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sabato 10 ottobre 2026

Il grande inganno semantico: perché ora vogliono che tu la chiami “Superintelligenza”

 Il 29 settembre 2026, Donald Trump ha firmato l'Executive Order 14434, intitolato significativamente Inaugurating The Era Of Super Intelligence. 

Con questo decreto, il presidente ha imposto a tutti i dipartimenti e alle agenzie governative federali degli Stati Uniti di sostituire ufficialmente i termini "Intelligenza Artificiale" e "IA" con "Superintelligenza" e "SI" (Super Intelligence) in ogni comunicazione pubblica, documento programmatico e atto ufficiale. 

Il Dipartimento di Giustizia americano (DOJ), ad esempio, ha già inviato note interne per applicare questa direttiva persino nei documenti da depositare in tribunale.

C’è un motivo preciso se, quasi da un giorno all'altro, il termine "Intelligenza Artificiale" ha iniziato a cedere il passo alla nuova e roboante formula: Superintelligenza.
Questa transizione linguistica non è un'evoluzione naturale della tecnica, ma una studiata operazione geopolitica ed economica, una forma di "neolingua" applicata che mira a ridefinire il nostro rapporto con il potere e la verità...

domenica 27 settembre 2026

Ultime notizie dal Ministero della Verità. Siamo nel 2026 o nel 1984?

di Adriana Koulias

Miei carissimi amici,

È facile cadere nella disperazione quando osserviamo le evidenti menzogne che imperversano nel mondo di oggi.

Non c’è nemmeno il minimo tentativo di nascondere le bugie che, come rospi, balzano fuori dalla bocca di uomini come Donald Trump! 

Ma non solo Trump! Il mondo intero è spettatore di uno spettacolo previsto da George Orwell tanti anni fa. L’erosione della verità, l’illegalità di chiamare le cose con il loro nome, la confusione dei significati delle parole, gli attacchi alla libertà di parola, di pensiero, di movimento e di azione.

Molti di coloro che aborrivano questi attacchi durante la pandemia di Covid ora li difendono quando si tratta di razza e nazione. La libertà, a quanto pare, è selettiva a seconda delle predilezioni personali. 

In questo momento è doloroso assistere al tentativo di ipnotizzare le masse. Potrebbe portare alla disperazione vedere realizzarsi così tanti degli avvertimenti di George Orwell e rendersi conto che questo era il karma e la scelta dell’umanità...

venerdì 1 marzo 2024

Cronache della Pandemenza – Invertire il Significato delle Parole

di Piero Cammerinesi

Questa storia merita di essere raccontata perché, come altre di questo genere, può darci il senso della gravità della Pandemenza – epidemia globale di demenza – che ormai ha contagiato buona parte dell’umanità ma che si accanisce, in modo particolarmente selvaggio, sul nostro mitico Occidente libero e democratico.

E come opera la Pandemenza? In prima luogo tramite il linguaggio, mediante l’inversione del significato del singolo significante, della parola.

Guerre di aggressione diventano guerre di liberazione, o esportazioni di democrazia.
Occupazioni illegali si trasformano per incanto in missioni umanitarie.
Dittatura sanitaria diviene scelta responsabile
Militari che occupano Paesi sovrani sono truppe alleate, mentre coloro che cercano di difendere il proprio Paese dagli invasori – come anche chi mette in dubbio il pensiero unico – sono terroristi.
Legge del più forte diviene ordine internazionale basato su regole.
Legalizzazione del genocidio viene definita diritto alla difesa.
Razzismo invertito diventa antirazzismo ...

mercoledì 28 febbraio 2024

Le nuove follie linguistiche di Bruxelles: vietati “virile” e “stridulo”. Dire “fratello e sorella” non va bene


Non si può più parlare liberamente, attenti a come usate gli aggettivi e, soprattutto l’ordine in cui li usate. 

Una nuova follia proviene dall’Unione europea. 

E’ contenuta in 61 pagine di linee guida che indirizzano i legislatori a superare il «linguaggio di genere». 
Qualche “perla”. 
L’aggettivo «virile» non va bene, è associato solo agli uomini, non è inclusivo, dunque meglio sostituirlo con termini come «energico» o «forte». 

Nel nuovo manualetto politicamente corretto non va bene, ad esempio, l’aggettivo «stridulo», il motivo è bizzarro e anche offensivo: secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Eige) e la sua direttrice, Virginija Langbakk, quell’aggettivo avrebbe una connotazione esclusivamente femminile. Meglio usarne uno più neutro come «acuto» ...

sabato 5 marzo 2022

Le Basi della Neolingua - George Orwell

"La neolingua esse un lingua velocitamente e contentemente ocoparlata da tutti uomi e donni bispluspensabuonevoli. I bisplusbuoni compagni di Miniver di Socing neopensanti creato neolingua per bisplusbenparlare e fare pluriparole neopensate." (nonciclopedia.wikia.com)

di G. Orwell
Traduzione di Anticorpi.info

La Neolingua è la lingua ufficiale di Oceania, concepita allo scopo di soddisfare le esigenze ideologiche del Socing, o socialismo inglese. Ancora nessuno nel 1984 usava la neolingua come unico mezzo di comunicazione, sia nella lingua parlata che nella scrittura. A quei tempi i discorsi dei leader venivano progettati nella neolingua, ma si trattava di un'attività complessa adatta solo agli specialisti.

Si prevede che la Neolingua soppianterà infine l'Oldspeak (o inglese standard) entro l'anno 2050 circa. Nel frattempo guadagna costantemente terreno, e tutti i membri del Partito nei loro discorsi quotidiani tendono ad usare parole e costruzioni grammaticali neolinguistiche. La versione in uso nel 1984, codificata nella IX e X edizione delDizionario Neolinguistico, era provvisoria e conteneva molte parole superflue e formazioni arcaiche in predicato di essere soppresse. In questa sede ci occuperemo della versione finale della Neolingua, così come codificata nell'XI edizione del dizionario.

Lo scopo della Neolingua non è solo quello di fornire un mezzo pienamente espressivo della visione del mondo dei devoti del Socing, ma anche rendere impossibile qualsiasi altra forma di pensiero.
Il giorno in cui la Neolingua sarà adottata integralmente e l'Oldspeak del tutto dimenticato, un pensiero eretico - ovverosia un pensiero divergente dai principi dell'Ingsoc - semplicemente non sarà più pensabile, almeno non con pensieri esprimibili verbalmente ...

lunedì 29 aprile 2019

La profezia di Orwell

Sono passati settant’anni da quando George Orwell pubblicò il suo romanzo profetico, 1984, e alla luce degli eventi odierni non c’è momento migliore per ricordare a noi stessi che ci stiamo rapidamente dirigendo verso l’incubo così magistralmente descritto nel suo libro. Se qualcuno volesse avere un’idea più precisa del mondo che le élite impongono, allora non dovrebbe far altro che leggere 1984.

1984, scritto nel 1948, viene descritto come una satira politica, ma è una profezia politica e non è possibile che Orwell sia stato in grado di fare una descrizione così accurata senza avere in prima persona una profonda comprensione (o addirittura la precisa conoscenza) di come stava andando il mondo o di quanto era stato già “architettato”.

Orwell aveva molti contatti nei circoli politici e frequentava l’élite dell’epoca presso l’esclusivo college di Eton, dove vengono educati i membri delle famiglie reali. E’ molto probabile che da lì egli abbia messo insieme le varie informazioni di come stavano andando le cose.
Orwell lavorò, inoltre, per la BBC quando questa era sotto il controllo del Ministero dell’Informazione, già di per sé un meraviglioso titolo orwelliano da affibbiare ad una organizzazione creata allo scopo di comunicare dis-informazione ..

Orwell descrisse una società globale di totale controllo in cui alle persone non è nemmeno consentito avere pensieri che siano in disaccordo con le autorità. Nel libro la gente è sottomessa alla “Psicopolizia”, che ha a che fare con chiunque si sia macchiato del crimine del pensiero.
Nel mondo orwelliano alle persone non è permesso avere una vita propria e tutto ciò che esse fanno, o pensano, viene controllato. Il governo o “Partito”, è capeggiato dal “GF”, o “Grande Fratello”, che appare ovunque su manifesti che recano scritta la frase: “Il Grande Fratello vi guarda”...

lunedì 14 settembre 2015

La #buonascuola e la neolingua di Orwell

Siamo ormai in una situazione a tutti gli effetti orwelliana. I bombardamenti sono detti “missioni di pace”, le distruzioni dei diritti sono pudicamente chiamate “riforme”, la dittatura dei mercati è ipocritamente salutata come “democrazia”, il dominio delle banche e la violenza economica sono definite “Unione Europea”: e, dulcis in fundo, la devastazione della cultura e della scuola è detta “la buona scuola”.

Non vi sarebbe altro da aggiungere. Né, in verità, vi sarebbe da stupirsi.

La “riforma” (sit venia verbo) della scuola del Fiorentino è, infatti, del tutto coerente con l’obiettivo del neoliberismo e con la già in atto distruzione capitalistica della scuola: rimozione della cultura, aziendalizzazione degli istituti scolastici, rimbecillimento programmato dei discenti trasformati in “consumatori di formazione” (sic!), debiti e crediti come nel mondo della finanza, offerte formative in linea con la sacra legge della competizione di mercato. 
Della vecchia scuola italiana, basata sui valori umanistici e sull’ideale della formazione di uomini e cittadini in senso pieno, non resta alcunché. Dal latino e dal greco si è passati alle tre “i” (impresa, inglese, informatica). Dalla formazione dello spirito critico e pensante si è disinvoltamente transitati alla formazione dello specialismo calcolante e senza intelligenza, che parla rigorosamente inglese e non è in grado di intendere altra razionalità che non sia quella economica...