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domenica 18 febbraio 2024

I bambini hanno bisogno di essere felici, non di essere i migliori

 Viviamo in una società altamente competitiva, in cui sembra che nulla è abbastanza e abbiamo la sensazione che, se non ci aggiorniamo costantemente, resteremo indietro superati dalla modernità.

Pertanto, non è sorprendente che negli ultimi decenni molti genitori abbiano assunto un modello educativo basato nella iper-genitorialità. Si tratta di genitori che vogliono che i loro figli siano preparati per la vita, ma non nel senso più ampio del termine, ma nel più limitato: vogliono che i loro figli abbiano le conoscenze e le competenze necessarie per diventare un buon professionista, ottenere un buon lavoro e guadagnare abbastanza, nulla di più di questo.

Questi genitori hanno un solo obiettivo: vogliono che i loro figli siano i migliori. Per raggiungere questo obiettivo non esitano a iscriverli a diverse attività extrascolastiche, spianare loro la strada oltre ogni limite e, naturalmente, spingerli al successo ad ogni costo. E la cosa peggiore è credono di farlo “per il loro bene”.

Il problema principale di questo modello educativo è che aggiunge inutile pressione sui bambini, finendo per togliere loro l’infanzia e creando degli adulti emotivamente disastrati ...

lunedì 30 maggio 2022

L'Ignorante e Einstein

 di Bruno Aliberti

Io sono un Ignorante, e lo dichiaro subito senza mezzi termini, perché ignorare non è offensivo. Offensivo è invece essere presi per idioti.

Sin dalla più tenera infanzia, a dosi via via crescenti, ci è stato in-cul-cato il concetto di Competitività, trasmesso da entità inumane dalle forme sconcertanti e riprovevoli: i nostri famigliari.

Così, minacciati dai genitori, quotidianamente, di ampia ritorsione e terrorizzati dal loro divino insegnamento di nessuna prospettiva futura in una società sempre pronta a succhiare energie e sangue se non si risultava essere i primi in qualsiasi attività che fluiva a vasto raggio, dallo studio, attraverso arte sport e spettacolo, per finire nella più ludica delle banalità, siamo cresciuti già pronti per la schiavitù perenne verso l'unico dio (oltre al classico d.o.c. di cui sulla terra abbiamo un delegato responsabile deresponsabilizzato): il dio denaro.
La frase ricorrente era (un altro classico di quei tempi):
"primeggia così da grande potrai guadagnare e passarti tutti gli sfizi che vuoi"
(questo detto per lo più di sabato, per evitare la paghetta).

Nel frattempo, parimenti allo sviluppo dell'omologazione seriale scolastica e interdisciplinare, da nonni, zii, parenti stretti e conoscenti in vena di ricerca di consensi, ci veniva inculcato ferocemente il concetto sociologico e strategico del controllo massivo del "Dividi et impera" con la domanda delle domande:
A chi vuoi più bene, al papà o alla mamma? Chi è più buono, il papà o la mamma?

Non mentite. So perfettamente che avete subito anche voi, tutti, nessuno escluso, questo tirannico trattamento, quindi inutile fischiettare e volgere lo sguardo altrove. Fermi, zitti e mosca ...