Visualizzazione post con etichetta Henri-Louis Bergson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Henri-Louis Bergson. Mostra tutti i post

venerdì 1 ottobre 2021

Bergson ed il concetto di tempo

Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 – Parigi, 4 gennaio 1941), nel “Saggio sui dati immediati della coscienza”, precisa : “quando seguo con gli occhi sul quadrante di un orologio il movimento delle lancette…non misuro una durata, come pare si creda, mi limito a contare delle simultaneità, il che è molto diverso”. 
Il tempo astronomico dell’orologio è, infatti, un insieme di posizioni delle lancette sul quadrante che al passare degli istanti prendono posizioni diverse.

Ma tutto ciò è solo esteriorità, in quanto una successione degli istanti “esiste soltanto per uno spettatore cosciente che ricorda il passato e giustappone le due oscillazioni”. 

L’ orologio rappresenta le convinzioni scientifiche e razionaliste, in quanto ha una funzione archetipica. E’ l’emblema della costanza, della precisione e dell’omologazione a cui inevitabilmente porta una concezione del tempo caratterizzata da una scansione regolare: per cui ogni secondo, ogni minuto, ogni ora è sempre uguale, ha lo stesso valore, lo stesso peso. 

Ciò che conta in questa visione è l’aspetto quantitativo e non quello qualitativo, che, invece, rappresenta la vera fotografia della nostra percezione del tempo. 

E’ evidente in questo esempio la critica di Bergson ai positivisti e a tutti coloro che armati con il ferreo determinismo della matematica e della fisica pensano di poter regolare e governare tutte le dimensioni della vita umana, anche il tempo ...