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venerdì 3 settembre 2021

Educazione spirituale, questa sconosciuta

di Silvia Raffaella Formìa

Tutti sappiamo quanto è importante ricevere una "buona educazione". Questo può voler dire molte cose: essere ben educato per un bambino significa in genere ricevere delle istruzioni di base sulle formalità che regolano la corretta convivenza con gli altri esseri umani, a seconda del luogo in cui si nasce. Infatti, a seconda della cultura alla quale si viene educati, i parametri di cosa sia accettabile e cosa no, possono variare sensibilmente. Un esempio è quello dell'abitudine di ruttare a tavola: mentre in Occidente è considerato ampiamente disdicevole e segno di pessime maniere, in Giappone, al contrario, è segno di aver gradito il pasto e chi non lo fa è considerato estremamente sgarbato nei confronti dell'ospite che lo ha invitato.

L'educazione inoltre è quella che si riceve a scuola. Al bambino viene insegnato a leggere, scrivere e fare di conto, gli vengono impartite negli anni lezioni di tutte le materie che nella nostra società vengono considerate importanti per muoversi nel mondo, selezionate in base all'importanza che ogni cultura darà a questa o a quella materia. Un esempio: ho vissuto in Brasile diversi anni e in quel Paese la geografia viene insegnata tenendo conto quasi esclusivamente del continente americano. 

Parlando con un bambino di 12 o 13 anni questi mi chiese come ero arrivata lì dall'Italia. Io ovviamente risposi in aereo. Lui ne fu molto stupito e mi chiese per quale motivo non fossi arrivata in auto. Gli dissi che non era possibile arrivare in auto, c'era di mezzo un Oceano. Allora lui mi rispose che era convinto che ci fosse un ponte autostradale che collegava i due Continenti. Questo è solo un esempio (ovviamente non intendo sminuire la cultura impartita in nessun Paese) che fa capire quanto le lezioni selezionate in diverse zone del mondo possano falsare o mutare o distorcere il concetto di "realtà" ...

lunedì 4 aprile 2016

Materialismo spirituale ed ego spiritualizzato

Estratto dal libro di MARIANA CAPLAN
TRA CIELO E TERRA Gli errori della ricerca spirituale
e le pretese premature di illuminazione


Il materialismo spirituale è un attaccamento al percorso spirituale come se questo fosse un possesso o un conseguimento concreto. Si dice che il materialismo spirituale sia il più difficile da superare. L’immagine usata è quella di catene d’oro: non solo sei incatenato, ma lo sei con delle catene d’oro. E tu ami le catene perché sono bellissime e splendenti. Ma non sei libero. Sei solo invischiato in una trappola più grande e più bella. Il senso della pratica spirituale è diventare liberi, non costruire una trappola che ha l’aspetto di una villa imponente ma che è comunque una prigione.

- Judith Leif

Il grande pericolo di tutte le esperienze mistiche – esperienze di illuminazione, liberazione, e così via – è che verranno utilizzate dall’ego e trasformate in materiale usato dall’ego per i suoi fini. 
Quando il contesto della vita di un individuo è l’auto-referenzialità egoica - vale a dire che l’identificazione è con l’ego come unità separata - le esperienze mistiche, i momenti di illuminazione, le credenziali spirituali, diventano tutti beni potenzialmente pericolosi. La “valuta” della verità può essere velocemente scambiata per la valuta dell’ego, e tali esperienze ben presto diventano un altro ancora dei mezzi dell’ego per rafforzare il suo potere nella sua lotta contro la vera liberazione. L’ego può tentare e tenterà di trasformare tutto a suo beneficio. Ecco perché l’ambito delle esperienze mistiche e di illuminazione è così pericoloso. È proprio perché il loro valore è così alto per il sé essenziale che tali esperienze sono così interessanti, e anche minacciose, per l’ego. L’ego vuole fortificarsi, e vuole anche bloccare efficacemente la liberazione che percepisce come la propria fine. Perciò, diventare un “ego spirituale” è un travestimento geniale attraverso cui infiltrarsi nella vita spirituale sincera dell’individuo e sedurre la sua attenzione distogliendola dalla Verità o da Dio...