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sabato 26 marzo 2022

Cos’è un pensatore visivo e quali sono le sue caratteristiche?

Pochissime persone al mondo avranno sentito parlare dei pensatori visivi, quasi nessuno sa di cosa si tratta. 

Prova a pensare a come è fatto il tuo stile di apprendimento: molto probabilmente quando devi imparare qualcosa di nuovo cerchi di memorizzare più informazioni possibili e le ripeti spesso per fissarle bene nella tua memoria. 
O almeno questo è quello che ti hanno insegnato a scuola per imparare nozioni aggiuntive. 

Forse però non è il metodo migliore, o quantomeno non è quello comune a tutte le persone.

Devi sapere infatti che esiste un metodo di apprendimento più legato al senso della vista che alla memoria stessa. Sostanzialmente i pensatori visivi imparano tramite l’osservazione. 

Mi rendo conto che non è un concetto facile da comprendere ed assimilare perciò vediamo insieme alcuni pratici esempi di come apprende un pensatore visivo ...

martedì 19 ottobre 2021

Cervello e DNA, la strategia delle cellule per imparare più velocemente

Una recente ricerca del MIT dimostra che il cervello "rompe" il DNA quando sottoposto a stimoli legati ad apprendimento e memorizzazione.

Sappiamo bene di non conoscere ancora molto del funzionamento del nostro cervello, del modo in cui raccoglie e processa le informazioni e di come costruisce le reti di informazione al suo interno. 

Nonostante ciò, alcune ipotesi restano molto recondite, nel pensiero dei neuroscienziati: ecco quindi che una ricerca può essere definita “inaspettata" da parte della comunità scientifica. 

È il caso dell’ultimo studio condotto dalla Professoressa Li-Huei Tsai, che parte da una vecchia analisi dei pazienti malati di Alzheimer per definire il modo in cui il cervello reagisce normalmente agli stimoli.

Il cervello è capace di "rompere" il DNA

Nel 2015, uno studio del team guidato da Li-Huei Tsai, del Massachusetts Institute of Technology, rivelò che l’Alzheimer era direttamente collegata alla presenza di interruzioni del doppio filamento di DNA all’interno dei neuroni.

In quell’occasione, si scoprì che in determinate condizioni gli stessi neuroni procuravano degli strappi al proprio DNA. Più filamenti venivano rotti, e più aumentava la presenza di geni veloci associati all’attività sinaptica di apprendimento e memorizzazione ...

sabato 19 giugno 2021

Buddismo - I dieci mondi

L’interesse principale del Buddismo riguarda il nostro stato vitale: la gioia o la sofferenza che possiamo sperimentare in ogni singolo istante dell’esistenza.
Ciò accade sempre attraverso l’interazione tra condizioni esterne e tendenze interiori.


La stessa situazione – per esempio uno stesso posto di lavoro – vissuta da qualcuno come tormento costante, per un’altra persona può essere fonte di soddisfazione.

Scopo della pratica buddista è quello di rafforzare lo stato interiore, in modo da affrontare e trasformare le situazioni più difficili e negative.
Basandosi sul Sutra del Loto, il Gran Maestro T'ien-t'ai – studioso buddista cinese del sesto secolo – sviluppò un sistema per classificare le esperienze umane in dieci stati o “mondi”. 

L’insegnamento dei dieci mondi fu adottato ed elaborato da Nichiren Daishonin, che evidenziò la natura intima e soggettiva di questi mondi: «Per prima cosa – si legge in un suo scritto – alla domanda di dove si trovino esattamente l’Inferno ed il Budda, un sutra afferma che l’Inferno esiste sotto terra ed un altro dice che il Budda risiede a occidente. Ma, a un attento esame, risulta che entrambi esistono nel nostro corpo alto cinque piedi».

Quali sono i Dieci mondi? ...