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martedì 9 gennaio 2024

Il seme degli Dèi

Un intervento ‘esterno’ fu il punto di partenza dell’incredibile storia del genere umano? ..

Man mano che il progresso scientifico avanza e nuove scoperte vengono fatte divulgate, più si va a delineare un quadro che noi appassionati di ufologia e paleoarcheologia abbiamo da sempre teorizzato: un intervento ‘esterno’ quale punto di partenza dell’incredibile storia del genere umano.

Ma partiamo dall’alba della comparsa dell’Homo Sapiens, circa 300.000 anni fa in Africa, secondo le teorie antropologiche tradizionali. A quel tempo il precedente esemplare, l'Homo Erectus, è presente sul pianeta già da più di un milione e mezzo di anni e possiede una capacità cranica maggiore rispetto all'Homo Habilis. L'Homo Erectus avrebbe avuto una notevole somiglianza con gli esseri umani moderni, ma aveva un cervello di dimensioni corrispondenti a circa il 75% di quello dell'Homo Sapiens. Il modello paleoantropologico dominante descrive l’Homo Erectus inoltre come capace di usare rudimentali strumenti.

A un certo punto avviene qualcosa di rivoluzionario, la massa cerebrale aumenta del 30%, acquisisce capacità di articolare un linguaggio, modifica la propria biologia ormonale, … insomma l’Erectus si evolve in Homo Sapiens e poi successivamente circa 30.000 anni fa in Sapiens Sapiens e come descritto in figura, attraverso una serie di fasi migratorie i Sapiens vanno a popolare l’intero pianeta ...

sabato 6 giugno 2020

Pietro Buffa:”Resi umani da chi ci ha addomesticato”

di Sabrina Pieragostini

In testa alle classifiche di vendita di Amazon e IBS nella categoria scienza, evoluzione e biologia, richiesto dalla Harvard Medical School per metterlo a disposizione di studenti e ricercatori dato l’alto interesse delle ipotesi che contiene, “Resi Umani– Da organismi scimmieschi all’ominide pensante, una storia da riscrivere” (Unoeditori) sta diventando un caso letterario.
Affronta un tema delicato, l’evoluzione umana, proponendo una terza via alternativa tanto al Creazionismo quanto al Darwinismo.

Autori del saggio sono Mauro Biglino, esperto di Storia delle Religioni, biblista e traduttore dall’ebraico masoretico, e Pietro Buffa, biologo molecolare con un master in bioinformatica, da tempo impegnato nel tentativo di comprendere quali “determinanti genetici” abbiano permesso il passaggio dai primi ominidi antropomorfi agli esseri umani moderni.

La loro collaborazione si  è sviluppata un po’ per volta. “Conosco Mauro Biglino da diversi anni e lavorare con lui alla stesura di questo libro mi ha riempito di gioia”, dice il ricercatore siciliano nell’intervista che ha concesso a Extremamente.

“Proveniamo da due ambiti di studio diversi, io quello biologico, lui quello legato ai testi biblici, ma devo dire che affrontando il controverso tema delle origini umane, i nostri rispettivi studi e le nostre idee sembrano trovare stimolanti punti di contatto.

Non è mai semplice la collaborazione tra studiosi di settori diversi, ma è questa la strada da perseguire se vogliamo dare risposte più esaustive a diverse domande che rimangono ancora eluse.”

Come, appunto, quelle che ci permetteranno di comprendere come siamo nati come specie, come siamo diventati quello che siamo in un lasso di tempo incredibilmente breve da un punto di vista evoluzionistico ...

domenica 2 novembre 2014

Il gene mancante che ha modificato il Dna umano

La guerra tra evoluzionisti e creazionisti si sta avvicinando alla sua conclusione?

Se le prove - e non soltanto nell'ambito della genetica - della presenza di antiche civiltà su questa Terra in tempi remotissimi usciranno allo scoperto, ci accorgeremo che ognuna delle due fazioni ha omesso qualcosa ... E saranno accomunate dallo stesso errore: i "nuovi mondi" non conservano la memoria di quelli antichi.
L'errore degli evoluzionisti sarebbe di continuare a ignorare i lunghi periodi di stasi, di "morte", nel corso della vita del nostro pianeta, tentando invece di collegare, ovviamente invano, delle sequenze storiche totalmente separate tra di loro.
I creazionisti sarebbero più vicini alla verità, perché collocano la razza umana nel suo giusto contesto di creazione originale da parte di un'entità, ma dimenticano che possa essere stata l'opera di qualcun altro, e che quel "qualcun altro" abbia occupato, molto prima di noi, il nostro caro pianeta azzurro.
Catherine

Pubblicato due anni fa su Nature Communications, uno studio internazionale ha stabilito che un gene coinvolto nello sviluppo del cervello e chiamato miR-941, è apparso successivamente alla "separazione" Uomo - Scimpanzé. 
E' un gene specifico della nostra specie ... 

giovedì 29 maggio 2014

Transumanesimo e propaganda mediatica

"Un giorno le macchine risolveranno tutti i problemi, ma mai nessuna di esse riuscirà a formularne uno"
(A. Einstein)

Viator

Molti di noi sono a conoscenza dell'esistenza di un gruppo molto agguerrito di ideologi pieni di soldi e potere, convinti che il futuro dell'umanità debba consistere nella costruzione di un nuovo 'esemplare' di essere umano.

Un essere umano plasmato non più da Dio o dalla evoluzione naturale, ma da tutta una serie di interventi scientifici e tecnologici effettuati dall'uomo sull'uomo, e dettati dalla agenda sedicente illuminata promossa da tali sedicenti geni incompresi. 

Evoluzione indotta artificialmente, quindi, da perseguirsi con una progressiva e radicale induzione alla manipolazione psichica, fisica, sensoriale, culturale e sessuale .
Secondo alcune correnti di pensiero l'ideologia transumanistica prenderebbe spunto filosoficamente dallo eudemonismo, dottrina morale che pone il raggiungimento della felicità quale fine naturale della esistenza umana. Fu su tali basi filosofiche che il biologo Julian Huxley nel 1957 coniò il termine 'transumanesimo', definendolo come 'l'uomo che restando uomo trascende se stesso, realizzando nuove potenzialità di e per la sua natura umana.'

Il problema è che, in quanto forma egregorica, l'ideologia transumanistica non poteva che essere destinata a trascendere i suoi iniziali propositi filantropici per sfociare in una serie di azioni non più controllabili dai singoli propugnatori ...

sabato 12 ottobre 2013

“Presto riprodurremo un DNA alieno"

Ricopiare un DNA alieno per riprodurre in laboratorio una creatura di altri mondi. Non è la trama dell’ultimo film di fantascienza di Riddley Scott, ma il progetto del genetista J. Craig Venter, uno degli scienziati che ha mappato il genoma umano: presto, dice, saremo in grado di duplicare forme di vita extraterrestri. Come? Semplice: con un software e una stampante in 3D…

POTREMO PRESTO STAMPARE IN 3D DNA E CELLULE VIVENTI

Con questo metodo, dice il ricercatore, si potranno disegnare ogni tipo di cellula e anche interi organismi. Le prime ricadute di questa straordinaria tecnologia saranno di grande utilità: potremmo produrre biocarburanti, combattere il riscaldamento globale, sviluppare nuove terapie mediche, come Venter spiega nel suo ultimo libro “Life at the Speed of Light: From the Double Helix to the Dawn of Digital Life” (“Vita alla velocità della luce: dalla doppia elica all’alba della vita digitale“).

Nel libro, da poco uscito sul mercato anglosassone, affronta l’annosa questione: cosa è la vita? Per il genetista, può essere ridotta a “proteine robot” e a “macchine DNA”, ma crede anche che il futuro ci riservi molte, straordinarie opportunità per creare, da zero, nuovi organismi viventi.

Lo scienziato è un pioniere in questo settore: è stato il primo a creare una forma di vita sintetica nel 2010, denominata “Mycoplasma Laboratorium”, per la quale ha chiesto il brevetto. 

L’obiettivo è stato raggiunto inserendo il genoma di un microbo, modificato in laboratorio, nella cellula di un batterio che si è poi riprodotto: il primo organismo creato direttamente dall’Uomo. 
Ora Venter è a capo dell’istituto che porta il suo nome e che continua le ricerche sulla biologia sintetica ...

mercoledì 16 gennaio 2013

Il mistero del gruppo sanguigno RH Negativo

Melissa B.

Molti di noi hanno avuto modo di apprendere qualcosa in merito ai gruppi sanguigni dalle lezioni di scienze apprese a scuola. Tuttavia se confrontiamo le nozioni scolastiche con gli studi ed i molti dibattiti pubblicati sulle riviste scientifiche ... ebbene, ci si accorge come gli elementi più interessanti di questo tema siano stati 'accidentalmente' omessi dai programmi didattici di base.

Non esiste plausibile spiegazione scientifica circa la provenienza del gruppo RH negativo. La scienza ortodossa si è limitata a ipotizzare che si tratti di una non meglio identificabile, casuale mutazione genetica.

Circa l'85% degli esseri umani possiede il gene scimmiesco RH, mentre nel restante 15% non è riscontrabile il fattore RH (RH-) e ciò potrebbe essere spiegato dalla presenza di un gene alieno. Questo articolo esplora la tesi che l'umanità sia stata allevata come una razza di schiavi, dal momento che il 97% del nostro codice genetico risulta disattivo, e possiamo disporre di appena il 3%, utile semplicemente alla sopravvivenza.

Tra i tipi di sangue umano, il più comune è il gruppo 0. Si tratta di un tipo di sangue universale. I tipi di sangue sono suddivisi ulteriormente in due gruppi: positivi e negativi in relazione al fattore RH. Il fattore RH è così denominato perché collegato al fattoreRhesus, cioè il nesso genetico tra la umanità e le scimmie, individuabile da una specifica proteina ematica.

Quando nel sangue di un individuo è presente il fattore RH, si dice che il suo sangue sia di tipo RH positivo (RH+). Se il test restituisce esito negativo, vuol dire che il fattore Rhesus è assente...