Ecco come pietre e ossa venivano riciclate
di
Letizia Palmesino
Viviamo in un’epoca in cui si producono così tanti rifiuti che non sappiamo più dove metterli. Questo problema si è diffuso a partire dalla seconda metà del XX secolo perché, sino ad allora, grazie al numero contenuto della popolazione terrestre e alla sostanziale produzione limitata di beni materiali, non erano mai stati registrati problemi “globali” di gestione delle risorse.
È evidente che anche nelle epoche passate i beni realizzati non fossero infiniti, ma essendo spesso realizzati con materiali deperibili non è semplice comprendere cosa venisse riusato o riciclato. Se gli studiosi hanno potuto appurare che, in varie epoche, soprattutto in campo edile, fosse normale riciclare pezzi di edifici ed elementi decorativi, cosa sappiamo della preistoria?
Da qualche mese abbiamo un tassello in più nella comprensione di ciò che avveniva
400 mila anni fa, nel Paleolitico, quando i nostri antenati erano cacciatori- raccoglitori ma già sapevano bene che non bisognava buttare mai nulla.
Quest’anno, infatti, il
Tubingen Prize for Ice Age Research è stato assegnato allo studio realizzato da un gruppo di ricercatori guidati dalla Dott.ssa
Flavia Venditti Post-Doctoral Fellow dell’Università di Tel Aviv (TAU) e membro del
Laboratorio di Analisi tecnologica e funzionale di manufatti preistorici (Ltfapa). La ricerca della Dott.ssa Venditti –
The recycling phenomenon during the Late Lower Palaeolithic. The case study of Qesem Cave, Israel – ha portato alla luce che gli antichi cacciatori-raccoglitori vissuti 400.000 anni fa nel sito del Paleolitico Inferiore di
Qesem cave,
riciclavano antichi strumenti in pietra non più utilizzati per produrre piccole e taglienti schegge.
Attraverso accurate analisi microscopiche e chimiche condotte in collaborazione con il “
Laboratory of Technological and Functional Analyses of Prehistoric Artefacts” dell’
Università La Sapienza di Roma, la Dott.ssa Venditti ha diagnosticato tracce riconducibili alla lavorazione delle carcasse animali attraverso attività di macellazione, ma anche di lavorazione di osso, pelli e persino di piante e tuberi ...