamo fare attenzione a non confonderla con l'empatia. Quest'ultima, appartiene all'emozione e si sviluppa dall'immaginazione, attraverso un processo di immedesimazione emotiva dell'individuo nell'esperienza emotiva dell'altro in modo da poterla comprendere meglio.
La sensibilità invece è una questione di percezione che definirei "ultra sensoriale". Essa, ha origine dal sentimento inteso come "sentire"; questo "sentore" ha la sua origine nel cuore...

lunedì 1 aprile 2019

Gli sforzi che vengono dal cuore

Daisaku Ikeda

Lo sviluppo sostenibile è stato definito come un tipo di sviluppo che soddisfa le necessità del presente, senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare le proprie. 

Esso investe aspetti diversi come la pace, l'integrità ecologica, i diritti umani e a noi chiede di ridefinire il nostro concetto di "progresso".

Se vuol offrire a tutti la possibilità di apprendere i valori, il comportamento e il modo di vivere necessari a una trasformazione sociale positiva, l'educazione per lo sviluppo sostenibile deve occupare un posto centrale nello spettro delle iniziative educative..... 
La nostra sopravvivenza dipende in maniera cruciale dalla realizzazione di un profondo cambiamento negli stessi esseri umani; solo riorientando la vita interiore dell'umanità potremo affrontare le spaventose sfide che abbiamo davanti. 

In una precedente occasione, ho proposto questi tre attributi del cittadino globale: 
- La saggezza di percepire l'interconnessione della vita e dei viventi; 
- Il coraggio di non temere o negare le differenze, ma di rispettare e sforzarci di capire le persone di culture diverse e di crescere grazie agli incontri con loro; 
- La compassione di conservare un'empatia dell'immaginazione che vada oltre il proprio ambito immediato per abbracciare chi soffre in luoghi lontani ...

venerdì 15 marzo 2019

Le fake news ci sono sempre state, la difesa è nelle biblioteche

 di Paolo Bricco
«Quando, nel 1988, arrivai a Los Angeles, gli studenti più brillanti erano affascinati dal neoscetticismo. 
Per il neoscetticismo, la narrazione di finzione e la finzione storica erano indistinguibili. Il clima culturale di allora ha creato le condizioni favorevoli per le fake news di oggi».

Carlo Ginzburg ha lo sguardo insieme assorto e distaccato che hanno gli ispettori della gendarmerie francese o i detective dei police department americani quando fanno cadere lì, intanto che gli osti portano un Borgogna o le cameriere della birra ghiacciata, il collegamento logico e materiale fra eventi lontani nel tempo. Al Caminetto d’oro di Bologna, il vino messo in tavola dai camerieri è invece un Chianti Classico Badia a Coltibuono del 2016.

Ginzburg identifica uno dei cuori della nostra contemporaneità: l’ambiguità fra il vero e il falso e la propalazione come vero di ciò che è falso non dipendono solo dall’ipertrofia di internet e dei social media, ma sono anche la conseguenza di una specifica atmosfera intellettuale diffusasi trent’anni fa ...

domenica 10 marzo 2019

I bambini hanno bisogno di regole (oltre che di amore)

I bambini hanno indubbiamente bisogno di amore e affetto ma non bisogna sottovalutare l’importanza delle regole. Anch’esse, infatti, gli permettono di poter crescere diventando adulti sicuri e felici.

Educare i propri figli nel modo migliore è l’obiettivo, per niente facile, di tutti i genitori. Come per ogni cosa, le strade che si possono intraprendere sono diverse anche se esistono alcuni punti fermi come ad esempio il fatto che i più piccoli abbiano bisogno di regole a cui attenersi.

La maggior parte dei genitori ha difficoltà a dettare regole e mettere limiti ai bambini, a volte per debolezza (indubbiamente dire no, soprattutto in alcuni casi è faticoso), un po’ perché non sanno bene come farlo o per la difficoltà di tenere il punto di fronte agli inevitabili capricci che ne conseguono.

Anche in questo caso l’empatia è la base da cui partire. Conoscere le proprie emozioni ed empatizzare con quelle dei bambini è fondamentale per trovare il modo giusto per far passare ai piccoli il concetto di regola. Questo non significa però che siccome si è entrati in sintonia con le emozioni dei propri figli questi siano autorizzati a comportarsi come meglio credono. I bambini infatti hanno bisogno di avere dei limiti e regole ma, cosa fondamentale, queste devono essere poche e molto chiare ..

sabato 6 ottobre 2018

Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole! Tra cretini e talenti di stato

Di Michele Rainone

Foto: Giovanni Papini (Firenze, 9 gennaio 1881 – Firenze, 8 luglio 1956)

Chiudere le scuole?

“I giovani fuori dalle loro fabbriche privilegiate di cretini di stato” – Giovanni Papini, interprete indiscusso del III millennio. Eppure, l’articolo è di quasi cento anni fa: 1 giugno 1914. Interprete indiscusso, ma inconsapevole. 
Se non fosse che la questione salta fuori ogni anno, l’importanza di uno scritto sulla distruttività della scuola, e di tutte le istituzioni simili, sarebbe minima. Siamo dei cretini di stato, insomma: delle marionette istruite, necessariamente destinate a “rivomitare tutto quel che s’è ingozzato in quei forzati banchetti e ricominciare da capo”. 

Dichiarazioni del genere, ispirate al Futurismo più distruttivo, potevano destare scandalo nel XX secolo, ma non sortiscono lo stesso effetto oggi: leggere queste due righe è stato semplice, non ci si è fermati neanche un attimo. Il concetto di scuola inutile, o meglio, utile solo per il tanto chiacchierato pezzo di carta, è talmente diffuso che una reazione del genere è prevedibile. Dai primi del 1900 ad oggi è cambiato tutto, sono poche le eccezioni: il grande libro, e non l’esperienza, distruggeva, distrugge e, secondo molti, continuerà a farlo. L’articolo di Papini, Chiudiamo le scuole!, è attuale, purtroppo. Fastidiosamente attuale ...

domenica 23 settembre 2018

La via del non attaccamento

L'attaccamento è un comportamento che sembra inevitabilmente legato all'essere umano. Fin dalla nascita siamo legati a qualcuno, prima la mamma, poi la famiglia, il gruppo, fino all'innamoramento...Tutte forme di attaccamento. 

Quando un bambino cresce con la certezza di essere amato dovrebbe anche nel futuro delle sue relazioni saper sviluppare dei comportamenti positivi. Purtroppo è piuttosto diffuso il contrario e la maggior parte delle persone manifesta spesso dei rapporti negativi, se non distruttivi, legati all'attaccamento. Ansia, insicurezza e paura s'impadroniscono della loro esistenza

Le filosofie antiche (di stampo cristiano e non) ma anche alcuni "illuminati" odierni (come Eckart Tolle o Salvatore Brizzi ad esempio) parlano del non attaccamento come espressione più alta dell'Amore. 
Perché? E perché questo ci fa paura? L'Amore nel senso lato (e "alto") della parola, l'amore ideale, l'amore che accetta e non giudica, che giustifica sé stesso, comporta necessariamente un distacco, un'assenza di desiderio. Perché è completo, perché ha già tutto.
Noi tuttavia, siamo così assuefatti a cibarci di emozioni, anche se ci fanno soffrire, che l'idea stessa della loro assenza ci terrorizza. 


Anche un bambino maltrattato "ama" il suo carnefice. Il maltrattamento è un legame intenso che crea emozioni che lo rinforzano, e il bambino "preferirà" il maltrattamento all'indifferenza, all'assenza.
Ed è così probabilmente che i pedofili giustificano le loro immonde pratiche: osando persino affermare che il bambino è consenziente. Ma se tante volte nemmeno gli adulti sanno cosa vogliono immaginiamoci un bambino carente di attenzioni..

Una madre sana dovrebbe crescere i propri figli senza nulla aspettare in cambio. In tal modo eviterebbe loro futuri attaccamenti disastrosi - soprattutto nella coppia - basati sulle pretese, sulla dipendenza e sul possesso. Ma accade spesso il contrario, quante volte sentiamo frasi del tipo: "se non fai il bravo la mamma non ti vuole più bene", o simili?
Difficilmente concepiamo l'amore se non c'è lo scambio che sostiene e giustifica un rapporto, che esso sia di semplice affetto, di legame familiare, di amicizia profonda, con o senza sesso.
L'attaccamento diventa una grandissima sofferenza quando si verifica la perdita dell'oggetto al quale si è attaccato. Possiamo quindi liberarci dell'attaccamento?
Cosa dicono al riguardo le filosofie antiche e i moderni filosofi?
Vediamo..

Catherine ...

martedì 23 gennaio 2018

I figli e l’educazione, i bambini e la delinquenza, occorre una punizione?

Io credo di no ma vi consiglio di leggere il perché ..

By Mariagostino Costa

Sia dai genitori che dagli estranei ma sensibili al problema della delinquenza giovanile ho ascoltato molte volte le parole: ci vorrebbe una punizione esemplare a questi bambini! Per rieducarli alla vita sociale…..

English Version
Version en espanol

L’educazione dipende dai genitori ma dobbiamo ammettere che i media non aiutano molto.
Ho scoperto che da almeno vent’anni ci sono film, in commercio, che seducono e istigano gli adolescenti e i più giovani ai reati più gravi e qualche investigatore potrebbe fare una ricerca e un analisi approfondita sul caso. 
Non voglio con questo pretendere l’annullamento della responsabilità dei genitori e dei figli...

sabato 15 ottobre 2016

I bambini amati diventano adulti che sanno amare

"Siamo esseri emotivi che imparano a pensare, non macchine pensanti che imparano a sentire"
Estanislao Bachrach


Le nostre prime esperienze con il mondo segnano il nostro sviluppo emotivo. 

Durante l’infanzia, si intreccia una rete che connetterà la nostra mente e il nostro corpo, fattore che determinerà in gran parte lo sviluppo della capacità di provare sentimenti ed amare.

In questo senso, la nostra crescita emotiva dipenderà dai nostri scambi emotivi, che ci insegneranno cosa vedere e cosa non vedere nel mondo emotivo e sociale in cui ci troviamo.

Il campo della nostra infanzia, quindi, ci permette di seminare i semi dell’amore in modo naturale, cosa che permetterà che la capacità di amare ed essere amati cresca in modo sano e ci aiuti a svilupparci...

mercoledì 7 ottobre 2015

Le 9 frasi che fanno sentire tuo figlio uno “sfigato”

Fiumi di parole sono state scritti su cosa fare o non fare con i bambini per crescerli con una elevata autostima e fiducia in se stessi.

C’è chi dice che bisogna lodarli, altri che bisogna motivarli, altri ancora che bisogna rimproverarli quando sbagliano, poi è arrivato il rinforzo positivo stile “ammaestramento animali”… insomma i filoni sono tanti.

Ma alla fine, nella pratica di tutti i santi giorni in casa, trascorsi fra sveglia di corsa per andare in tempo a scuola, pranzo, compiti (e minacce per finirli), scarrozzamenti vari fra sport o corsi di musica, merenda fatta sul divano sbriciolando ovunque, litigi e botte con la sorella, cena con capricci perché manca l’aranciata a tavola…

Cosa veramente influenza e condiziona la sicurezza di sé e l’autostima di tuo figlio?

Scopriamolo ora in questo breve articolo...