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martedì 28 aprile 2026

Gli umani causano estinzioni da milioni di anni?

 
Forse l’impatto umano sul pianeta è ancora più antico di quanto pensassimo. 
Stando a un recente studio dell’Università di Göteborg, potrebbe essere iniziato quando ancora Homo sapiens non esisteva e i primi ominidi si stavano evolvendo.


È facile pensare che la sesta estinzione sia un affare recente. Parliamo di Antropocene come una novità, come se fino a pochi secoli o addirittura decenni fa avessimo camminato sul pianeta in punta di piedi, con passo sostenibile.

La verità è che il nostro conflitto con il resto della natura è antichissimo. 

Siamo stati noi una delle cause principali, se non la principale, dell’estinzione del Quaternario in cui la fauna di grandi dimensioni è stata annientata in Eurasia, nelle Americhe e poi in Oceania, in precisa concomitanza con la nostra espansione sulla Terra. 

Mammut, moa, rinoceronti lanosi, Megatherium: sono solo alcune delle specie che abbiamo eliminato nella preistoria. Senza contare il nostro probabile contributo nell’estinguere le altre specie umane con cui convivevamo, come i Neanderthal ...

mercoledì 14 gennaio 2026

È esistita una civiltà industriale pre-umana sulla Terra?

Quali segni dovremmo cercare negli strati geologici per dimostrare l'esistenza di una civiltà altamente industrializzata precedente alla nostra? 

Le risposte partono dalle ipotesi su ciò che questi ultimi 300 anni di uso intenso delle risorse naturali e di distruzione dell'ambiente lasceranno dietro di sé.

Una delle conclusioni più inquietanti tratte dagli scienziati che studiano l'Antropocene – l'epoca della storia geologica della Terra in cui le attività dell'umanità dominano il globo – è quanto strettamente il cambiamento climatico indotto attualmente dalle attività industriali assomigli a condizioni osservate in periodi passati di rapido aumento della temperatura...

mercoledì 11 dicembre 2024

L’Homo antecessor il primo cannibale della storia


L'Homo antecessor è una specie estinta di ominide databile tra 1,2 milioni e 800.000 anni fa, scoperta da Eudald Carbonell, J. L. Arsuaga e J. M. Bermúdez de Castro. L'H. antecessor è uno dei primi ominidi europei, considerato una fase intermedia tra l'Homo georgicus e l'Homo heidelbergensis che visse tra 600.000 e 250.000 anni fa, tutti risalenti al Pleistocene.

Questa specie dimostra che in Europa gli umani vivevano più di 800.000 anni fa, molto prima di quanto si pensasse in precedenza. 

Il nome Homo antecessor è stato annunciato nel 1997 da JL Arsuaga; la parola del genere “Homo” deriva dalla parola latina per 'umana'; mentre il nome della specie ‘antecessor’ è una parola latina che significa 'esploratore', 'pioniere' o 'dei primi coloni'.

SITI FOSSILI

Gli unici resti fossili conosciuti dell' H. antecessor provengono da due siti, Gran Dolina e Sima del Elefante, entrambi localizzati nella Sierra di Atapuerca nel nord della Spagna...

sabato 25 maggio 2024

Atlantide e gli Aztechi

La descrizione della particolarissima struttura di Atlantide, articolata su tre zone concentriche di canali alternati con lingue di terra circolari, collegate da ponti, costituisce uno dei passi più straordinari del Crizia di Platone.

Platone ci descrive tutto quanto, l’intera isola, la pianura che sta al centro dell’isola e la città che sta al centro della pianura e lo fa riportando le misure esatte, senza possibilità di interpretazioni personali, utilizzando ovviamente il sistema di misurazione di quei tempi: l’antico stadio greco.

Al riguardo, si chiede Enrico Turolla,  grecista, latinista, filologo classico, traduttore e accademico italiano, tra i più insigni nella storia degli studi classici del Novecento, se sarà casuale la coincidenza con la struttura di città messicane preistoriche

L’isola con una montagna circondata da anelli concentrici di mura e canali viene raffigurata anche nei disegni aztechi dell’Aztlan, la patria appunto degli Aztechi. Notevole la consonanza Aztlan con Atlante ...

giovedì 19 marzo 2020

Il riciclo esisteva già ai tempi delle caverne

Ecco come pietre e ossa venivano riciclate

di Letizia Palmesino

Viviamo in un’epoca in cui si producono così tanti rifiuti che non sappiamo più dove metterli. Questo problema si è diffuso a partire dalla seconda metà del XX secolo perché, sino ad allora, grazie al numero contenuto della popolazione terrestre e alla sostanziale produzione limitata di beni materiali, non erano mai stati registrati problemi “globali” di gestione delle risorse.

È evidente che anche nelle epoche passate i beni realizzati non fossero infiniti, ma essendo spesso realizzati con materiali deperibili non è semplice comprendere cosa venisse riusato o riciclato. Se gli studiosi hanno potuto appurare che, in varie epoche, soprattutto in campo edile, fosse normale riciclare pezzi di edifici ed elementi decorativi, cosa sappiamo della preistoria?

Da qualche mese abbiamo un tassello in più nella comprensione di ciò che avveniva 400 mila anni fa, nel Paleolitico, quando i nostri antenati erano cacciatori- raccoglitori ma già sapevano bene che non bisognava buttare mai nulla.

Quest’anno, infatti, il Tubingen Prize for Ice Age Research è stato assegnato allo studio realizzato da un gruppo di ricercatori guidati dalla Dott.ssa Flavia Venditti Post-Doctoral Fellow dell’Università di Tel Aviv (TAU) e membro del Laboratorio di Analisi tecnologica e funzionale di manufatti preistorici (Ltfapa). La ricerca della Dott.ssa Venditti – The recycling phenomenon during the Late Lower Palaeolithic. The case study of Qesem Cave, Israel – ha portato alla luce che gli antichi cacciatori-raccoglitori vissuti 400.000 anni fa nel sito del Paleolitico Inferiore di Qesem cave, riciclavano antichi strumenti in pietra non più utilizzati per produrre piccole e taglienti schegge.

Attraverso accurate analisi microscopiche e chimiche condotte in collaborazione con il “Laboratory of Technological and Functional Analyses of Prehistoric Artefacts” dell’Università La Sapienza di Roma, la Dott.ssa Venditti ha diagnosticato tracce riconducibili alla lavorazione delle carcasse animali attraverso attività di macellazione, ma anche di lavorazione di osso, pelli e persino di piante e tuberi ...

giovedì 25 aprile 2019

Che cos'è la preistoria?


Ogni epos è fatto di storia e mito; e la nozione di «preistoria» è un pregiudizio occidentale

di Francesco Lamendola

Che cos'è la preistoria? 

La risposta tradizionale a questa domanda è: «il periodo della storia dell'umanità precedente l'invenzione della scrittura».

Prendiamo, a caso, un testo di buon livello, come il «Dizionario di preistoria» di André-Leroi Gurhan ((titolo originale: «Dictionnaire de la préhistoire», Presses Universitaires de France, Paris, 1988; traduzione italiana a cura di Marcello Piperno, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1991, vol. 1, p. 497:

«… Il suo fine è quello di ricostruire la storia degli uomini dalle origini sino alla comparsa dei primi testi […]; non disponendo di documenti scritti, essa si basa essenzialmente sull'esame dei resti della presenza umana, resti generalmente provenienti dagli scavi archeologici.» 

Tuttavia, dal momento che - come tutti sanno - la scrittura compare in tempi diversi nei diversi luoghi, mentre presso numerose popolazioni non compare affatto sino a quando non viene importata ed imposta dall'Occidente moderno, ne deriva che non di «preistoria» si dovrebbe parlare, al singolare; ma, semmai, di «preistorie», al plurale. Il che significa relativizzare, e di molto, un concetto che pareva «assoluto». 

Ma che dire di quei popoli i quali, pur non avendo una scrittura, furono contemporanei di altri popoli, che invece l'avevano, e che ce ne hanno lasciato numerose testimonianze scritte, come è il caso degli antichi Celti, di cui parlano le fonti greche e latine? ...

sabato 4 febbraio 2017

Scozia - Il mistero dei messaggi incisi nella roccia 5000 anni fa potrebbe essere finalmente risolto

Anche se il loro significato si è perso lungo la storia, questi segni incisi da popoli antichi sulle rocce scozzesi costituiscono un legame con il nostro passato.

Recentemente, è stato lanciato un nuovo progetto per tentare di risolvere finalmente i misteri di queste incisioni rupestri preistoriche. Tramite scansione 3D saranno registrate e esaminate più di 2.000 incisioni in tutto il paese, gli specialisti stanno creando un nuovo database.

I simboli risalgono al Neolitico, durante l'Età del bronzo, e nella Età del Ferro.

Molte di queste incisioni sono state scoperte su affioramenti e massi nelle vicinanza di antichi percorsi commerciali e di spostamento.

La loro associazione con pozze d'acqua e terreni di caccia suggerisce la possibilità che siano state utilizzate per marcare questi luoghi. Potrebbero anche essere stati segnali di proprietà territoriali.

Alcune delle incisioni scoperte sono associate a luoghi cerimoniali o di sepoltura, il che implicherebbe che potrebbero avere un significato sacro...

domenica 27 luglio 2014

Tutto ciò che ci è stato insegnato sulle nostre origini è una bugia?

Avrei potuto avere l'inclinazione a lasciar passare queste cose, se non fosse per il fatto che nei primi anni '80, un giornalista esploratore, John Hemming, fu mio ospite. 

Questi era appena tornato dall'incontro con la famiglia Leakey all'inizio dei primi scavi, e mi riportò di un'impronta di sandalo impossibilmente vecchia che avevano ritrovato. Nella mia mente non esisteva alcun dubbio che John dicesse la verità.
Qui di seguito un compendio di storie simili. Non so come valutarle, se non affermando che quasi tutto quello che mi fu insegnato all'Università in merito ai primi uomini, mezzo secolo più tardi è stato provato essere errato.
- Stephan A. Schwartz -

GRAHAM PICK - Malta Now (Malta)

Nel giugno 1936 Max Hahn e sua moglie Emma stavano passeggiando accanto a una cascata vicino a London, Texas, quando hanno notato una roccia con il legno che sporgeva dal suo nucleo. Hanno deciso di portare la stranezza a casa e poi aprirla con un martello e uno scalpello. Quello che hanno trovato all'interno ha sbalordito la comunità archeologica e scientifica. Incastonato nella roccia, c’era quello che sembrava essere un antico martello fatto a mano.

Un team di archeologi l’ha analizzato e datato. La roccia che racchiudeva il martello è stata datata più di 400 milioni di anni. Il martello si è rivelato essere vecchio più di 500 milioni di anni. Inoltre, una sezione del manico di legno aveva iniziato la metamorfosi in carbone. La testa del martello, fatta di oltre il 96% di ferro, è molto più pura di qualsiasi altro risultato si sarebbe potuto ottenere senza l’utilizzo di moderni metodi di fusione ....