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giovedì 28 dicembre 2023

La cultura della paura

di Álvaro Cuadra

I media globalizzati, in quest'era di iper industria culturale, sono responsabili della costruzione di un immaginario globale, rivolto principalmente al controllo sociale. 

I media planetari fabbricano il presente dell'umanità "dal vivo e in diretta", perché come tutti sappiamo, esiste solo ciò che viene messo sugli schermi di tutto il mondo. 
Il fine ultimo delle grandi catene internazionali, non è quello di informare, ma di servire i governi e le grandi aziende per gestire e regolare il flusso di informazioni. Le immagini diffuse dai media e riprodotte all'infinito in ogni angolo della terra, con pochissime eccezioni, sono basate sulla paura.

Tutta l'umanità è sottoposta ad uno stato di tensione derivante da minacce, reali o immaginarie, che infondono i mezzi di comunicazione.

Che si tratti di una crisi economica del capitalismo globale, un attacco terroristico o di una catastrofe ambientale o della penultima guerra in Medio Oriente, ogni notiziari globale è una "performance di terrore"...

venerdì 13 ottobre 2023

I cancri che non sono cancro

 Appello al popolo - (2013)

“Fin dal 1965 mettevo in pratica e insegnavo che 'quando dici cancro, dici una parola grossa. Stai molto attento. Con questa diagnosi tu, il patologo, stai dando al clinico la licenza di trattare quel paziente e il suo cancro con qualsiasi trattamento in voga al momento, incluso il tagliarlo via, sparargli raggi, o avvelenare il cancro e il paziente' .
G. Lundberg. What is and is not Cancer?  - 29 agosto 2013

"I medici, i pazienti e il pubblico generale devono divenire consapevoli che la sovra-diagnosi è comune e avviene più di frequente negli screening oncologici.”

L.J. Esserman et al. JAMA , 29 luglio 2013.

''Invitiamo tutte le donne a prenotare la loro visita con lo slogan 'Ricordati di te perché c'è un diritto inalienabile che deve essere riconosciuto da parte delle istituzioni pubbliche. Non esiste crisi né esistono tagli alla sanità che possano far venir meno l'elementare bisogno di un servizio: lo screening alla mammella come grande scelta strategica di prevenzione. È giusto per le donne ed è giusto e utile per un'amministrazione che vuole prevenire e non solo curare il male. La prevenzione sarà uno dei pilastri del nuovo modello di difesa della salute che stiamo costruendo perché prevenire ci aiuta anche a spendere meno e meglio le risorse pubbliche''.
Nicola Zingaretti, presidente Regione Lazio, sulla campagna “Ottobre rosa”, 30 settembre 2013
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mercoledì 25 novembre 2020

Grandi eretici della storia

di Rita Belforti

“Ogni uomo è una creatura dell’epoca in cui vive; solo pochi sono in grado di elevarsi al di sopra delle idee del loro tempo”.
- Voltaire -

Nonostante la mia modesta cultura cinematografica, ho impressi in mente alcuni film che considero delle vere e proprie icone e che, forse per affinità o sintonia, evocano in me forti emozioni e particolari stati d’animo.

Uno di questi è Ágora, un film storico uscito un paio di anni fa nelle sale italiane che rievoca la vicenda umana della prima scienziata della storia, l’astronoma e filosofa Ipazia di Alessandria, vissuta nel IV secolo d.C. che fu perseguitata della chiesa fino alla morte, in nome della sua passione per la scienza, la libertà e la ricerca della verità.

Ipazia ebbe l’unica colpa di essere una donna estremamente attiva nel dibattito scientifico dell’epoca, che arditamente si pronunciava contro il modello geocentrico di stampo tolemaico, che poneva la Terra al centro dell’Universo e che ai tempi era ritenuto la teoria consolidata, a favore del modello eliocentrico, con il Sole centrale, che si rifaceva invece ai vecchi e dimenticati studi di Aristarco.

L’epoca che la ospitò sul pianeta era confusa e intollerante e così Ipazia venne accusata di empietà e stregoneria, nonché diffidata in quanto donna che pretendeva di insegnare agli uomini. Venne aggredita da un gruppo di monaci fanatici, trascinata in una chiesa e uccisa a colpi di conchiglie affilate. 
Mentre ancora respirava, le cavarono gli occhi come punizione per aver osato studiare il cielo. Dopo averla fatta a pezzi cancellarono ogni traccia di lei bruciandola ...

lunedì 28 gennaio 2019

Il pregiudizio

Massimo Agostini

“Noi non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e l’idea degli usi e opinioni del nostro paese. […]
Perciò gli altri diversi da noi sembrano selvaggi, allo stesso modo in cui chiamiamo selvatici i frutti che la natura ha prodotto nel suo naturale sviluppo”
Montaigne: (“Essais”, libro I, cap. XXXI).»


La riflessione su pregiudizi ed egoismi comuni potrebbe tranquillamente chiudersi con questa affermazione di Montaigne per lasciare ad ognuno, dotato di volontà, bellezza e sapienza, il compito di procedere con la propria intima riflessione. Ritengo infatti che ogni insegnamento dovrebbe limitarsi a fornire, agli altri, spunti di analisi, ovvero di autoanalisi.

Essendo naturale la tendenza di ogni gruppo sociale al pregiudizio e all’autoreferenzialità, appare logico il rischio che anche ogni associazione, per quanto elevata culturalmente, possa essere assoggettata allo stereotipo e quindi al preconcetto, soprattutto rispetto ad altre similari organizzazioni.
Sembrerebbe infatti scientificamente dimostrato la naturale tendenza dei gruppi: nazioni, stati, etnie o semplici gruppi sociali, allo stereotipo e al conseguente pregiudizio dovuto al tipo di informazioni in esso trasmesse e assimilate.

Ed è per questo che il nostro operare nella vita dovrebbe essere scevro da verità rivelate, presupposto di ogni possibile pregiudizio, ma bensì essere caratterizzato da percorsi, intimi, personali, esclusivi, di consapevolezza; una consapevolezza che non può essere frutto di insegnamenti più o meno dotti, trovando più sicuro alimento proprio in quell’intima esperienza di analisi e nel personale confronto con la propria e altrui essenza....

lunedì 7 agosto 2017

Riflessioni sulla Via iniziatica

La conoscenza iniziatica, misterica, allude ad una realizzazione interiore e non ad un sapere teorico. E’ il risultato di un lavoro e non il frutto di letture. Per usare un’immagine, è il viaggio e non la mappa del territorio. “Post Laborem Scientia” ripetevano gli alchimisti.

Questa Conoscenza dunque, per sua stessa intrinseca natura non può in alcun modo essere profanata, perché si tutela da se stessa. Parlarne la copre di un nuovo velo, che richiede uno sforzo intuitivo per essere sollevato.

È necessario, però, che la parola risuoni in chi l’ascolta, che trovi una corrispondenza, affinché il processo possa mettersi in moto senza rimanere una mera astrazione concettuale. La verità iniziatica, così come la pratica operativa, si rivela a chi può intuirla; come per i simboli, ciascuno ne comprende solo ciò che il proprio grado di risveglio interiore gli permette di intuire.

La Conoscenza è sempre una conquista personale: questo vuol dire che la verità si “difende” da sé, poiché non ha bisogno di paladini. Va bene inteso, però, che parlare di certi temi non ha niente a che vedere con il chiacchiericcio fine a sé stesso. Certe conoscenze, riferendosi a ben precise esperienze interiori, non possono essere rese altrimenti che attraverso “immagini”, mancando la parole adatte per esprimerle. 

Come diceva un vecchio Ermetista, “Colui che invoca il segreto è il più sicuro custode di esso, poiché in realtà non ne sa nulla” ...