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martedì 17 gennaio 2023

Adam Smith: sulla più grande debolezza dell'umanità

 
di Barry Brownstein

Gli elenchi dei bestseller di saggistica contengono uno o più libri di auto-miglioramento che promettono tecniche specifiche che si possono utilizzare per essere più sani, più produttivi, più felici.

Dal momento che quasi tutte le tecniche funzioneranno su alcune persone, un libro di auto-miglioramento ben scritto può reclutare rapidamente un esercito di evangelici per tesserne lodi. Poiché è anche vero che nessuna tecnica funzionerà sempre su tutte le persone, c'è una grande richiesta per il prossimo e nuovo "modo migliore", che, dopo la sua giornata sotto i riflettori, svanirà nell'oblio. Eppure, come ha scritto GK Chesterton: “Non è che non riescano a vedere la soluzione, non riescono a vedere il problema. Le tecniche sono solo bende, non affrontano i nostri problemi più profondi”.

I grandi filosofi morali ci hanno sempre incoraggiato a guardarci allo specchio per vedere i nostri problemi, invece di guardare al di fuori di noi stessi. I problemi che diagnostichiamo spesso riguardano il mondo, un'altra persona o un gruppo. Siamo sicuri che la fonte del nostro turbamento provenga da ciò che qualcun altro ha detto o fatto; non ci accorgiamo mai che mentre i caratteri della nostra vita possono cambiare, noi siamo il filo conduttore di tutti i nostri problemi.

Nel suo, The Theory of Moral Sentiments, Adam Smith ci indicò il problema di fondo: "l'autoinganno" è la "debolezza fatale dell'umanità" e "la fonte della metà dei disordini della vita umana"...

domenica 23 agosto 2020

L'inganno dell'Io

di Francesco Lamendola

Dobbiamo liberarci dall'inganno dell'io, centro illusorio della nostra persona.. 

Nel precedente articolo «Lo spirito non s'identifica con l'io, ma è un ente sostanzialmente diverso da esso» (sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice) abbiamo sostenuto che lo spirito tende a identificarsi con l'io a causa del corpo, ma che si tratta di una identificazione soggettiva e arbitraria, comunque limitata nel tempo; perché, se è vero che non possiamo immaginare un io senza corpo, possiamo però immaginare benissimo uno spirito senza corpo e, dunque, senza io.
Riprendiamo, brevissimamente, alcuni concetti già espressi in quella sede.

Non si può affermare che lo spirito sia il contrario dell'io; non è più grande, né più piccolo; non è più vicino, né più lontano: esso è, semplicemente, un'altra cosa. Lo spirito è diverso dall'io: è un ente a sé stante; il quale, fino a quando si trova congiunto ad un corpo, cade nell'illusione di chiamarsi «io», identificandosi con la sua parte transitoria e non essenziale.

E proprio questo è stato il fraintendimento in cui sono caduti le filosofie idealiste e, in parte, anche quelle spiritualiste: aver posto lo spirito come sinonimo dell'io, come una cosa sola con l'io. Invece lo spirito è un ente ontologicamente completo e perfetto, mentre l'io è un ente anfibio e, in ultima analisi, psicologico: è la coscienza che si pone come soggetto, ma soggetto di che cosa? Non di se stessa, perché anch'essa sta fra lo spirito e il corpo, è di natura ambigua: senza l'unione temporanea di corpo e spirito, non vi sarebbe coscienza, quindi non vi sarebbe io.

Di che cosa è allora soggetto la coscienza, di che cosa è soggetto l'io? È soggetto nei confronti del mondo esterno, nei confronti del tu ...

domenica 3 marzo 2019

Amore e Amor proprio

Molti pensano di sapere che cosa significhi "Amare".
In realtà l'amore viene spesso confuso con la "recita dell'amore".


Questo “amore” è un minestrone di luoghi comuni, imitazioni di telenovelas, abiti bianchi, viaggi di nozze e promesse eterne ..che hanno spesso vita breve. Ma nonostante tutto continuano a cercare quel tipo di amore, senza nemmeno farsi la vera domanda: l’Amore è davvero questo?
L’Amore non è il buonismo scriteriato, il perbenismo spesso ipocrita, l’elemosina, la chiesa la domenica o le opere caritatevoli che colmano il vuoto interiore e danno un effimero senso di soddisfazione alle coscienze.
Può esserci Amore soltanto se c’è Amor Proprio.
Catherine


"Amor proprio non è volersi bene, nemmeno autostimarsi e neppure proteggere la propria dignità. Amor proprio è molto di più. E' esattamente ciò che desidereremmo per la persona che amiamo di più al mondo: vorremmo sicuramente che sia in salute, che sia serena e felice, sentirsi pienamente amata ed avere piena soddisfazione dal vivere.
Amor proprio è desiderare tutto ciò anche per se stessi, nella stessa misura: significa impegnarsi a conservarsi in salute, inseguire la serenità e la felicità, sentirsi amati e cercare soddisfazione dal vivere.

La pietra filosofale esiste: è l'Amor proprio ...

sabato 2 luglio 2016

Ama te stesso e osserva

  “Ama te stesso”…

L'amore è un nutrimento per l'anima. Quello che il cibo è per il corpo, l'amore è per l'anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l'anima diventa debole. 

Gli stati, le chiese, gli interessi costituiti non hanno mai voluto che la gente avesse anime forti, perché una persona che ha energia spirituale è necessariamente un ribelle.

L'amore ti rende ribelle, rivoluzionario. L'amore ti dà ali per volare in alto. L'amore ti dà la capacità di vedere all'interno delle cose, in modo che nessuno possa ingannarti, sfruttarti e opprimerti. I preti e i politici sopravvivono solo grazie al tuo sangue - sopravvivono solo grazie allo sfruttamento. Sono parassiti, tutti, preti e politici.

Per farti diventare debole spiritualmente, hanno scoperto un metodo sicuro, garantito al cento per cento, e cioè quello di insegnarti a non amare te stesso - perché una persona che non si ama non può neanche amare qualcun altro. È un insegnamento di grande sottigliezza. Dicono di amare gli altri, perché sanno che se non ami te stesso, non puoi amare affatto. Dicono: Ama gli altri, ama l'umanità, ama Dio, ama tua moglie o tuo marito, i tuoi bambini e i tuoi genitori, ma non amare te stesso, perché amare se stessi è, secondo loro, egoismo ...