venerdì 13 dicembre 2013

La morte non esiste - Osho Rajneesh

Osho Rajneesh

La morte non esiste, la morte è irreale. Ma puoi crearla: puoi crearla creando la separazione. Arrendersi significa abbandonare l’idea di separazione: la morte scompare automaticamente, la paura non esiste più e l’intera fragranza della tua vita cambia.
Allora ogni momento è di una tale cristallina purezza, purezza di delizia, gioia, beatitudine. Allora ogni momento è eternità.
E vivere così è poesia, vivere momento per momento senza ego è poesia. Vivere senza ego è grazia, è musica; vivere senza ego è vivere, vivere veramente. Io chiamo quella vita poesia: la vita di uno che si è arreso all’esistenza.

E ricorda, lasciamelo ripetere di nuovo: quando ti arrendi all’esistenza, non stai rinunciando a qualcosa di reale. Stai semplicemente rinunciando a una falsa nozione, semplicemente rinunci a un’illusione, a maya. Stai rinunciando soprattutto a qualcosa che non hai mai avuto, e abbandonando ciò che non hai, arrivi a possedere ciò che hai.

Sapere “sono a casa, vi sono sempre stato e sempre vi sarò,” è un momento di grande rilassamento. Sapere “non sono un estraneo, non sono escluso, non sono sradicato; appartengo all’esistenza e l’esistenza appartiene a me,” fa sì che tutto diventi calmo, quieto e immobile. 
Questa immobilità è arrendersi ...




La parola arrendersi ti dà un’idea totalmente sbagliata, come se tu stessi abbandonando qualcosa. Non stai abbandonando nulla; stai semplicemente abbandonando un sogno, stai semplicemente abbandonando qualcosa di arbitrario che la società ha creato.

L’ego è necessario, ha determinate funzioni da assolvere nella società. Persino quando ci si arrende a Dio, si continua a usare la parola “io” – ma ora è solo una cosa utilitaristica, non esistenziale. Quella persona sa di non essere; usa quella parola perché non usarla creerebbe sicuramente dei problemi inutili per gli altri, renderebbe la comunicazione impossibile. È già impossibile! Diventerebbe molto più difficile comunicare con la gente. Per cui è semplicemente un accorgimento arbitrario. Se sai che è un accorgimento arbitrario, utilitaristico, utile ma non esistenziale, allora non ti crea nessun problema.

( ... ) ... il tuo sogno ti ha dato un’intuizione, il tuo sogno ti ha permesso di vedere qualcosa, qualcosa che tu non permettevi mentre eri sveglia. Qualche volta accade. La mente conscia è più egoista, ovviamente. L’ego non penetra mai nell’inconscio. La società può insegnare solo al conscio; la società non può insegnare all’inconscio, per lo meno non ancora – ci stanno provando in tutti i modi.

In Russia in particolare, stanno cercando in tutti i modi di insegnare all’inconscio e sfortunatamente ci stanno riuscendo. Insegnano alle persone mentre sono addormentate. Quando dormi, il tuo conscio non funziona più; il tuo inconscio funziona. Ora, soprattutto in Russia, stanno facendo degli esperimenti importanti in cui insegnano alla gente mentre dorme. Si può fare, lo stanno già facendo.

Questo è uno dei pericoli maggiori che le generazioni future dovranno affrontare. Se gli uomini politici hanno in loro possesso degli strumenti con i quali indottrinare le persone mentre dormono, allora non esisterà nessuna possibilità di ribellione.

Mentre dorme, puoi far diventare quella persona un comunista, un cattolico, un hindu, un buddhista, un cristiano, un maomettano, e siccome questo accadrà nel suo inconscio, sarà totalmente incapace di uscirne. Non sarà capace di liberarsene, perché l’inconscio è nove volte più potente del conscio. Il conscio è solo la cima di un iceberg: un decimo della tua mente è conscia, nove decimi sono inconsci. Se l’uomo politico riuscirà a raggiungere l’inconscio, allora l’umanità è condannata. Allora i bambini verranno indottrinati mentre dormono. Persino il sonno non sarà più tuo e privato. Non sarà più una cosa personale, ma sarà di proprietà dello Stato. Non ti sarà permesso sognare dei sogni privati, lo Stato deciderà quali sogni puoi fare – perché potresti fare dei sogni contro lo Stato, e lo Stato non può permetterselo. I tuoi sogni possono essere manipolati, il tuo inconscio può essere manipolato… ma fortunatamente non è ancora successo.

Voi potreste essere l’ultima generazione che ha la possibilità di ribellarsi. E se non vi ribellate, potrebbero non esserci più opportunità; l’umanità può essere ridotta a un’esistenza da automi. Per cui ribellatevi finché potete! Non credo sia rimasto molto tempo, forse solo quest’ultima parte del secolo, questi venti o venticinque anni a venire. Se l’umanità potrà ribellarsi nei prossimi venticinque anni, sarà l’ultima opportunità; poi la gente non potrà più farlo, il loro inconscio li dominerà. Finora la società è stata capace di inquinare solo la mente conscia – tramite l’educazione, tramite la chiesa, tramite la propaganda – ma solo la tua mente conscia; il tuo inconscio è ancora libero.

Accade più spesso di essere più vicino alla verità, più vicino alla realtà, quando sei profondamente addormentato. È molto strano, non dovrebbe essere così; dovresti essere più vicino alla realtà quando sei sveglio. Ma il tuo stato di veglia non ti appartiene più; è hindu, è cristiano, è maomettano, non è più tuo. La società ha già invaso quel campo, vi ha interferito, l’ha distorto. Ma l’inconscio è ancora tuo.

Ecco perché la psicoanalisi è così interessata ai tuoi sogni, perché nei tuoi sogni sei più vero. Nei tuoi sogni sei meno falso, nei tuoi sogni tutte le censure della società spariscono. Nei tuoi sogni dici le cose come stanno, vedi le cose come sono, vedi te stesso per quello che sei. Nel momento in cui ti svegli, cominci a fingere. Il tuo stato di veglia è una lunga, lunga finzione.

Ecco perché il sonno è così rilassante, perché essere continuamente sulla difensiva e dire le cose che si presuppone si debbano dire, e fare le cose che la società vuole che tu faccia, è molto faticoso. È necessario ogni giorno cadere in un sonno profondo di otto ore per liberarsi da tutto ciò, per tornare di nuovo naturali, per dimenticare la società e l’incubo e l’inferno che essa ha creato.

Tratto da: Arreso all'esistenza www.gianobifronte.it

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