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lunedì 16 settembre 2019

"L’Incubo in cui Viviamo"

Ripropongo un classico ..

di David Ike

Nel 1990 iniziai consapevolmente un incredibile viaggio alla scoperta di me stesso. Non avevo la minima idea riguardo a dove mi avrebbe condotto, ma decisi che lo avrei intrapreso comunque. Ne avevo abbastanza. Persone ridotte a macchine. Questo «mondo» non aveva mai avuto senso per me: le ingiustizie, la stupidità, il modo in cui il sistema trasforma le persone in poco più che macchine, le quali operano attraverso un ciclo continuo di esperienze e comportamenti ripetitivi che ossessivamente ci ostiniamo a chiamare «vita»...

Non siamo noi a vivere la vita – è la vita a viverci.

Vi sono delle eccezioni, a cui appartengono molti che stanno leggendo questo scritto, ma la maggior parte della gente si fa dire cosa pensare, dove andare, cosa fare e come farlo. Non è così? Ebbene, da dove acquisite le «notizie» che vi portano a trarre conclusioni riguardo a voi stessi e al Pianeta? Chi decide a quale ora vi dovete alzare ogni mattina di ogni giorno lavorativo? Chi decide in quale posto dovete andare e qual è il vostro compito una volta arrivati a destinazione? Chi decide come dovete svolgerlo? Se assomigliate alla stragrande maggioranza delle persone che attualmente popolano questo mondo illusorio, non siete affatto voi a prendere quelle decisioni; esse vi vengono imposte dal «sistema», la ragnatela del dominio e del controllo che impone la propria volontà sulla vostra vita. Voi attingete le vostre «informazioni» dai mezzi convenzionali che vi vendono le loro falsità quotidiane, in base alle quali decidete cosa pensare e cosa credere. 

Siete costretti ad alzarvi ad una certa ora poiché dovete presentarvi a rapporto sul posto di lavoro e non potete essere in ritardo. Vi recate dove i vostri superiori vi dicono di recarvi e fate ciò che costoro vi dicono di fare. Se vi ribellate, vi licenziano, e se non venite pagati non potete permettervi una casa o cibo a sufficienza. E non si tratta solo di voi. Che dire della vostra famiglia e delle altre persone a vostro carico? Quali sarebbero le conseguenze per loro se non vi assoggettaste al sistema? ..

giovedì 28 giugno 2012

Inghilterra: il grande Fratello di Orwell

“Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli…
a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto.
Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del Bispensiero… tanti saluti!”
Winston Smith, 1984

di Gary North

George Orwell nel 1948 scrisse il suo romanzo, 1984. Descriveva una nazione sotto costante sorveglianza dal Grande Fratello.
La Gran Bretagna è in procinto di attuarlo, fatta eccezione per le TV a doppia ricezione.
Chiamate qualcuno al telefono? I vostri dati lo mostreranno. Le autorità saranno in grado di accedere a questi senza un mandato.
Che dire per un sito Web? Anche per questo.
Messaggi di testo ed e-mail saranno monitorati.
Il governo giura che non origlierà. No, no, no. Si limiterà ad archiviare i dati.
I dati saranno conservati per un anno.
Saranno immagazzinati per più tempo. Fidatevi. Da qualche parte, verranno memorizzati.
La proposta di legge è di 118 pagine.
L’Home Office Secretary Theresa May è l’equivalente del Procuratore Generale negli Stati Uniti. Non vuole sentir parlare di opposizione a questa legge perfettamente ragionevole....