L’espressione Ley line venne coniata nel 1921 dall’archeologo Alfred Watkins, riferendosi a presunti allineamenti di numerosi luoghi di interesse geografico e storico, come monumenti antichi e megaliti, creste naturali e attraversamenti fluviali.
Nei suoi libri Early British Trackways e The Old Straight Track, Watkins (sebbene avesse attinto a idee precedenti sugli allineamenti, in particolare ai lavori dell’astronomo inglese Norman Lockyer, il quale sosteneva che gli allineamenti antichi potevano essere orientati all’alba e al tramonto nei solstizi) cercò di identificare tracce di antichi percorsi nel paesaggio britannico, sviluppando in seguito alcune teorie secondo cui questi allineamenti erano stati creati ai tempi del neolitico per facilitare gli spostamenti terrestri utilizzando un orientamento a vista e poi tali punti allineati erano rimasti nel paesaggio per millenni.
Secondo Bruno Hare (2004), Watkins non attribuì mai un significato soprannaturale-energetico a queste linee: egli credeva che si trattasse semplicemente di percorsi che erano stati utilizzati per scopi commerciali o cerimoniali di origine antichissima, forse risalenti al neolitico o comunque all’età pre-romana; la sua ossessione per le linee sarebbe derivata unicamente dal suo interesse per la fotografia del paesaggio e dall’amore per la campagna britannica, ma era una persona intensamente razionale con un intelletto attivo tale per cui, secondo alcuni, oggi sarebbe deluso dall’evoluzione new age delle sue linee.
In realtà, per Watkins, le linee sono collegate con le posizioni stagionali della luna, e del sole, soprattutto con i solstizi.
I monumenti preistorici sarebbero stati costruiti sulle Ley Lines, che li connettevano reciprocamente secondo un criterio ben preciso ...

