I delfini “parlano” tra di loro, e per produrre i loro suoni acuti usano lo stesso processo usato dagli esseri umani, secondo una nuova analisi dei risultati di un esperimento degli anni Settanta.
I risultati dicono che i delfini in realtà non fischiano come si è a lungo pensato, ma invece si basano sulle vibrazioni dei tessuti nelle loro cavità nasali, analoghe alle nostre corde vocali.
Solo ora gli scienziati stanno comprendendo tutto questo, “perché certamente il suono è simile a un fischio”, ha detto il ricercatore dello studio Peter Madsen dell'Istituto di Bioscienze presso la Aarhus University in Danimarca, aggiungendo che il termine è stato coniato in un articolo pubblicato nel 1949 sulla rivista Science. “Ed è rimasto così da allora”.
La scoperta chiarisce una questione che ha fatto scervellare a lungo gli scienziati: Come possono i delfini produrre fischi identificativi della loro identità sulla superficie dell'acqua e durante le immersioni profonde dove la compressione determina che le onde sonore viaggiano più velocemente e potrebbero cambiare la frequenza di questi suoni.
[Deep Divers: A Gallery of Daring Dolphins] ..
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venerdì 20 ottobre 2023
lunedì 4 giugno 2018
Com’è cambiato il destino degli animali nella ricerca?
Dal 1957 ad oggi, sei decenni di sofferenze, ma anche di progressiva crescita di etica e coscienza.
Il rapporto uomo-animali evolve, grazie all’impegno di migliaia di volontari in difesa di elefanti schiavi, orsi ridotti a peluche da selfie, quadrupedi sottratti al macello o cavie da laboratorio.
di Maria Grazia Filippi
Sul sito «Space X dogs on Mars» si propaganda un progetto di colonizzazione canina del Pianeta Rosso ancora inesplorato, offrendo la possibilità di scegliere (vedi foto) quale, tra cinque malcapitati quadrupedi, verrà lanciato in orbita con il consenso dei padroni e la concreta possibilità di fare la fine della tristemente famosa cagnetta Laika.
Sul sito «Space X dogs on Mars» si propaganda un progetto di colonizzazione canina del Pianeta Rosso ancora inesplorato, offrendo la possibilità di scegliere (vedi foto) quale, tra cinque malcapitati quadrupedi, verrà lanciato in orbita con il consenso dei padroni e la concreta possibilità di fare la fine della tristemente famosa cagnetta Laika.
Proprio sessanta anni fa, il 3 novembre 1957, l’animale ebbe in sorte l’atroce morte a causa di insufficiente isolamento termico della «Sputink 2», la capsula spaziale dentro la quale era stata legata dai russi alla ricerca di plauso internazionale e di primati nello spazio a danno degli americani ...
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