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lunedì 19 novembre 2018

Riviste e pubblicazioni scientifiche: quanto sono affidabili?

Roberta Doricchi intervista il dottor Stefano Montanari a proposito di riviste e pubblicazioni scientifiche.

Roberta Doricchi – Oggi vorrei cominciare la nostra conversazione ritornando su un argomento ricorrente: i vostri dati non sono pubblicati su una rivista indicizzata e questo ne inficerebbe la validità.

Stefano Montanari – A parte il fatto che abbiamo non poche pubblicazioni su riviste che indicizzate sono, ricorrente è uno degli aggettivi giusti. Mortificante è un altro. Mortificante per chi dimostra tutta la sua nudità culturale e morale abbassandosi a livelli simili.

RD – Si spieghi.

SM – Chi avanza una critica del genere confessa di non avere capacità di giudizio e di delegare a questo qualcun altro. Chi, poi, sia quel qualcun altro pare non rivestire importanza: deve essere qualcuno al quale ci si affida ciecamente accettando da lui qualunque cosa. Insomma, un ipse dixit, per di più di infimo ordine, condannato e deriso come atteggiamento dalla filosofia e dalla storia, un atto di fede che non ha diritto di cittadinanza nel mondo scientifico. Ma, di fatto, chi arriva a stupidaggini del genere con la scienza non ha nulla a che fare. La scienza è una cosa seria.

RD – Che cosa sono le riviste mediche indicizzate? ...

martedì 26 febbraio 2013

Italia libera ...

Il problema non è tanto per CHI si è andato a votare, quanto il fatto stesso che si sia andato a votare .. dando così l'assoluzione a questo sistema, rendendosene complice, senza rimetterlo minimamente in questione.
Hanno vinto.
Come al solito ..

Catherine

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Antonio Bassi

...Io sto dalla parte NOSTRA, ossia quella degli Italiani indipendenti e padroni di decidere del loro futuro. Non sto con Grillo e Casaleggio, non con Berlusconi, non con Bersani, non con Monti, non con l'Unione Europea, non con la NATO, non con la CIA, non con Rockefeller, non con i Rothschild. Sto con l'Italia indipendente e non colonia anglo-americana.
Le mie proposte per la crisi sono le seguenti: uscita dalla NATO, dalla EU e quindi dall'Euro, ritorno alla moneta nazionale, rinuncia ai trattati di Maastricht, Lisbona, Velsen, al Fiscal Compact e al Meccanismo Europeo di Stabilita'. 

Propongo di aprire inchieste sugli omicidi di Giovanni Falcone, Aldo Moro ed Enrico Mattei, sulla vicenda del Britannia e sugli eventi che hanno portato alla svendita delle grandi aziende di stato. 
Propongo di fare i conti con la storia e con noi stessi, far saltare fuori le verità vere e liberarci della schiavitù in cui ci tengono gli anglo-americani.

Altro commento postato da "Italia dei dolori":

Quando la crisi avrà raggiunto il suo apice e l'intera umanità sarà definitivamente in ginocchio (qui non si tratta della sola Italia), i banchieri instaureranno un Nuovo Ordine Mondiale fondato su una nuova valuta internazionale: la moneta unica elettronica. 
E qui, entrerà in gioco Bersani, suo assennato sostenitore. 
Giunti a questo punto, sarà tardi per opporsi alla dittatura voluta da questi servi del potere. La sola ed unica via di salvezza sarebbe quella di porre le banche centrali sotto il controllo dello Stato e sottomettere i parlamenti alla sovranità popolare attraverso nuove regole di democrazia partecipativa. 
Ma dobbiamo riconoscere che questa è utopia: dopo 5 minuti avremmo l'ONU a cannoneggiarci oppure avremmo un'esatta replica del 9 maggio 1978 dove si consumò l'ennesimo delitto di chi volle provare a modificare le regole del monopolio esclusivo delle banche centrali: il presidente dell'allora partito politico di maggioranza, Aldo Moro...

domenica 11 settembre 2011

Nanopatologie e torri gemelle

di Stefano Montanari

Tutti ricordano il crollo delle Torri Gemelle di New York. Era l'11 settembre 2001, una data che potrà essere adottata dai libri di scuola del futuro come quella di un'epoca che si apre.

Quel giorno io ero a Modena e Morena [dott.ssa Gatti] a Londra. 

Tutti e due vedemmo il disastro in diretta TV e Morena mi telefonò dicendomi che, con tutta quella polvere, era impossibile che non si verificasse un'impennata delle "nostre" patologie. La considerazione era ormai del tutto ovvia per noi. 

A un anno di distanza, il New York Herald Tribune chiese ai lettori di tutto il mondo di mandare qualche riga in commemorazione del disastro, e Morena scrisse che ci sarebbe stata tutta una serie di malattie e di morti di cui non si sarebbe capita la causa. Un messaggio un po' alla Nostradamus per chi non fosse informato sulle nanopatologie, ma chiarissimo e lapalissiano per tutti gli altri.

La cosa non ebbe alcun seguito finché una sera di fine agosto del 2004 mi squillò il telefono cellulare. Qualcuno mi chiamava da New York, dicendo che c'erano 170.000 persone che si erano ammalate di quelle che poi erano nanopatologie e chiedendo un intervento a buoi scappati. Non era certo la prima volta che avevamo conferma della teoria secondo cui a tanta polvere corrisponde l'instaurarsi di malattia. [...] .

martedì 12 luglio 2011

Il pianeta in castigo/ Qualche considerazione sui vaccini e sulle vaccinazioni

Stefano Montanari.

Sempre più spesso si sente parlare di vaccinazioni per prevenire l’insorgere di un numero crescente di malattie, alcune delle quali, ne sono certo, ben poco conosciute dal grande pubblico

Molto si parla ma mi sono accorto, soprattutto rispondendo alle domande che mi vengono poste sia dal cosiddetto “uomo della strada” sia da qualche giornalista, che le idee in proposito sono tutt’altro che chiare.

Ultimamente, poi, la frequenza delle domande si è intensificata di fronte all’insistenza di certi gruppi di pressione perché le femmine giovani si sottopongano alla somministrazione del Gardasil, il vaccino che dovrebbe prevenire il tumore del collo dell’utero o cervice uterina (le due espressioni sono sinonime).

Come spesso accade, per chiarire le idee e per farsi un’opinione circostanziata è indispensabile avere almeno qualche nozione di base...