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mercoledì 5 marzo 2025

La ricerca sulle ley lines nel 900

 
L’espressione Ley line venne coniata nel 1921 dall’archeologo Alfred Watkins, riferendosi a presunti allineamenti di numerosi luoghi di interesse geografico e storico, come monumenti antichi e megaliti, creste naturali e attraversamenti fluviali. 

Nei suoi libri Early British Trackways e The Old Straight Track, Watkins (sebbene avesse attinto a idee precedenti sugli allineamenti, in particolare ai lavori dell’astronomo inglese Norman Lockyer, il quale sosteneva che gli allineamenti antichi potevano essere orientati all’alba e al tramonto nei solstizi) cercò di identificare tracce di antichi percorsi nel paesaggio britannico, sviluppando in seguito alcune teorie secondo cui questi allineamenti erano stati creati ai tempi del neolitico per facilitare gli spostamenti terrestri utilizzando un orientamento a vista e poi tali punti allineati erano rimasti nel paesaggio per millenni. 

Secondo Bruno Hare (2004), Watkins non attribuì mai un significato soprannaturale-energetico a queste linee: egli credeva che si trattasse semplicemente di percorsi che erano stati utilizzati per scopi commerciali o cerimoniali di origine antichissima, forse risalenti al neolitico o comunque all’età pre-romana; la sua ossessione per le linee sarebbe derivata unicamente dal suo interesse per la fotografia del paesaggio e dall’amore per la campagna britannica, ma era una persona intensamente razionale con un intelletto attivo tale per cui, secondo alcuni, oggi sarebbe deluso dall’evoluzione new age delle sue linee. 
In realtà, per Watkins, le linee sono collegate con le posizioni stagionali della luna, e del sole, soprattutto con i solstizi. 
I monumenti preistorici sarebbero stati costruiti sulle Ley Lines, che li connettevano reciprocamente secondo un criterio ben preciso ...

martedì 17 aprile 2012

Il codice segreto di Leonardo Da Vinci

Leonardo Da Vinci in molte Sue opere ha lasciato diversi messaggi criptati, più o meno comprensibili, ma quello in cui ha trasmesso il messaggio più segreto ed inaccessìbile è sicuramente il Disegno, più conosciuto e riprodotto al mondo nelle più disparate versioni, -"l'Homo Vitruviano"- in cui "il Maestro" indica"la chiave segreta" per comprendere "la chiave massonica per la quadratura del cerchio".

UOMO GEOMETRICO

L'uomo è geometria. Il busto entra quattro volte nell'altezza, la testa otto, il volto dieci. Nel famoso Disegno di Venezia Leonardo lo inscrive nel cerchio e nel quadrato (forme di perfetta simmetria), conferendogli movimento, in un gioco di mutazione ed equivalenza.


Siamo nell'ambito della ricerca antropometrica sui rapporti armonici e proporzionali derivata da Vitruvio, una concezione che influenza l'architettura fino alla progettazione di chiese a pianta centrale, combinazione e trasmutazione di cerchi e quadrati. Questa simmetria, presente in natura, l’uomo l’ha spesso trasmessa alle proprie creazioni, a cominciare da quelle architettoniche: le Piramidi di Giza, il Partenone ,il Colosseo, la Domus aurea, Castel del Monte, la Chiesa cistercense di San Galgano, Villa Almerico detta “la Rotonda”, Piazza San Pietro, il Taj Mahal, la torre Eiffel, il Pentagono, le cupole di Buckminster Fuller...