Visualizzazione post con etichetta via iniziatica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta via iniziatica. Mostra tutti i post

lunedì 23 gennaio 2023

Il problema dell'immortalità

 "L'idea che ognuno possegga un'"anima immortale", concepita peraltro come fac-simile della coscienza vivente e dell'io individuale terreno, è una vera aberrazione ideologica, anche se la sua utilità come oppio per le masse non può essere negata. 

Come l'organismo fisico con la morte non si dissolve nel nulla ma dà luogo dapprima ad un cadavere, poi ai prodotti di dissociazione che seguono varie leggi chimico-fisiche, lo stesso si deve pensare approssimativamente per la parte "psichica" dell'uomo; alla morte sopravvive, per un certo tempo, qualcosa come un "cadavere psichico", una specie di fac-simile della personalità del defunto, che, in certi casi, può anche dar luogo a manifestazioni di particolare intensità. 

Questo è, ad esempio, il caso quando sentimenti, passioni, inclinazioni profonde furono destate in vita e nutrite fino alla morte. Sono tali forze a "portare" l'immagine svuotata del morto, prendendo per così dire il posto del suo "io", come del resto in tali casi spesso era già accaduto in vita. Sono proprio queste manifestazioni che dagli spiritisti vengono ingenuamente assunte come prove "sperimentali" della sopravvivenza dell'anima, quando in realtà sono sempre azioni "elementari" che nulla hanno a che fare con ciò che si può chiamare la personalità spirituale del defunto ... 

lunedì 7 agosto 2017

Riflessioni sulla Via iniziatica

La conoscenza iniziatica, misterica, allude ad una realizzazione interiore e non ad un sapere teorico. E’ il risultato di un lavoro e non il frutto di letture. Per usare un’immagine, è il viaggio e non la mappa del territorio. “Post Laborem Scientia” ripetevano gli alchimisti.

Questa Conoscenza dunque, per sua stessa intrinseca natura non può in alcun modo essere profanata, perché si tutela da se stessa. Parlarne la copre di un nuovo velo, che richiede uno sforzo intuitivo per essere sollevato.

È necessario, però, che la parola risuoni in chi l’ascolta, che trovi una corrispondenza, affinché il processo possa mettersi in moto senza rimanere una mera astrazione concettuale. La verità iniziatica, così come la pratica operativa, si rivela a chi può intuirla; come per i simboli, ciascuno ne comprende solo ciò che il proprio grado di risveglio interiore gli permette di intuire.

La Conoscenza è sempre una conquista personale: questo vuol dire che la verità si “difende” da sé, poiché non ha bisogno di paladini. Va bene inteso, però, che parlare di certi temi non ha niente a che vedere con il chiacchiericcio fine a sé stesso. Certe conoscenze, riferendosi a ben precise esperienze interiori, non possono essere rese altrimenti che attraverso “immagini”, mancando la parole adatte per esprimerle. 

Come diceva un vecchio Ermetista, “Colui che invoca il segreto è il più sicuro custode di esso, poiché in realtà non ne sa nulla” ...