Primo: scoprire il proprio demone. Accertarsi che sia proprio lui (un buon demone finge sempre di essere un brav’uomo).
Secondo: non tentare di scacciarlo. Anche lui siamo noi e nessuno può cacciarsi da casa sua.
Terzo: giocarci un po’. L’abbiamo lasciato al buio sin da bambino e non è felice. Attenzione però a non cedergli del tutto le redini del gioco.
Quarto: integrarlo nella nostra personalità. Anche i demoni come i rifugiati politici hanno pari diritti e va loro riservata un’accoglienza degna di questo nome.
Quinto: educarlo e insegnargli quattro regole. Quali, lo sapete voi. Avvisarlo - en passant - che un giorno o l’altro gli presenteremo il suo vicino di casa, un tale detto Angelo. (Di solito il demone a questo punto scalcia e spuzzetta in modo nauseabondo. Non spaventarsi né troppo né poco, ossia non sovrastimarlo e neppure sottostimarlo) ...
