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martedì 12 dicembre 2023

Siamo in grado di superare il “test del mignolo” di Adam Smith?

 
di Barry Brownstein

Nel libro La teoria dei sentimenti morali Adam Smith presenta l'esempio di un ipotetico grande terremoto in Cina che uccide milioni di persone e di un “uomo pieno di umanità” che esprime passivamente il suo dolore per le vite perdute. 
Una volta espressi questi “sentimenti umani”, però, mantiene la stessa tranquillità di prima, come se una simile tragedia non fosse mai accaduta. Eppure se questo stesso uomo dovesse “perdere il mignolo”, sarebbe profondamente assorbito dalla sua sventura.

Smith ci pone questa domanda: “Per evitare questa sfortuna, un uomo pieno di umanità sarebbe disposto a sacrificare la vita di cento milioni di suoi fratelli a condizione che non li abbia mai visti?”
Per Smith e quasi per chiunque legga questo saggio, la risposta a questa domanda è un inequivocabile “No”. 
Smith scrisse: “La natura umana sussulta di orrore al solo pensiero, e il mondo, nella sua massima depravazione e corruzione, non ha mai dato i natali a un cattivo tale da realizzare una cosa del genere”.

Naturalmente Smith non visse abbastanza da vedere la galleria dei cattivi del XX secolo. Nel suo libro sull’Holodomor, The Harvest of Sorrow, Robert Conquest cita un romanzo sovietico del 1934 che spiega la logica disumanizzante alla base del genocidio dei kulaki ucraini. “Nessuno di loro era colpevole di nulla, ma appartenevano a una classe colpevole di tutto” ...

martedì 17 gennaio 2023

Adam Smith: sulla più grande debolezza dell'umanità

 
di Barry Brownstein

Gli elenchi dei bestseller di saggistica contengono uno o più libri di auto-miglioramento che promettono tecniche specifiche che si possono utilizzare per essere più sani, più produttivi, più felici.

Dal momento che quasi tutte le tecniche funzioneranno su alcune persone, un libro di auto-miglioramento ben scritto può reclutare rapidamente un esercito di evangelici per tesserne lodi. Poiché è anche vero che nessuna tecnica funzionerà sempre su tutte le persone, c'è una grande richiesta per il prossimo e nuovo "modo migliore", che, dopo la sua giornata sotto i riflettori, svanirà nell'oblio. Eppure, come ha scritto GK Chesterton: “Non è che non riescano a vedere la soluzione, non riescono a vedere il problema. Le tecniche sono solo bende, non affrontano i nostri problemi più profondi”.

I grandi filosofi morali ci hanno sempre incoraggiato a guardarci allo specchio per vedere i nostri problemi, invece di guardare al di fuori di noi stessi. I problemi che diagnostichiamo spesso riguardano il mondo, un'altra persona o un gruppo. Siamo sicuri che la fonte del nostro turbamento provenga da ciò che qualcun altro ha detto o fatto; non ci accorgiamo mai che mentre i caratteri della nostra vita possono cambiare, noi siamo il filo conduttore di tutti i nostri problemi.

Nel suo, The Theory of Moral Sentiments, Adam Smith ci indicò il problema di fondo: "l'autoinganno" è la "debolezza fatale dell'umanità" e "la fonte della metà dei disordini della vita umana"...