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mercoledì 20 maggio 2026

Nella storia antica della Terra c'era un enigmatico buco temporale di un miliardo di anni


Ora emerge una spiegazione...

Una nuova ricerca suggerisce che la Grande discordanza sia stata creata dallo spostamento dei continenti, piuttosto che da glaciazioni o dall'esplosione di vita nel Cambriano.

Un miliardo di anni in cui la Terra sembra aver cancellato la memoria di epoche geologiche

In quella definita dagli esperti come la Grande discordanza, la lacuna più iconica, ma allo stesso tempo anche più enigmatica, nella documentazione geologica e stratigrafica della Terra che si manifesta a livello globale.

A provare a spiegare questo enorme buco temporale in cui il nostro pianeta sembrerebbe essersi strappato via interi capitoli della sua storia, è stato oggi un team di ricercatori coordinato dalla Northwest University in Cina che, in uno studio pubblicato su Pnas, suggerisce che l'origine della Grande discordanza corrisponderebbe allo sviluppo del primo supercontinente terrestre, chiamato Columbia...

mercoledì 14 gennaio 2026

È esistita una civiltà industriale pre-umana sulla Terra?

Quali segni dovremmo cercare negli strati geologici per dimostrare l'esistenza di una civiltà altamente industrializzata precedente alla nostra? 

Le risposte partono dalle ipotesi su ciò che questi ultimi 300 anni di uso intenso delle risorse naturali e di distruzione dell'ambiente lasceranno dietro di sé.

Una delle conclusioni più inquietanti tratte dagli scienziati che studiano l'Antropocene – l'epoca della storia geologica della Terra in cui le attività dell'umanità dominano il globo – è quanto strettamente il cambiamento climatico indotto attualmente dalle attività industriali assomigli a condizioni osservate in periodi passati di rapido aumento della temperatura...

lunedì 23 giugno 2025

La Sfinge del Balochistan: conformazione naturale o testimonianza di un’antica civiltà

Ci si trova spesso a dibattere intorno alla presunta naturalità o artificialità di certe conformazioni. 

Accade spesso, ad esempio, quando si parla di piramidi. Da una parte c’è chi dice che alcune persone vogliono trovare misteri dappertutto, ad ogni costo. 

Dall’altra c’è chi pensa che buona parte della storia antica dell’Uomo sia ancora da scrivere, e che vi sia una certa ottusa resistenza da parte della scienza ufficiale nel prendere in considerazione ciò che esula dalla narrazione dogmatica. 

In questi termini sta il dibattito intorno alla cosiddetta “Sfinge del Balochistan”. 

Si tratta di una conformazione naturale, o della testimonianza di un’antica civiltà? ...

giovedì 6 giugno 2024

Giorni più lunghi grazie alla Luna

Il clima globale sulla Terra è influenzato dai cicli di Milankovitch, impressi nelle sequenze di sedimenti antichi.

Un recente studio pubblicato su Pnas mostra come tali cicli, osservati in due sequenze di sedimenti, siano coerenti con una rotazione della Terra più rapida e una distanza Terra-Luna più corta. 

A causa delle maree, la Luna continuerà ad allontanarsi e la Terra continuerà a rallentare, portando ad avere giorni più lunghi di 24 ore.

Per tutti quelli che desiderano giornate più lunghe di 24 ore, i geologi hanno buone notizie: i giorni sulla Terra si stanno allungando. Un nuovo studio ricostruisce la storia della relazione del nostro pianeta con la Luna e mostra che, 1.4 miliardi di anni fa, un giorno sulla Terra durava poco più di 18 ore. Questo, almeno in parte, è dovuto al fatto che la Luna era più vicina e ha cambiato il modo in cui la Terra ruotava attorno al suo asse.

Il sistema Terra-Luna può essere paragonato a una pattinatrice che esegue una trottola, la cui velocità di rotazione cambia allontanando o avvicinando le braccia al corpo. «Mentre la Luna si allontana, la Terra si comporta come una pattinatrice che sta girando su se stessa e che rallenta la sua rotazione allargando le braccia», spiega Stephen Meyers, professore di geoscienza presso la University of Wisconsin-Madison e coautore dello studio pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences ...

venerdì 27 ottobre 2023

Il cuore della Terra ha una perdita? Ecco cosa dicono le nuove scoperte


Il centro della Terra potrebbe avere una "perdita": alti livelli di elio-3 su Baffin Island ci parlano del nucleo terrestre come mai prima.

E se la Terra potesse parlare, forse ci direbbe che ha un piccolo problema di "incontinenza". Non ridete, è una cosa seria. 

Un team di scienziati ha scoperto alti livelli di elio-3 su Baffin Island, un'isola nell'Arcipelago artico canadese: potrebbe essere un segnale che il nucleo terrestre ha una perdita di materiale.

Perché è importante? Questa scoperta potrebbe essere una chiave per sbloccare misteri geologici che ci sfuggono da secoli ...

martedì 6 settembre 2022

Come potremmo scoprire se è esistita una civiltà industriale pre-umana?

La vita complessa sul nostro pianeta esiste da almeno 400 milioni di anni, tuttavia, come specie, siamo riusciti a creare una civiltà industriale solo circa 300mila anni fa. 

Ma cosa sarebbe accaduto se sulla Terra fosse esistita una civiltà industriale precedente risalente a milioni di anni fa? 
Come potremmo dimostrarne o smentirne l’esistenza? 

Questo è il nocciolo dell’ipotesi siluriana, un affascinante esperimento mentale apparso in uno studio pubblicato nel 2018 sull’International Journal of Astrobiology

La possibilità di vita altrove nell’universo e i suoi paralleli con l’Antropocene – l’attuale epoca geologica, durante la quale il nostro pianeta sta venendo segnato dalla nostra esistenza fino al punto di non ritorno – ha a lungo lasciato perplesso Adam Frank, professore di astrofisica all’Università di Rochester, New York, e uno dei due autori dello studio.

“È comune per qualsiasi civiltà che raggiunge il nostro livello di consumo energetico innescare la propria versione del cambiamento climatico? Mi chiedevo. Se ci sono civiltà aliene, avranno innescato anche loro un cambiamento climatico?” È la riflessione di Frank ...

sabato 29 maggio 2021

Il lento scambio dei poli magnetici terrestri

L'ultima inversione del campo magnetico terrestre si è verificata circa 773.000 anni fa: un nuovo studio ha stabilito che il completamento del processo ha richiesto circa 20.000 anni, confermando una recente ricerca e smentendo diverse stime precedenti che parlavano di poche migliaia di anni o addirittura qualche secolo.

L’inversione del campo magnetico terrestre, in cui il polo sud magnetico si scambia con il polo nord, si è ripetuta a intervalli di 200/300.000 anni nella storia del pianeta. 

L’ultimo evento noto di questo tipo risale però a circa 773.000 anni fa e ha richiesto almeno 20.000 anni per essere completato. 

Lo ha stabilito un gruppo di ricercatori giapponesi guidati da Yuki Haneda, dell’Istituto nazionale di ricerca polare di Tokyo, grazie a una nuova e completa ricostruzione delle variazioni del campo magnetico dell’epoca, illustrata sulla rivista “Progress in Earth and Planetary Science”.

Il lavoro interviene in un dibattito che si protrae da alcuni anni sulla durata dell’ultima inversione, nota come inversione geomagnetica di Matuyama-Brunhes, dai nomi dei primi geologi che l’hanno studiata. 

E conferma sostanzialmente le conclusioni di un recente studio pubblicato su “Science Advances” che aveva fornito una stima di circa 22.000 anni ...

giovedì 4 febbraio 2021

L'Oceano Artico era coperto da una piattaforma di ghiaccio e pieno di acqua dolce

Nei periodi glaciali con bassi livelli del mare, lo scambio con il Pacifico era bloccato e lo scambio con l’Atlantico del Nord era estremamente ridotto, mentre il bacino artico continuava a ricevere input di acqua dolce. 

Lo scambio poteva avvenire solo attraverso strette porte nella Greenland-Scotland-Ridge. La sequenza dei tre grafici mostra (1) un periodo di rinfrescamento dell’Oceano Artico seguito da (2) il rilascio di acqua dolce nell’Atlantico del Nord, quando l’acqua salata entrava nell’Oceano Artico e (3) lo scioglimento improvviso della calotta artica al contatto con l’acqua relativamente calda e salata dell’Atlantico.

L’Oceano Artico era coperto da una piattaforma di ghiaccio spessa fino a 900 metri ed è stato riempito interamente di acqua dolce almeno due volte negli ultimi 150.000 anni. 

Questa sorprendente scoperta del 2019, riportata nell’ultimo numero della rivista Nature, è il risultato di una ricerca a lungo termine degli scienziati dell’Alfred Wegener Institute e del MARUM
Con un’analisi dettagliata della composizione dei depositi marini, gli scienziati hanno potuto dimostrare che l’Oceano Artico e i mari nordici non contenevano sale marino in almeno due periodi glaciali. Invece, questi oceani erano pieni di grandi quantità di acqua dolce sotto uno spesso scudo di ghiaccio. 
Quest’acqua poteva poi essere rilasciata nell’Atlantico del Nord in periodi di tempo molto brevi. Questi improvvisi apporti di acqua dolce potrebbero spiegare le rapide oscillazioni climatiche per le quali nessuna spiegazione soddisfacente era stata trovata in precedenza ...

lunedì 18 maggio 2020

I geologi stanno studiando aree della Terra dove il tempo è misteriosamente scomparso

Esistono formazioni rocciose dove ci sono buchi di milioni di anni nella storia del pianeta. Ora, un gruppo di scienziati ha una nuova ipotesi su perché sia così.

Capita a tutti di vivere momenti di amnesia temporanea, come non riuscire a ricordarsi il nome di qualcuno o perché sei andato in una certa stanza. Ma queste scivolate mentali non sono niente confronto ai buchi giganteschi nella memoria della Terra, che possono estendersi per centinaia di milioni di anni.

Questi intervalli nel flusso di informazioni geologiche del nostro pianeta, noti come "discordanze angolari", sono dedotti dagli strati di roccia che hanno avuto origine in periodi molto diversi e che si sono accatastati uno sopra l'altro, alle volte lontani tra loro di un miliardo di anni, facendo ipotizzare che qualche forza naturale abbia impedito la conservazione di sedimenti di ere intermedie.

Queste discordanze sono affascinanti perché suggeriscono che sia esistito un passato poi andato perduto, forse pieno di informazioni sull'evoluzione della Terra e delle sue forme di vita.
Ma oltre a dirci ciò che non sappiamo, questi intervalli possono aiutare gli scienziati a leggere la memoria del nostro pianeta ...