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martedì 3 ottobre 2023

L'illusione della democrazia moderna

di Salvatore Santoru

Sin dalla più tenera età siamo stati condizionati a credere ciecamente nel dogma moderno della democrazia.
Essa, ci viene detto, è la forma migliore e più adatta al funzionamento della società e del mondo, e oltre ad essa non esistono alternative.
Ora, basta una piccola riflessione per rendersi conto che la democrazia, o perlomeno il sistema democratico moderno dominante, non sia quella panacea che ci hanno fatto credere.
  
Questo non significa assolutamente portare avanti un messaggio antidemocratico o illiberale, tutt'altro.

Difatti, la cosiddetta democrazia per come ci viene presentata, è solo un'illusione.
Essa, per quanto si affermi basata sulla sovranità popolare, è in realtà fondata sul potere di diverse lobby, e quelle egemoni si può ben dire che dirigano il "teatrino".
Per quanto riguarda la sovranità popolare, si può ben dire che con l'attuale democrazia c'entri ben poco, a meno che con essa non si intenda solo il voto, che senza una reale e consapevole partecipazione di un popolo informato, risulta poco più che un rituale che ha perso la sua efficacia.
Come disse Charles Bukowski :

"La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare" ....

venerdì 2 settembre 2022

Perché è importante andare a votare

 
Perché è importante andare a votare?

Prima di tutto per legittimare la democratura, cioè la dittatura travestita da democrazia.

Poi per restare nella grande famiglia Ue che ci ha permesso di non farci guerra tra eurobei – e scusate se vi pare poco,
Per lavorare un giorno alla settimana in meno e guadagnare come se lavorassimo un giorno in più grazie all’euro.

Per evitare di stampare la lira. Volete mettere? Le stamperie di soldi falsi sono a Napoli e a Francoforte. Noi abbiamo ovviamente scelto Francoforte perché affetti da esterofilia.

Per avere e mantenere caro il pareggio di bilancio in Costituzione. Ma vi pare poco?
Per avere uno dei debiti pubblici più alti al mondo che lasceremo almeno ad altre sette generazioni.
Per godere dei vantaggi dati dal Patto Stato Mafia ...

domenica 14 agosto 2022

Democrazia: capovolgere prima dell’uso

(Articolo originale dell'8 giugno 2009)

Secondo la Costituzione il voto è un “dovere civico”. Ma questo poteva andare bene nel 1948. Oggi è il non-voto a essere un dovere. Morale. Oggi di italiani contenti se ne trovano pochi.

Che siano di destra, di sinistra o indecisi, ormai quasi tutti sentono il fiato della crisi economica sul collo, e si lamentano sistematicamente ai quattro venti.“Paese di merda!” “Io me ne vado, qui non si può vivere”. “Siamo governati da una banda di delinquenti”.

Naturalmente lo sappiamo tutti che quella “banda di delinquenti” la votiamo noi, ma se qualcuno prova solo a suggerire di smettere di votarli, si sente rispondere con disdegno che "tanto non cambia nulla".
Il problema è tutto qui.

Cinismo, pigrizia mentale e pochezza morale concorrono ad una situazione paradossale che si potrebbe sintetizzare in questo modo: mi faccio del male da solo, ma non ho alternative, e quindi continuo a farmelo. Apparentemente, la cosa può sembrare vera: anche se uno non vota lo fanno tutti gli altri, e quindi il problema rimane. Un pò come agli incroci cittadini, che nell’ora di punta tutti occupano disordinatamente, pur di arrivare a casa “prima dell’altro”, invece di rispettare il semaforo. 
Se lo facessero tutti – dice ciascuno – io sarei il primo a rispettare il semaforo. Se invece lo fai da solo, non solo non serve a niente, ma ti prendi anche del cretino da quello dietro, che ti suona per farti passare a tutti i costi, nonostante il rosso. Dall’alto del suo palazzo il potente osserva soddisfatto i suoi popolani, ...
... che si scannano fra di loro invece di organizzarsi per un vantaggio comune ...

giovedì 28 ottobre 2021

"Lo sciopero degli elettori" - Octave Mirbeau

Depurato dai riferimenti peculiari francesi, metto qui l'articolo " Lo sciopero degli elettori" di Octave Mirbeau, apparso sul Figaro del 28 novembre 1888.

"Una cosa mi colpisce prodigiosamente –oserei dire che mi stupefà- ed è che nel preciso momento in cui scrivo, dopo le innumerevoli esperienze, dopo gli scandali quotidiani, possa ancora esistere ...un elettore, un solo elettore -questo animale irrazionale, inorganico, allucinante- che acconsenta a distogliersi dai propri affari, dai propri sogni o piaceri, per votare a favore di qualcuno o qualcosa.

Capisco che un truffatore trovi sempre degli azionisti. Ma che un deputato o un senatore, o un presidente di Repubblica, o chiunque tra tutti gli strani burloni che reclamano una funzione elettiva, quale che sia, trovi un elettore, vale a dire l’essere non sognato, il martire improbabile che vi nutra col suo pane, vi vesta con la sua lana, vi ingrassi con la sua carne, vi arricchisca col suo denaro, con la sola prospettiva di ricevere, in cambio di questa prodigalità, delle bastonate in testa, dei calci nel didietro, quando non siano colpi di fucile nel petto, in verità tutto ciò supera le nozioni già parecchio pessimiste che fin qui mi ero fatto dell’umana stupidità in generale.

Beninteso, qui parlo dell’elettore avvertito, convinto, dell’elettore teorico, di colui che immagina, povero diavolo, di agire da libero cittadino, di dispiegare la propria sovranità, di esprimere le sue opinioni, di imporre –ammirevole e sconcertante follia- programmi politici e rivendicazioni sociali...

sabato 3 febbraio 2018

Il voto utile? Si, per farvi spennare

Matteo Beringhi

(L'articolo è del 2013.. N.d.C.)

La gara dei polli sta per iniziare. Si stanno raccogliendo le scommesse su chi vincerà. Il tifo è alle stelle e la lucidità mentale è sparita da tempo.

Ormai si combatte a colpi di slogan collettivisti e di tale idiozia da ritenere il tifoso privo di capacità mentali: dai redditi di cittadinanza regalati nelle patatine, alla restituzione delle tasse pagate, fino all’abbassamento delle tasse da parte di colui che le ha aumentate ieri, oggi e domani decidendo aumenti per il prossimo lustro (IVA, imposte sui bolli, TARES, multe), ce n’è da sbizzarrirsi.

E’ la sagra del collettivismo, l’importante è spararla grossa, apparire sui giornali, sulle vignette in Facebook, esaltare la propria tifoseria, illuderla, comprarla con qualche panzana.

Ormai il popolo crede che il governante possa fare quello che vuole una volta al potere, è disposto a dargli ancora più potere e privarsi di ogni libertà, purché il processo di irresponsabilizzazione continui e sia qualcun altro a pagare il pasto che oggi viene consumato (illusoriamente) gratis.

Il conto sarà salato, ma tanto pagherà il perdente...

mercoledì 24 gennaio 2018

"All'uomo che vuole votare" - Albert Libertad

"La definizione di “anarchico” ha assunto nel tempo un significato negativo.
La gente è stata ammaestrata affinché leggesse in quel termine qualcosa di malvagio.

Usciamo dalle definizioni, guardiamo i contenuti, comprendiamo il senso delle parole anziché strumentalizzarle e consentire a chi ci tratta come animali da circo di farne l’uso che più gli conviene.
Il senso profondo del testo che segue è meraviglioso.

Parla di Libertà, di Autodeterminazione, di Senso Critico. Concetti pericolosissimi per chi ci vuole sottomessi e ancora più pericolosi per chi ha paura di essere Libero e non saprebbe nemmeno di esistere se non legasse la sua esistenza ad una qualche corrente che gli tolga ogni responsabilità.
Vi ricordo che allo schifo in cui ci troviamo ci siamo arrivati votando..."
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"L'ora di scegliere i tuoi pastori è suonata di nuovo. Essa riecheggia gravemente alla campana di tutte le politiche, affinché tu non lo scordi: tutti alle urne, nessuna astensione.

Ecco il ritornello finale delle diverse suonerie. Non votare è un peccato, dice il cattolico. Non votare è da cattivi cittadini, dice il repubblicano. Non votare è tradire i propri fratelli, dice il socialista. 

Cos'è dunque votare? È scegliere da sé il padrone che vi prenderà a frustate, che vi deruberà . L'operaio forgia le catene che lo legano, costruisce le prigioni che lo rinchiudono, fabbrica i fucili che lo uccidono. Impasta la brioche che non mangerà , tesse i vestiti che non indosserà ...

giovedì 18 gennaio 2018

Perché non voto

Li vedo ogni giorno, tutti. 
Li ascolto pure, li leggo, nonostante un forte istinto che mi spingerebbe a ignorali perché quello che dicono ce l’ho in memoria da anni. 

Sono prevedibili, anche se non mancano di fantasia. D’altra parte cosa mai possono dire se non quello che la gente vuole sentirsi dire? Cosa mai possono promettere se non quello che le persone desiderano? 

Adesso ci sono pure i mezzi per sondare meglio le aspettative, per misurare l’umore e per controllare il gradimento. 

Dunque è più che semplice impostare una campagna elettorale e presentare programmi per attirare preferenze ed è più che logico che l’unica maniera per sminuirsi a vicenda è promettere di più e più in fretta degli altri, anche se non è vero, anche se non sarà possibile, anche se ormai è talmente chiaro che, una volta seduti là, le promesse, e ci metto pure la buona fede di qualche raro purista, svanirà di fronte a qualcosa di più incisivo e determinante: il sistema. 

Quel sistema per il quale non possiamo esprimere né dissenso né consenso, quel sistema di cui siamo semplici ingranaggi e a cui non fa un baffo servirsi di questo o quell’altro per esprimere le sue potenzialità ...

domenica 22 novembre 2015

A chi serve il terrorismo?

Jacopo Cioni
Direttore del sito www.ilsovranista.it

Palese che ormai viviamo in una dittatura bianca dove le armi di coercizione non sono più il manganello e l’olio di ricino o i gulag russi, sarebbe quindi opportuno chiedersi quali sono le armi usate oggi per mantenere lo stato dittatoriale.

Capite le armi usate diventa facile capire chi è in grado di usarle e quindi capire chi è in cima alla piramide dittatoriale. Quali sono queste armi? Prima fra tutte l’economia trasformata in finanza a qualsiasi livello.
Se l’economia è il mezzo per creare una società equilibrata e fiorente la finanza è invece il mezzo per rendere fiorente il potere di pochi. 
Se l’economia diventa solo finanza si può intuire il risultato...