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sabato 8 giugno 2024

Astensionismo alle urne, qualche ragione per capire

Senso di tradimento, differenze minime tra i partiti, una diffusa sensazione di inutilità del voto: sono alcuni fattori che hanno fatto crollare il numero di votanti alle elezioni. E tutto lascia pensare che per le Europee il trend continuerà.

di Roberto Marchesini

L’affluenza alle elezioni, in Italia, è crollata da oltre il 90% a sotto il 50 (in alcuni casi anche meno); e tutto fa pensare che sarà molto bassa anche alle prossime elezioni europee. Cerchiamo di capire quali potrebbero essere le cause di questo astensionismo sempre più diffuso.

Una prima causa potrebbe essere spiegata dal cosiddetto «paradosso dei gelatai» (clicca qui). Su una spiaggia lunga un chilometro, due gelatai dividono la spiaggia in due e piazzano il proprio chiosco a metà della loro metà spiaggia, a cinquecento metri di distanza. Lentamente, per sottrarre all’altro dei possibili clienti, ciascuno dei due gelatai si avvicina al centro della spiaggia; alla fine i due gelatai si trovano entrambi al centro della spiaggia. Si tratta, ovviamente, di una metafora secondo la quale «destra» e «sinistra», per accaparrarsi i voti dei «centro» e degli indecisi, rinunciano alle posizioni più estreme e convergono tra loro verso un ipotetico «centro». 
Insomma: c’è differenza tra FdI, Lega e PD? O, in fondo, dicono tutti le stesse cose? 
Quindi perché votare l’uno o l’altro se, chiunque vinca, sarà comunque la stessa cosa? ...

martedì 16 aprile 2024

Spaventare o essere amati: l’America si trova di fronte a un dilemma emotivo

 Lo Zio Sam non sa se cercare affetto o costringere altri stati a seguire la sua stessa linea. Saranno le élite americane a dover decidere..

di Maxim Sutchkov

Le elezioni presidenziali americane non rappresentano soltanto un evento centrale nella vita sociale e politica del Paese, ma anche un periodo di riflessione su temi importanti, ovvero: dove sta andando l’America, qual è il suo posto nel mondo, quale posto dovrebbe occupare? 

Da questo punto di vista, i discorsi reciproci dei candidati sono rivelatori. 
Biden e i democratici non perdono occasione per dire agli elettori che sotto Trump gli americani si vergogneranno di essere rappresentati da uno psicopatico e che gli alleati del paese lo eviteranno come un lebbroso. 
Trump e i repubblicani, dal canto loro, insistono sul fatto che i cittadini si vergogneranno di essere rappresentati da un vecchio senile che nessuno al mondo rispetta più.

Le vecchie volpi della politica estera americana osservano la situazione con preoccupazione, i loro commenti sono generalmente molto misurati e allo stesso tempo inequivocabili ...

domenica 14 agosto 2022

Democrazia: capovolgere prima dell’uso

(Articolo originale dell'8 giugno 2009)

Secondo la Costituzione il voto è un “dovere civico”. Ma questo poteva andare bene nel 1948. Oggi è il non-voto a essere un dovere. Morale. Oggi di italiani contenti se ne trovano pochi.

Che siano di destra, di sinistra o indecisi, ormai quasi tutti sentono il fiato della crisi economica sul collo, e si lamentano sistematicamente ai quattro venti.“Paese di merda!” “Io me ne vado, qui non si può vivere”. “Siamo governati da una banda di delinquenti”.

Naturalmente lo sappiamo tutti che quella “banda di delinquenti” la votiamo noi, ma se qualcuno prova solo a suggerire di smettere di votarli, si sente rispondere con disdegno che "tanto non cambia nulla".
Il problema è tutto qui.

Cinismo, pigrizia mentale e pochezza morale concorrono ad una situazione paradossale che si potrebbe sintetizzare in questo modo: mi faccio del male da solo, ma non ho alternative, e quindi continuo a farmelo. Apparentemente, la cosa può sembrare vera: anche se uno non vota lo fanno tutti gli altri, e quindi il problema rimane. Un pò come agli incroci cittadini, che nell’ora di punta tutti occupano disordinatamente, pur di arrivare a casa “prima dell’altro”, invece di rispettare il semaforo. 
Se lo facessero tutti – dice ciascuno – io sarei il primo a rispettare il semaforo. Se invece lo fai da solo, non solo non serve a niente, ma ti prendi anche del cretino da quello dietro, che ti suona per farti passare a tutti i costi, nonostante il rosso. Dall’alto del suo palazzo il potente osserva soddisfatto i suoi popolani, ...
... che si scannano fra di loro invece di organizzarsi per un vantaggio comune ...

venerdì 18 marzo 2022

La terra dove è morta la storia

 
di David Stockman

Alla luce delle notizie grottescamente unilaterali sulla guerra ucraina da parte dei media generalisti, possiamo dire che l'America è diventata la terra in cui è morta la storia.

Dalla copertura giornalistica di CNN e NBC, ad esempio, si potrebbe pensare che i confini dell'Ucraina erano stati concordati da tutti per eoni; che il governo di Kiev non abbia fatto assolutamente nulla per suscitare sospetto e rabbia russi; e che lo zio Sam, la NATO e l'Unione Europea abbiano svolazzato per i quartieri ai confini della Russia semplicemente facendo il tifo per la democrazia e distribuendo disinteressatamente aiuti economici e biscotti ai popoli ucraini che soffrono da tempo.

Beh no. L'esplosione della guerra in Ucraina di oggi non si sarebbe assolutamente verificata se non per il violento colpo di stato del febbraio 2014 che rovesciò il presidente filo-russo democraticamente eletto dell'Ucraina; e quel colpo di stato fu finanziato, organizzato e coreografato dai neocon con sede a Washington, dai ficcanaso e dai mercanti di armi che altrimenti non avrebbero avuto motivo di esistere nel mondo post-sovietico.

Inoltre, esaminando i modelli di voto delle elezioni presidenziali ucraine del 2010, possiamo vedere esattamente come l'intervento di Washington a sostegno del golpe di Maidan abbia minato sin da allora un governo stabile a Kiev e relazioni amichevoli con lo storico vicino e sovrano dell'Ucraina: la Russia. Questo perché mentre le elezioni del 2010 riflettevano le nette divisioni dell'elettorato ucraino (vedi mappa sotto), hanno comunque prodotto un governo ragionevolmente accettabile per la maggior parte dell'elettorato ed uno che ha continuato a lavorare per nuovi accordi con entrambi i vicini: UE ad ovest dell'Ucraina e la Russia ad est ...

sabato 3 febbraio 2018

Il voto utile? Si, per farvi spennare

Matteo Beringhi

(L'articolo è del 2013.. N.d.C.)

La gara dei polli sta per iniziare. Si stanno raccogliendo le scommesse su chi vincerà. Il tifo è alle stelle e la lucidità mentale è sparita da tempo.

Ormai si combatte a colpi di slogan collettivisti e di tale idiozia da ritenere il tifoso privo di capacità mentali: dai redditi di cittadinanza regalati nelle patatine, alla restituzione delle tasse pagate, fino all’abbassamento delle tasse da parte di colui che le ha aumentate ieri, oggi e domani decidendo aumenti per il prossimo lustro (IVA, imposte sui bolli, TARES, multe), ce n’è da sbizzarrirsi.

E’ la sagra del collettivismo, l’importante è spararla grossa, apparire sui giornali, sulle vignette in Facebook, esaltare la propria tifoseria, illuderla, comprarla con qualche panzana.

Ormai il popolo crede che il governante possa fare quello che vuole una volta al potere, è disposto a dargli ancora più potere e privarsi di ogni libertà, purché il processo di irresponsabilizzazione continui e sia qualcun altro a pagare il pasto che oggi viene consumato (illusoriamente) gratis.

Il conto sarà salato, ma tanto pagherà il perdente...

mercoledì 24 gennaio 2018

"All'uomo che vuole votare" - Albert Libertad

"La definizione di “anarchico” ha assunto nel tempo un significato negativo.
La gente è stata ammaestrata affinché leggesse in quel termine qualcosa di malvagio.

Usciamo dalle definizioni, guardiamo i contenuti, comprendiamo il senso delle parole anziché strumentalizzarle e consentire a chi ci tratta come animali da circo di farne l’uso che più gli conviene.
Il senso profondo del testo che segue è meraviglioso.

Parla di Libertà, di Autodeterminazione, di Senso Critico. Concetti pericolosissimi per chi ci vuole sottomessi e ancora più pericolosi per chi ha paura di essere Libero e non saprebbe nemmeno di esistere se non legasse la sua esistenza ad una qualche corrente che gli tolga ogni responsabilità.
Vi ricordo che allo schifo in cui ci troviamo ci siamo arrivati votando..."
********************

"L'ora di scegliere i tuoi pastori è suonata di nuovo. Essa riecheggia gravemente alla campana di tutte le politiche, affinché tu non lo scordi: tutti alle urne, nessuna astensione.

Ecco il ritornello finale delle diverse suonerie. Non votare è un peccato, dice il cattolico. Non votare è da cattivi cittadini, dice il repubblicano. Non votare è tradire i propri fratelli, dice il socialista. 

Cos'è dunque votare? È scegliere da sé il padrone che vi prenderà a frustate, che vi deruberà . L'operaio forgia le catene che lo legano, costruisce le prigioni che lo rinchiudono, fabbrica i fucili che lo uccidono. Impasta la brioche che non mangerà , tesse i vestiti che non indosserà ...

lunedì 11 marzo 2013

Elezioni: Chi Controlla i Controllori?

Massimo Mazzucco

In vista delle elezioni (articolo del 18.02.2013), mi sono posto una domanda che dovrebbe interessare tutti coloro che andranno a votare: chi conta i voti degli elettori?
Non sto parlando del conteggio nelle singole sedi elettorali. A quanto pare, per prevenire i brogli all'interno di ciascun seggio è stato messo in piedi un sistema di controlli incrociati abbastanza efficiente, con timbri e firme dei vari scrutatori, che dovrebbe ridurre al minimo le possibilità di un broglio. Naturalmente, è possibile che qualche pasticcio avvenga comunque, specialmente se diversi scrutatori si mettono d'accordo, ma si tratterebbe in ogni caso di manipolazioni minime, che non arrivano probabilmente ad influenzare l'esito complessivo delle elezioni.
La vera domanda invece è un'altra: che cosa succede dopo che lo scrutinio di ciascun seggio è stato completato, verificato, timbrato e sigillato "a norma di legge"?

Da Wikipedia leggiamo: "Al termine dello scrutinio le schede valide e i verbali sono riconsegnati alla forza pubblica o al messo comunale; il presidente e il segretario di seggio riconsegnano un estratto dei verbali e il materiale elettorale alla prefettura, ...
... e la seconda copia dei registri elettorali e le schede residuate per le elezioni comunali, distinte in due pacchetti, tra quelle autenticate e quelle non autenticate, al tribunale competente. Ai sensi del DPR [...] le persone incaricate del trasporto degli atti e documenti sono personalmente responsabili del recapito di essi, è loro vietato ogni stazionamento o tramite non previsti dalle disposizioni di legge, devono essere scelte fra le persone e mezzi più affidabili. I mezzi di trasporto impiegati dovranno essere convenientemente scortati. Stesse considerazioni valgono per il successivo trasporto delle schede valide dall'Ufficio Centrale del comune alla Prefettura."


D'accordo, scortiamole pure, queste persone affidabili, e stiamo bene attenti che non si fermino nemmeno a fare la pipì. Ma dopo che le schede sono arrivate in prefettura, che cosa succede? ...

martedì 26 febbraio 2013

Italia libera ...

Il problema non è tanto per CHI si è andato a votare, quanto il fatto stesso che si sia andato a votare .. dando così l'assoluzione a questo sistema, rendendosene complice, senza rimetterlo minimamente in questione.
Hanno vinto.
Come al solito ..

Catherine

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Antonio Bassi

...Io sto dalla parte NOSTRA, ossia quella degli Italiani indipendenti e padroni di decidere del loro futuro. Non sto con Grillo e Casaleggio, non con Berlusconi, non con Bersani, non con Monti, non con l'Unione Europea, non con la NATO, non con la CIA, non con Rockefeller, non con i Rothschild. Sto con l'Italia indipendente e non colonia anglo-americana.
Le mie proposte per la crisi sono le seguenti: uscita dalla NATO, dalla EU e quindi dall'Euro, ritorno alla moneta nazionale, rinuncia ai trattati di Maastricht, Lisbona, Velsen, al Fiscal Compact e al Meccanismo Europeo di Stabilita'. 

Propongo di aprire inchieste sugli omicidi di Giovanni Falcone, Aldo Moro ed Enrico Mattei, sulla vicenda del Britannia e sugli eventi che hanno portato alla svendita delle grandi aziende di stato. 
Propongo di fare i conti con la storia e con noi stessi, far saltare fuori le verità vere e liberarci della schiavitù in cui ci tengono gli anglo-americani.

Altro commento postato da "Italia dei dolori":

Quando la crisi avrà raggiunto il suo apice e l'intera umanità sarà definitivamente in ginocchio (qui non si tratta della sola Italia), i banchieri instaureranno un Nuovo Ordine Mondiale fondato su una nuova valuta internazionale: la moneta unica elettronica. 
E qui, entrerà in gioco Bersani, suo assennato sostenitore. 
Giunti a questo punto, sarà tardi per opporsi alla dittatura voluta da questi servi del potere. La sola ed unica via di salvezza sarebbe quella di porre le banche centrali sotto il controllo dello Stato e sottomettere i parlamenti alla sovranità popolare attraverso nuove regole di democrazia partecipativa. 
Ma dobbiamo riconoscere che questa è utopia: dopo 5 minuti avremmo l'ONU a cannoneggiarci oppure avremmo un'esatta replica del 9 maggio 1978 dove si consumò l'ennesimo delitto di chi volle provare a modificare le regole del monopolio esclusivo delle banche centrali: il presidente dell'allora partito politico di maggioranza, Aldo Moro...

giovedì 17 gennaio 2013

Il Rifiuto della scheda elettorale è previsto dalla legge?

Bruno Aprile

Qualcuno ha pensato di andare oltre le chiacchiere e a questi va la mia più sincera stima:
Lettera al Viminale


Da quando ho creato un evento sull'astensione attiva con rifiuto motivato della scheda elettorale (metodo che non ho inventato io ma che ho solo modificato) su piattaforma Facebook, mi sono accorto che sono nati nuovi post in alcuni Blog in rete che la ritengono una "bufala" ... ho notato che in altri post pubblicati in altri Blog diversi anni fa, dove nessuno commentava più, si sono aggiunti diversi commenti.

Ecco quindi che, per l'ultima volta, mi appresto con questo ultimo post sulla questione, a smentire le smentite.
Non trovo giusto, infatti, l'accanimento di alcuni nei confronti di coloro che hanno deciso di NON esercitare un diritto (che a mio avviso non è più un diritto - per come lo hanno calpestato nel tempo) specialmente se ne spiegano le ragioni.

C'è talmente un furibonda e frenetica corsa di molti alle poltrone, ogni volta, che le competizioni elettorali in Italia sono ormai diventate un infelice ed anche ridicolo teatrino.
Siamo arrivati ad avere oltre 50 liste alle elezioni politiche ed oltre DUECENTO (diconsi 200) gruppi ... un ennesimo primato tipicamente italiano ... ma stiamo scherzando ? con la politica ?

Ma veniamo al dunque: