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sabato 14 settembre 2019

La più bella storia d'amore mai raccontata

Buddhismo e rapporti di coppia.

La storia d’amore tra Buddha, sua moglie e il figlio Rahula, è forse la più bella storia d’amore mai raccontata. Perché è la storia d’amore tra un uomo e una donna che trascende i confini del tempo e dello spazio.

E’ la storia d’amore di tutte le coppie del mondo in realtà, con la differenza che la maggior parte delle coppie vive questa storia in modo inconsapevole, mentre alcune coppie (poche) lo vivono in modo consapevole.
E’ una storia d’amore che contiene molti messaggi, e molte direttive per vivere una vita di coppia soddisfacente. E indica alla coppia la strada da perseguire per essere felici.

Un giorno Siddharta Gautama, principe degli Shakya, capisce che la sua vita manca di qualcosa. Ha una splendida moglie e un figlio. E’ ricco, ammirato e invidiato. Ma gli manca qualcosa. Sente che deve trovare il significato dell’esistenza e che una vita condotta senza scopi non merita di essere vissuta. E vuole cercare il segreto della felicità, ovverosia una formula, per rendere felice l’essere umano a prescindere dalle circostanze esterne.

Prende quindi una decisione che per la maggior parte della gente sarebbe folle: se ne va di casa...

domenica 4 novembre 2018

Amore senza prigioni

di Alberto C. Steiner

Esistono ambiti terapeutici “estremi” connessi a relazioni tossiche e tendenzialmente autodistruttive. Uno di questi riguarda la gelosia patologica: la persona gelosa viene, letteralmente, legata ad un palo o ad una sedia e messa nella condizione di osservare il partner mentre amoreggia o addirittura fa sesso con una terza persona.

Una soluzione ancora più particolare, utilizzata in caso di blocchi dovuti al timore del giudizio, riguarda generalmente donne che – nonostante si sia nel terzo millennio ed in una società apparentemente liberata dai tabù quando non trasgressiva – evitano certe proposte o richieste al partner per “non fare la figura della ninfomane o della puttana”. In questo caso l’azione vede protagoniste alcune coppie. Le donne estraggono a sorte un numero, il cui corrispondente è apposto sulla schiena di partner bendati in modo da non sapere con chi hanno a che fare: moglie, fidanzata o sconosciuta. Questi vengono condotti in apposite alcove dove la donna fa loro – o si fa fare – tutto ciò che non ha mai avuto il coraggio di chiedere.
Naturalmente vale anche il caso opposto, poiché i blocchi maschili sono tutt’altro che infrequenti.
Si tratta ovviamente di pratiche estreme, assolutamente sconsigliabili a persone non preventivamente preparate attraverso un opportuno percorso di avvicinamento.

Esaurita questa premessa ribadisco che ho deciso di condividere le mie esperienze ed il mio vissuto e non scrivo quindi per sentito dire, né mi interessa pubblicare edificanti fervorini altrui, specie se provenienti da maestri, ancorché griffati, che rimestino la solita minestra delle manine di luce.

Ritengo che chi sia unto dal Dono possa approfondire la conoscenza alchemica e sciamanica solo comprendendo preventivamente quanto sia necessario ed opportuno viaggiare leggeri. E mi riferisco qui in particolare all’assenza di attaccamenti.
Non sono né un orso né un misogino, pur essendo un estimatore della solitudine attraverso la quale ho compiuto i più significativi passi del mio percorso. A parte alcune relazioni più o meno lunghe ho alle spalle un matrimonio e cinque convivenze. Durata media: tre anni ...

domenica 23 settembre 2018

La via del non attaccamento

L'attaccamento è un comportamento che sembra inevitabilmente legato all'essere umano. Fin dalla nascita siamo legati a qualcuno, prima la mamma, poi la famiglia, il gruppo, fino all'innamoramento...Tutte forme di attaccamento. 

Quando un bambino cresce con la certezza di essere amato dovrebbe anche nel futuro delle sue relazioni saper sviluppare dei comportamenti positivi. Purtroppo è piuttosto diffuso il contrario e la maggior parte delle persone manifesta spesso dei rapporti negativi, se non distruttivi, legati all'attaccamento. Ansia, insicurezza e paura s'impadroniscono della loro esistenza

Le filosofie antiche (di stampo cristiano e non) ma anche alcuni "illuminati" odierni (come Eckart Tolle o Salvatore Brizzi ad esempio) parlano del non attaccamento come espressione più alta dell'Amore. 
Perché? E perché questo ci fa paura? L'Amore nel senso lato (e "alto") della parola, l'amore ideale, l'amore che accetta e non giudica, che giustifica sé stesso, comporta necessariamente un distacco, un'assenza di desiderio. Perché è completo, perché ha già tutto.
Noi tuttavia, siamo così assuefatti a cibarci di emozioni, anche se ci fanno soffrire, che l'idea stessa della loro assenza ci terrorizza. 


Anche un bambino maltrattato "ama" il suo carnefice. Il maltrattamento è un legame intenso che crea emozioni che lo rinforzano, e il bambino "preferirà" il maltrattamento all'indifferenza, all'assenza.
Ed è così probabilmente che i pedofili giustificano le loro immonde pratiche: osando persino affermare che il bambino è consenziente. Ma se tante volte nemmeno gli adulti sanno cosa vogliono immaginiamoci un bambino carente di attenzioni..

Una madre sana dovrebbe crescere i propri figli senza nulla aspettare in cambio. In tal modo eviterebbe loro futuri attaccamenti disastrosi - soprattutto nella coppia - basati sulle pretese, sulla dipendenza e sul possesso. Ma accade spesso il contrario, quante volte sentiamo frasi del tipo: "se non fai il bravo la mamma non ti vuole più bene", o simili?
Difficilmente concepiamo l'amore se non c'è lo scambio che sostiene e giustifica un rapporto, che esso sia di semplice affetto, di legame familiare, di amicizia profonda, con o senza sesso.
L'attaccamento diventa una grandissima sofferenza quando si verifica la perdita dell'oggetto al quale si è attaccato. Possiamo quindi liberarci dell'attaccamento?
Cosa dicono al riguardo le filosofie antiche e i moderni filosofi?
Vediamo..

Catherine ...