La Teoria del Caos in cinque disegnini: tentativo impertinente
di semplificare la complessità
Se fra chi legge queste paginette ci sono persone esperte in matematica, fisica, statistica, ecologia, scienze biologiche o teoria della gestione, vorrei scusarmi con loro per la puerilità dei ragionamenti che seguono e dei “percorsi” che cercherò di tracciare.
Non sto tentando di proporre modelli scientificamente corretti, ma solo stimoli (anche visivi) per un ragionamento.
Non intendo entrare nelle analisi, assai complesse, che riguardano la “teoria del caos”, i sistemi turbolenti e la complessità. C’è una vasta letteratura su questo argomento e da molti anni è chiaro (almeno per i teorici) che il fenomeno non riguarda solo la fisica, la meteorologia o l’ingegneria, ma anche i comportamenti umani – e, di conseguenza, le organizzazioni, la società, l’economia, la politica e la cultura.
Comincerò con un ragionamento che può sembrare banale. Ma spesso le cose “lapalissiane” sono i migliori punti di partenza....
