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venerdì 6 marzo 2026

Ma tu ci andresti in guerra?

- Ma tu ci andresti in guerra?
- In che senso?
- Domani l’Italia viene attaccata, Russia, Cina, non importa, leva obbligatoria, tutti coscritti. Tu andresti?
- Ma sei fuori? No che non ci vado. Tu sì?
- Chiaro.
- Davvero? Tu andresti in guerra?
- Assolutamente. È il mio Paese. La mia casa. Il posto dove sono nato, dove sono cresciuto. Certo che combatterei per difenderlo e per difendere i suoi valori.
- Quindi tu se domani scoppia la guerra, ti arruoli e vai.
- Te l’ho detto, sì.
- Be’, sai che non pensavo che…
- A novanta giorni.
- Eh?
- Arruolamento a novanta giorni.
- Cioè? ...

mercoledì 20 novembre 2024

Società di servizi: la Repubblica

Ti sei mai chiesto cosa è lo stato? Niente di più, niente di meno che una società di servizi.

Un'approfondita ricerca in merito alla reale situazione della sovranità della Repubblica Italiana

di Milar Solaris

Pensa a uno stato ideale, costituito per volontà da uomini vivi in corpo vivente di carne, ossa e sangue che vogliono co-operarare. 
Congiuntamente, collettiva-mente (da collettivo + mente). Tali uomini creano una rappresentazione della loro volontà di agire con un unico proposito, e lo chiamano nazione, stato. Etimologicamente la parola stato deriva da differenti lingue, compreso il latino STATUS dal quale si origina come participio passato del verbo stare, stare saldo, rimanere.

Società di servizi
Anche in fisica lo stato di un elemento è quella “condizione” in cui si trova detto elemento quando è in equilibrio con l’ambiente che lo circonda. Nel caso della collettività, lo stato indica una condizione di fermezza di propositi. Uno stato della mente che decide, collettiva-mente, di posizionarsi in un certo modo rispetto al “mondo” che la circonda.
Dalla parola stato nascono quindi termini come istituire, costituire, istituzione, statuto. Dunque ci si ricollega sempre al significato di porre, stabilire, tenere fermo (nel nostro esempio un proposito). 
Idealmente, soprattutto secondo quanto ci vuol fare credere una certa classe di individui, questi Stati sarebbero stati istituiti con il proposito di unire la volontà di più uomini per raggiungere uno scopo ...

lunedì 12 febbraio 2024

L'atto di nascita è una menzogna

 di Aldo Pironi

Lo stato corporation Italia (ma gli altri non sono da meno) crea ex nihlo, tramite l'atto di nascita due status, che corrispondono ad una serie di menzogne: soggetto giuridico e persona fisica.

Nell'atto di nascita si indica il padre naturale con il termine di "dichiarante" asportando in tal modo il rapporto famigliare, la madre viene espressa con un moto da luogo "da" ed è nominata come puerpera, anch'essa senza vincolo famigliare con il neonato, il quale viene indicato con i soli nomi propri, conferma di assenza di vincoli famigliari.

Leggendo il "legalese" di questo documento si evince che un dichiarante (brava persona) ha trovato un bimbo "trovatello" che nel frattempo viene accudito da sua moglie (altra brava persona) e come si fa per gli oggetti smarriti lo consegnano alla pubblica amministrazione ...

domenica 11 dicembre 2022

Come difendersi dall'avanzata delle anime morte

 di Augusto Bassi

Come da previsioni, per la Consulta fu tutto regolare. Privare milioni di persone dei diritti fondamentali su basi divinatorie – e smaccatamente vessatorie – obbligarle ad un trattamento sanitario inabile a fermare la trasmissione del virus e dannoso per la salute, ricattarle con la minaccia della fame e dell’esclusione sociale, fu legale. Di più: fu “ragionevole e proporzionato”.

Le bertucce mannare della stampa da marciapiede si sono immantinente tuffate sui tasti con la bava al tafanario strillando: “E ora i complottisti zitti!”. Come se questa sentenza non arrivasse proprio a certificare la ciclopica piccineria del “complotto”.

Lo Stato si assolve con formula piena

Certo bisognerà aspettare le motivazioni della sentenza, ma lo Stato che giudica se stesso e si assolve con formula piena appare già loro come una gloriosa epifania di giustizia, perché conoscono solo la giustizia del pecoresco. 
Si compiacciono dello Stato di diritto in cui vivono come i mariti cornuti celebrano la virtù delle loro mogli ...

domenica 21 novembre 2021

L’uomo vivo non è il nome che lo indica

Questo è anche un avviso a tutti gli agenti, di tutte le società di diritto privato, e pretesamente pubblico. 

Inclusivamente ma non limitatamente a: REPUBBLICA ITALIANA, REPUBLIC OF ITALY et similia e agenzie.

1 - L’uomo vivo non è il suono vocalizzato che lo può indicare;

2 - L’uomo vivo non è il suono vocalizzato in forma di linguaggio-parola che lo può indicare;

3 - L’uomo vivo non è la parola in forma di nome-cognome che lo può indicare;

4 - L’uomo vivo non è il nome-cognome in forma scritta con qualsivoglia strumento su qualsivoglia supporto che lo può indicare;

5 - L’uomo vivo non è la finzione giuridica, non è la rappresentazione, non è la artificiosa identità creata tra l’uomo vivente in carne ossa e sangue, unico proprietario di ogni indicativo (nome:cognome) che lo può indicare e il nome di cui l’uomo è proprietario ...

domenica 10 novembre 2019

Cose nostre

Buongiorno e buona ricerca onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue che al momento presente stai leggendo questo post sulle cose nostre.

Inizio con il solito avviso di rito: se non hai letto i primi 12 post di questo blog non andare oltre, pena il totale fraintendimento di quanto sto per scrivere. Inoltre e ancora: puoi usare queste informazioni a tuo piacimento ma in totale, completa, illimitata responsabilità, sempre e solo in onore, onestà e rettitudine di intenzioni e azioni.

Una frode ben organizzata

Oggi vorrei dirti che viviamo in un mondo semplice dove a ogni causa corrisponde un effetto, ma non è così. Per questa ragione la sola riappropriazione del tuo nome e di tutti gli identificativi che a esso riportano non è sufficiente per liberarti dalla tela del ragno.

Certo sarebbe logico pensare che laddove ci sia una “res” (lat: cosa) riportante il tuo nome e/o tutti gli identificatori che a esso riconducono, una volta ripresa la proprietà di tale nome anche la res in questione ritorni a te automaticamente. 

Purtroppo la “cosa” non è così automatica per diversi motivi ...

sabato 6 ottobre 2018

Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole! Tra cretini e talenti di stato

Di Michele Rainone

Foto: Giovanni Papini (Firenze, 9 gennaio 1881 – Firenze, 8 luglio 1956)

Chiudere le scuole?

“I giovani fuori dalle loro fabbriche privilegiate di cretini di stato” – Giovanni Papini, interprete indiscusso del III millennio. Eppure, l’articolo è di quasi cento anni fa: 1 giugno 1914. Interprete indiscusso, ma inconsapevole. 
Se non fosse che la questione salta fuori ogni anno, l’importanza di uno scritto sulla distruttività della scuola, e di tutte le istituzioni simili, sarebbe minima. Siamo dei cretini di stato, insomma: delle marionette istruite, necessariamente destinate a “rivomitare tutto quel che s’è ingozzato in quei forzati banchetti e ricominciare da capo”. 

Dichiarazioni del genere, ispirate al Futurismo più distruttivo, potevano destare scandalo nel XX secolo, ma non sortiscono lo stesso effetto oggi: leggere queste due righe è stato semplice, non ci si è fermati neanche un attimo. Il concetto di scuola inutile, o meglio, utile solo per il tanto chiacchierato pezzo di carta, è talmente diffuso che una reazione del genere è prevedibile. Dai primi del 1900 ad oggi è cambiato tutto, sono poche le eccezioni: il grande libro, e non l’esperienza, distruggeva, distrugge e, secondo molti, continuerà a farlo. L’articolo di Papini, Chiudiamo le scuole!, è attuale, purtroppo. Fastidiosamente attuale ...