martedì 19 luglio 2016

Vivi e lascia vivere...

Vivi e lascia vivere: in un determinato senso, è certo un comandamento inviolabile.

Non rispettarlo, significa semplicemente tradire la nostra umanità. Nessuno, nessuno ha diritto di esercitare una violenza ai danni di un altro essere umano. Su questo siamo certo d'accordo.

Il problema, semmai, sopraggiunge allorché la nostra lingue e il significato delle sue parole viene stravolto e pervertito nei secoli a tal punto, che questa massima diviene l'alibi vergognoso e il comodo standard di ogni invidioso, parassita e psicopatico narcisista di questo mondo. 

Perché, vedete, "Vivi e lascia vivere" nel suo significato "d'armento", ai nostri travagliati tempi, si traduce puntualmente con un bel "Non interferire mai con il male che vedi compiuto. Non pronunciare, neppure per "sbaglio" una parola o un giudizio al riguardo. Non interferire, se vuoi vivere tranquillo, e girati da un altra parte".

Il manifesto del menefreghismo, in altre parole; la chiave di lettura preferita del conformista, dell'uomo medio; del mediocre. Ignorando, a mio avviso in piena coscienza, il dato di fatto ontologico che ogni essere umano viene al mondo per lasciarlo infine in condizioni peggiori o migliori di come lo ha trovato al suo arrivo...la pecora del buon pastore ama nascondersi dietro agli alibi più spiritualeggianti, pur di celare la propria totale indifferenza nei confronti di tutto ciò che non tocchi direttamente i suoi gretti interessi.
Il fatto è, che in questo universo fondamentalmente olografico, tutto finisce per influenzare tutto.
E' un'illusione oltretutto molto stupida, credere che la parte non coinvolga il tutto, e viceversa....


"Vivi e lascia vivere". "E se proprio ti viene da muovere una critica a qualche aberrazione che cogli in una società sempre più inumana, ricordati di cercare prima nel tuo occhio una trave ancora più grande". Cambiano i tempi, in apparenza; è vero. Ma le "forme mentis" dalle quali discendiamo, per così dire, sono mooolto più resistenti dell'aderenza diretta, consapevole, a credi dogmatici millenari...

"Vivi e lascia vivere", in altre parole ancora, viene utilizzato per ammonire i più brillanti, ma spesso confusi, spiriti critici; quelli che non temono di sollevare quesiti, quando accade qualcosa che non "torna"loro. Quelli che vogliono REALMENTE, giacché straziati da un'intima vocazione, lasciare il mondo in condizioni migliori, di come lo hanno trovato al loro arrivo.

Se in origine l'affermazione traeva la sua ragion d'essere dal genuino rispetto per la vita umana, riferendosi a qualcosa di più esoterico e sacro, di una generica e ipocrita tolleranza, oggi la troviamo invece puntualmente impiegata per proteggere, con tanto di aria di solennità, il più profondo disprezzo, per quella che dovrebbe esserlo, autenticamente, "vita umana".
Un attentato continuo al genuino spirito critico. Istituzioni che degnamente qualificano il livello di corruzione attuale del genere umano, come la mafia, ( tanto per citarne una tra le minori attualmente in affari ), basano interamente la loro prosperità, su questa stregonesca versione perversa, dell'antico motto "Vivi e lascia vivere". Tradotto. Niente vedo, niente "saccio".

Un attentato allo spirito critico, dicevamo, che sostituisce in toto con un fare ridicolmente imperioso, e un'autorevolezza non mai motivata e ancor meno guadagnata all'atto pratico, il sano utilizzo di una logica e di una razionalità pienamente umane.


Se infatti anche si rivelasse una norma etica valida, il famoso "girarsi dall'altra parte" ogni qual volta presenziamo al compiersi e manifestarsi di vizi e crimini vari ( ammesso e certamente non concesso ), questa regola dovrebbe valere anche da parte dei sopra citati viziosi e criminali, nei confronti della gente virtuosa e onesta che si rivela capace di coglierli in fallo. Peccato, che in questa società chi continua a muovere i fili chiede e ha sempre imposto che norme come questa vadano solo a vantaggio di chi rende questo mondo un inferno; e non mai, per quelli che sarebbero capaci, se lasciati fare, di renderlo un paradiso terrestre.

Peccato, infatti, che coloro per i quali ci viene richiesto di voltarci e far finta di non guardare, siano puntualmente i peggiori aguzzini e ostacolatori degli uomini e delle donne più brillanti e creative di questa società.

Il problema di sistemi etici corrotti come quello nel quale siamo immersi, si palesa sempre nella parzialità e unilateralità delle norme che impone. Della stessa famiglia del "Vivi e lascia vivere" è il connaturato :" Nella vita, non può mai essere tutto "bianco" o tutto"nero"! Esistono le sfumature di grigio, no?" Anche quello, si applica ai danni dei virtuosi, e per la gioia dei criminali. I cinesi dicono: "La tigre si nasconde nell'erba alta". Ecco, quanti criminali trovano riparo nelle sfumature di grigio, mi domando, al giorno d'oggi....Queste tigri, di sicuro, non sono a rischio d'estinzione.

I fautori di questi comandamenti inviolabili, e dei sistemi ideologici di credenze che sottendono, si dimenticano di rammentare a loro stessi che in etica non può esistere qualcosa come una tonalità di grigio, giacché sono un "sì" e un "no" a fare una regola; e non certo mai un "forse". I computer funzionano per un sistema binario; il cervello umano, procede nei suoi decorsi per mezzo di "sì" e di "no". Molto semplice.
Inoltre , i feroci denigratori dei tanti famigerati "bianco" e "nero", si dimenticano che senza i due meravigliosi colori, nessun tipo di grigio potrebbe mai essere chiamato in essere.
Parlare di "etica" E' parlare di bianco o di nero. Punto. Ma il discorso è molto complesso. Qui voglio solo rammentare come troppo spesso, per così dire, il "grigio" finisca ineluttabilmente per diventare il migliore agente del "nero", (laddove con "nero" si intenda, per comodità di espressione, il "male"); non certo del "bianco. Tutto qui.

"Vivi e lascia vivere" nel paradigma mentale della pecora, non significa di certo "Preserva la sacralità della vita umana" (chi potrebbe mai criticare la sacralità di una norma del genere!?); quanto piuttosto una bella perversione del senso originario, non c'è che dire! Oltre che una menzogna colossale, in un universo fondamentalmente olografico.

Sarà perché stracolmi di menzogne in corpo, non si vive in pace con se stessi, ma fatto sta, lo ripeto, le persone sadomasochiste verso i cui comportamenti ci viene richiesta continua indulgenza, spesso e volentieri sono i peggiori inquisitori di ogni forma di virtù. Il "vivi e lascia vivere", cioè, anche a non voler trattare di "etica", non è comunque un buon affare, perché non è mai reciproco.
Faccio un esempio. Nessuno punta una pistola alla testa del giovane, brillante e innovativo scrittore che cerca uno spazio per pubblicare in santa pace tra case editrici ormai avvezze al parassitismo e alla letteratura spazzatura. Ma nessuno si sente neppure in colpa nei suoi confronti, a sbattergli le porte in faccia. A lui la "programmazione" a cui è stato certamente sottoposto fin dalla più tenera età richiede di prendere certo l'evento con "filosofia". Di, appunto, "Vivere e lasciar vivere". Peccato, che tra le leggi di mercato ferree, spregiudicatamente parassitarie di quelli ai quali lui ha richiesto di valutare le sue opere, non faccia mai la comparsa il dubbio che non è certamente un "lasciar vivere", quanto un contributo di natura esattamente opposto, o meglio un "contribuire a non lasciar vivere", quello che loro AGISCONO nei confronti del pur dotato, ma evidentemente non "commerciale", autore.

Nessuno si sente responsabile, eppure la responsabilità KARMICA, ad invadere il regno del "bianco" e del "nero" di onnipervasive tappezzature di "grigio" c'è, eccome!

"Vivi e lascia vivere"; con questa perla di saggezza viene ripagato il brillante studente universitario che non diventerà mai dottorando, o ricercatore, e meno che mai professore, giacché a passargli avanti sono ogni sorta di raccomandati, o peggio; individui squallidi e affatto dotati di doti, vocazione, risorse; e però ammanigliati a qualche "potente" o "associazione occulta di potenti" che muove i fili da dietro le quinte e la facciata "meritocratica" del sistema vigente. Ma vale anche per questi signori, il "vivi e lascia vivere", oppure solo per chi, pur dotato e talentuoso, si ritrova ad affogare nell'ennesimo mare di grigio?
Gli esempi potrebbero continuare a non finire...

A ben vedere, ci sono due categorie di persone, e due soltanto, che traggono puntualmente benefici dall'applicazione distorta, dall'accezione pervertita, della massima "Vivi e lascia vivere!"

E si tratta, putacaso, di due tra le categorie meglio inserite, oggi, nel mare di grigio di questa società agonizzante...

Da una parte, i più mediocri, menefreghisti e privi di doti individui di questa società. Apostrofano gli altri con un bel "vivi e lascia vivere", appunto perché non sono mai loro, o le loro doti, ad essere umiliati da un "orologio"che si muove facendo perno su ingranaggi corrotti. Non avendo doti, e non possedendo che sogni triti e degni di un pezzo di carne, possono ben esprimere una "superiore" saggezza preconfezionata quanto sterile; e un distacco certo invidiabile.

Dall'altra i criminali di ogni specie, che da sempre hanno eletto il "grigio" come colore del proprio stendardo.
Purtroppo o per fortuna, basterebbero due minuti di riflessione individuale, per arrivare alla conclusione che questo motto, "Vivi e lascia vivere" viene troppo spesso inteso come alibi per permettere ai corrotti di fare qualsiasi cosa loro desiderino, mentre folle "pietiste" di gente che si è lasciata corrompere, guarda puntualmente da tutt'altra parte per non avere "inutili" problemi di natura squisitamente UMANA.

E' difficile cambiare paradigmi e schemi mentali. Diventa impossibile, senza uno sforzo di buona volontà. Per questa e simili ragioni, a me pare che l'umanità che attraversa questo intenso periodo cosmico di cambiamento spirituale, non possa mai coincidere con le compagini che hanno trovato e trovano perfettamente naturale "girarsi puntualmente dall'altra parte"quando capita qualche cosa, o agire sghignazzando nell'impunità.

Dubito fortemente che le suddette "tigri" smetteranno di fare le "tigri"; o di cercare di nascondersi nell'erba alta.

Ho una grande fiducia nel cambiamento spirituale in atto dell'UMANITA'. Ma non intendo certo, con "Umanità" la pura somma "indistinta" degli individui attualmente in circolazione. Né me ne intendo di percentuali; non mi chiedete di fare delle stime.

Del resto, comunque, bando alle critiche, no? Bisogna pure "Vivere e lasciar vivere, no?" e del resto, "Non si può vedere tutto bianco o tutto nero, no?". :-)

Tanto per concludere, poi, aggiungerei anche un bel "Il mondo è bello perché è vario!"; a mo' di ennesimo coperchio sul vaso di Pandora...

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