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sabato 8 febbraio 2025

Allora? Che è successo? ...


di Nicolò Targhetta

- Allora? Che è successo? M'hanno detto che hai menato un tuo amichetto. 
- Sì. 
- Ti rendi conto che la situazione è molto grave?
- Sì.
- Che hai fatto una cosa davvero brutta?
- Sì. 
- Vabbè adesso c'è qua papà e sistema tutto. Tu sai cosa devi fare, vero? 
- Chiedere scusa. 
- Tesoro. Chiedere scusa? No. 
- No?
- Eh no. Sei un bimbo dolcissimo, ma se chiedi scusa è come ammettere che l'hai menato. 
- Ma io l'ho menato. È andato in ospedale. 
- E la peppa! E cos'è questo giustizialismo! Non ha senso essere precipitosi. Adesso capiamo e valutiamo. Perché sei venuto alle mani con sto ragazzino? ...

venerdì 24 maggio 2024

Un''immaginazione ..

 di Adriana Koulias

Immaginate una piccola città di campagna. Tutti si conoscono.

Nella scuola locale un bambino viene picchiato ogni giorno sull’autobus. Lo prendono in giro, ma l’autista non fa nulla. Nel parco giochi gli viene impedito di giocare e di scegliere dove può farlo o no. Alcuni ragazzi gli rubano regolarmente il pranzo e lui soffre la fame. Ha paura di girare l’angolo, perché teme chi incontrerà e cosa farà. Persino gli insegnanti ridono quando il bambino riceve un pugno ed è stordito mentre va a lezione di scienze. 

In classe alcuni insegnanti lo prendono in giro, isolandolo. Gli amici del bambino hanno troppa paura per difenderlo. 
I bulli hanno la completa impunità di fare ciò che vogliono. L’intera scuola ha troppa paura di parlare contro il capobanda perché il padre di quest’ultimo è ricco, ha donato soldi alla scuola e il suo migliore amico è un avvocato e farà causa alla scuola ...

venerdì 1 febbraio 2013

La vittima e il carnefice

Gianni Tirelli

Ciò che definiamo metaforicamente il “Diavolo” si inquadra in un’entità priva di qualsiasi forma di volontà, risultato ultimo di una mutazione indotta dalla degenerazione della coscienza individuale, che al valore etico della verità e alla passione intellettuale volta al suo conseguimento, ha sostituito l’inettitudine, la paura, il dubbio e la mercificazione della dignità!

Nelle nostre società “moderne”, ci sono sempre più individui che pur di scansare ogni fatica fisica, morale e psicologica, si adattano al peggio, tradendo così ogni vero sentimento umano, di amore e di valori. In questo modo, imparano a mentire e a fingere (sia con gli altri che a se stessi) in una sorta di commedia dell’assurdo che si propone di contrastare e placare un pungente disagio psico/somatizzante, prodotto da una paura esistenziale paranoide e dall’intima vergogna, relativa a un’auto stima ai minimi termini – fino a confondere, in seguito, la realtà con la commedia. Le attenuanti, poi, intervengono come elementi dopanti di deresponsabilizzazione e sistematica maldicenza, accusando gli altri di essere la vera causa dei nostri problemi e fallimenti!

In molti casi, una tale condizione, innesca una sorta di particolare sindrome di Stoccolma, rivisitata in chiave sociale e applicata ad un perverso rapporto di coppia. In questo modo, si condivide e si partecipa alla follia dell’altro per non impazzire, condividendone i lati più oscuri e schizofrenici e assecondando supinamente ogni sua scelta e malato desiderio. In questo caso, la vittima viene assimilata e risucchiata gradualmente, all’interno della personalità del carnefice, fino a divenirne lei stessa, parte integrante e dominante...