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lunedì 13 aprile 2026

L'illusione del ricordo: perché il nostro cervello è un geniale falsario

La memoria si distorce facilmente sotto l'influenza della suggestione, ed è possibile credere in buona fede a un ricordo completamente falso. Ecco perché.

Spesso immaginiamo la nostra memoria come una biblioteca ben organizzata o, per chi ha una mentalità più moderna, come il disco rigido di un computer. Un evento si verifica e viene immagazzinato in un angolo del cervello, in attesa di essere consultato. 

Tuttavia, secondo Elizabeth Loftus, professoressa all'Università di Washington e figura di spicco della psicologia cognitiva fin dagli anni '70, non è proprio così che funziona.
La memoria è più simile a una pagina di Wikipedia che chiunque può modificare in qualsiasi momento. Ci sono informazioni, ma è necessaria cautela. Nel 1974, in uno studio ormai classico, Elizabeth Loftus mostrò a due gruppi di volontari lo stesso video di un incidente automobilistico.

Al primo gruppo chiese: "A che velocità andavano le auto quando si sono scontrate?". Al secondo gruppo chiese: "A che velocità andavano le auto quando si sono schiantate?". Il gruppo che aveva sentito il verbo più violento ("schiantate") fornì stime di velocità significativamente più elevate. La parola aveva già influenzato la loro percezione...

lunedì 15 giugno 2020

Teorie del complotto e pensiero religioso, un curioso confronto

N.B: il seguente pezzo non ha come fine quello di sbeffeggiare le teorie del complotto e tanto meno chi professa con ammirabile devozione un credo religioso. Qui siamo interessati alle dinamiche che generano e rafforzano questi contenuti mentali, contenuti che sembrano avere più di qualcosa in comune.

di Enrico Ciccarelli

In questi giorni si racconta che il coronavirus sia stato il frutto di un esperimento condotto in laboratorio sfuggito al controllo degli scienziati.

Leggerezza volontaria o no, che avrebbe poi scatenato la pandemia con cui tutt’oggi conviviamo. A suffragare tali convinzioni, e alimentare un pensiero di diffidenza già molto acuto in certe personalità, il video di TGR Leonardo del 2015, dove si documenta un esperimento effettuato da scienziati sul virus SARS, apparso per la prima volta nel 2002 a Guandong in Cina.

Insinuazioni che hanno riscosso subito una grande viralità nel flipper dei social, attratto dalla comprensibilità e dalla parziale coerenza delle informazioni in possesso (la zoonosi, il virus fuori controllo nel laboratorio come oggi lo è nel mondo), arrivando addirittura all’attenzione dei media tradizionali.

Teoria del complotto che, comunque, in poche ore è stata subito sedata dagli ambienti istituzionali. Il virus effettivamente ingegnerizzato, infatti, non ha alcuna relazione con il nuovo coronavirus che, invece, è di origine naturale. Una presa di posizione condivisa dalla comunità scientifica (che come tutte le comunità del sapere è fallibile, ma non in questo caso specifico) che, per dovere di sintesi, riduciamo alle parole di Fausto Baldanti virologo e professore all’università di Pavia:

La sperimentazione è avvenuta pubblicamente. Il genoma di quel microrganismo è stato pubblicato per intero. E non è lo stesso del coronavirus attuale” ...