Un racconto buddhista narra che il Buddha mandò un discepolo a prendere dell’acqua in un lago fangoso, più e più volte, nonostante quest’ultimo fosse evidentemente irritato dalla richiesta, dato che l’acqua era imbevibile..
Il Buddha gli spiegò che il fango si deposita da solo, basta semplicemente aspettare, esattamente come accade alla nostra mente, che per ritrovare la calma e l’equilibrio, quando è disturbata o indecisa sul da farsi, ha bisogno di pazienza.
D’altronde il Buddhismo lo dice da sempre, calmare la mente è il modo migliore per trovare le risposte che servono, uscendo dallo stato di perenne irritazione e confusione mentale che ci tiene sotto assedio, rendendoci nervosi e stressati.
A tal proposito, nel libro “La pacifica tranquillità del silenzio mentale” di Lama Yeshe, monaco buddista tibetano, si legge:

