mercoledì 8 agosto 2018

L’effetto dell’allevamento intensivo sul corpo degli animali

Sono decine di miliardi gli animali allevati e uccisi ogni anno negli allevamenti a scopo alimentare.

Ma non ci limitiamo a farli nascere, crescere e morire.

Anni di incroci e selezioni genetiche ci hanno permesso di adattare le loro caratteristiche fisiche alle nostre esigenze, a discapito del loro benessere e della loro stessa sopravvivenza. 
In pratica, li abbiamo trasformati in macchine.

Le mucche, che produrrebbero meno di 10 litri di latte al giorno per il proprio cucciolo, sono state portate a produrne fino a 40 litri. Questo le porta ad avere mammelle costantemente pesanti, tese e molto spesso soggette a mastite, una dolorosa infiammazione.

Allo stesso modo le galline in allevamento intensivo sono state selezionate per produrre quasi un uovo al giorno, il triplo di quello che avverrebbe in un contesto libero.

Inoltre tutti i pulcini immessi negli allevamenti intensivi subiscono la mutilazione del becco. Questa dolorosa operazione viene effettuata per limitare i problemi derivati dallo stress dell’allevamento, ovvero la tendenza degli animali a beccarsi e strapparsi le piume reciprocamente...


Sia mucche da latte che galline hanno quindi vita breve.

Nel momento in cui il loro corpo non riesce più a sostenere i ritmi di produzione ottimali per l’azienda, vengono eliminati e sostituiti da nuovi esemplari.


Polli giganti


Per soddisfare la domanda di carne di pollo, contenuta soprattutto nel petto degli animali, siamo arrivati a far crescere questi volatili sempre più rapidamente per poterli macellare il prima possibile. Attualmente il pollo da allevamento intensivo raggiunge il peso di abbattimento in circa 6 settimane, impiegando un terzo del tempo necessario rispetto a qualche decennio fa.

Inoltre, sempre nell’ottica di far fronte all’enorme richiesta, i polli devono necessariamente essere più grossi: 50 anni fa un esemplare adulto pesava meno di 1 kg, oggi ne pesa più di 4. 

Questi ritmi di crescita innaturali comportano seri problemi di salute ai giovani polli. I muscoli crescono più velocemente rispetto a zampe, cuore e polmoni, rendendo loro difficile camminare e respirare. In molti rimangono paralizzati e muoiono di fame e sete, impossibilitati a raggiungere acqua e cibo. Le condizioni in cui li costringiamo a vivere davvero crudeli.



Anatre e oche con fegati al collasso


Rimanendo in tema di produzioni crudeli, uno dei casi più estremi è sicuramente rappresentato dal Foie Gras. Anatre e oche stipate in gabbie minuscole che impediscono loro di compiere il minimo movimento, attraverso la pratica del gavage – l’alimentazione forzata attraverso un tubo inserito in gola fino all’esofago – vengono ingozzate di cibo grasso più volte a giorno.

Tutto ciò viene portato avanti fino a sviluppare una patologia – la lipidosi epatica – che fa raggiungere al fegato degli animali dimensioni abnormi, fino al 10 volte il normale.

Questa è forse una delle produzioni più crudeli che esistano: non a caso è vietata nella maggior parte degli stati europei – inclusa l’Italia, dove però ne è consentita la vendita. Con la campagna #ViaDagliScaffali siamo riusciti a far cessare la distribuzione di questo prodotto in molti supermercati italiani, ma c’è ancora molto da fare.


Maiali abnormi e geneticamente modificati


L’anno scorso aveva fatto molto scalpore il video su facebook di un allevamento di maiali in Cambogia. Questi animali, genericamente modificati, sviluppano una muscolatura pari al doppio degli esemplari normali, con evidenti sproporzioni tra le parti del corpo e, di conseguenza, vari disagi fisici.

Nonostante l’indignazione unanime, non ci si è resi conto che anche la situazione dei maiali allevati in Europa e in Italia è tutt’altro che confortante. 

Lo scopo di un allevamento intensivo di maiali e far ingrassare gli animali nel minor tempo possibile e per farlo sono stati selezionati per raggiungere il maggior peso nel minor tempo, processo ulteriormente sospinto da farine e cibi altamente proteico. 

Alla nascita inoltre, i maschi sono castrati con un bisturi o con un’apposita macchina, senza alcuna anestesia per non pregiudicare il sapore della carne qualora l’animale venisse ucciso dopo la pubertà, come accade per la produzione dei prosciutti. 
A tutti i maiali viene inoltre tagliata la coda per ovviare alle devianze comportamentali dovute all’allevamento intensivo, che li porta a mordersi a vicenda. 
Tutto questo è legale.


La necessità di una profonda riflessione


“Gli allevamenti industriali sono uno dei peggiori crimini della storia”: così ha scritto in un articolo apparso sul The Guardian lo storico e scrittore Yuval Noah Harari, autore del bestseller “Da animali a dei – Breve storia dell’umanità”.

Gli allevamenti industriali ci pongono una domanda alla quale bisogna rispondere il prima possibile: è davvero necessario infliggere tutto questo dolore al mondo che ci circonda solo per poter mangiare carne?

Noi crediamo di no.

6 commenti:

  1. Il grado di civiltà e di umanità di una società si misura sul modo con il quale essa tratta gli animali.Ghandi.Non metterò mai nella mia scodella un qualcosa che abbia un cuore.Pitagora.Piu conosco gli uomini e più amo le bestie.Oscar Wilde.Tutto quello che avrete fatto agli animali innocenti lo avrete fatto a me.Gesù.E mi fermo qui con la mia coscienza di piccola e umile particella dell Infinito,allibita e attonita di fronte a una tragedia così barbara e allucinante che va avanti da secoli e che nessun governo di questa terra è mai riuscito a fermare.E quindi io,animalista e vegetariano convinto,mi vergogno di questa Umanità e mi dissocio.Emilio

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  2. Potrei sembrare di parte in ciò che sto per scrivere essendo vegana, ma questo è un discorso ormai affrontato anche da chi ancora si ciba di carne e derivati.
    Se vogliamo continuare a esistere su questo pianeta dovremo tutti per forza di cose smettere di sfruttare gli animali e andare oltre gli allevamenti intensivi, che sono attualmente la causa numero 1 di inquinamento e stravolgimento degli ecosistemi a causa dei miliardi di ettolitri di liquami prodotti ogni giorno dagli animali stessi, oltre a un quantitativo pazzesco di CO2 e altri gas letali per l'ambiente, gas che per inciso produciamo già noi umani ogni giorno.
    È una questione di sostenibilità, se proprio la parola etica provoca pruriti come noto spesso in giro.
    Ma dovrà presto diventare la parola chiave, siamo già in spaventoso ritardo su questo, perché una civiltà che si vanti di essere civile e tecnologizzata e non usi l'etica in ogni cosa che fa o produce, è destinata all'autodistruzione dopo una penosa decadenza, ed è il nostro esatto caso attuale.

    Personalmente non ho mai fatto pressione su nessuno affinché diventasse vegano, non trovo sia la strada giusta, ma noto quanto sia squilibrata la gente, che nonostante abbia mille cose da poter scegliere di mangiare ogni giorno, decide di buttarsi famelicamente su carne e derivati, con aggressività e una cattiveria tali, se gli viene fatto notare che ci vorrebbe auto disciplina e informazione sul cibo, che trovo sconvolgenti. Sembrano tutti rimasti alla fase orale e sono quasi tutti portatori insani di una rabbia, causata appunto dal mangiare carne di animale trucidato in modo orrendo, che senza un percorso spirituale e umano non li farà mai evolvere né avere una vita decente anche dal punto di vista della salute.

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  3. Ho spezzato il mio intervento per renderlo più facilmente leggibile.
    Ora, non vorrei sfociare nel filosofico anche se diventa necessario a mio avviso per capire come mai le persone non riescano a fare a meno di mangiare animali, cioè creature senzienti che provano dolore e paura tanto quanto noi.
    Io sopporto male il sentirmi dire ormai "ma a me piace mangiare questo e quello".
    Il piacere non dovrebbe far parte della sfera nutritiva, ma invece lo è.
    Noi dovremmo cibarci solo per sostentarci a livello energetico, non dedicarci a libagioni infinite come se da esse dipendesse lo stesso futuro del genere umano. E lo dico io che per anni mi sono fatta tanto male ingurgitando cibo spazzatura, non carne ma dolciumi disgustosi di ogni genere, nel vano tentativo di trovare un piacere ed un conforto che non trovavo e non provavo, e che mi ha solo fatto soffrire più di quanto già non accadesse.
    Perché facciamo diventare il cibo più importante di ciò che è? Non siamo più nel Paleolitico, non si dovrebbe festeggiare l'aver preso la cacciagione con feste e moderne sagre, invece l'ossessione del cibo, complici i tanti troppi programmi TV spazzatura, sta oltrepassando ogni misura e ogni limite di sanità mentale.
    Tutto questo delirio misto orgia alimentare deve finire, e a mio parere va fatto con delle leggi che aboliscano gli allevamenti intensivi e prevedano sanzioni pesantissime a chi sfrutta gli animali a livello economico, alimentare, di intrattenimento.
    Dove non arriva l'etica deve arrivare l'imposizione ahimè.
    Abbiamo bisogno di leggi che ci dicano che non dobbiamo uccidere? Bene, allora dobbiamo avere leggi che ci impediscono di fare del male a ogni creatura vivente su questo pianeta.
    L'arroganza umana deve avere fine ed è ora che venga ridimensionato ogni concetto astruso di supremazia sui più deboli, di catena alimentare e tutte le stupidaggini propinare dal sistema dai suoi albori ad oggi.
    Non esistono vegani tra i serial killer, tra i soldati e tra gli assassini comuni. Pensateci e traete le vostre conclusioni.

    Anna

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    1. LA VENDETTA DEGLI ANIMALI
      Comprendo molto bene la posizione di Anna, ma realisticamente parlando niente cambierà per un bel po' di tempo o....forse no.
      I prodotti animali si sa sono carichi di chimica e medicine, che fanno ammalare. Moltissime malattie in primis il cancro e le cardiopatie, hanno come base l'indebolimento del corpo causato dal consumo di questi prodotti, mentre si mastica la vita altrui, si getta via la nostra, la vendetta degli animali in un gustoso piatto.
      Quasi la metà dei terreni coltivati servono ad alimentare gli animali, in cambio i prezzi delle derrate agricole sono alti, e due miliardi di persone alla fame, altra vendetta degli animali

      E' in corso la quinta piu grande estinzione di massa. In Germania è provato che il 75% degli insetti è sparito, suppongo che è così ovunque, gli insetti impollinano, non passerà molto e la Terra colerà a picco e noi con lei. La vendetta finale.
      Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti, homo sapiens???? Boh!!!

      Gianni

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    2. All'inizio infatti ho smesso di consumare carne perché pensavo che potesse essere dannosa per la salute. Rapidamente è diventata per me una questione etica.
      Non faccio crociate e sono lontanissima di qualsiasi gruppo veg o simili, semplicemente sono una che non mangia carne. Chi vuole mangiarla lo faccia pure, ma lo faccia consapevolmente: non mangiamo fettine sotto cellophane venute dal nulla, mangiamo cadaveri di esseri viventi fatti a pezzi prima di poter diventare adulti. E non avremmo nemmeno il coraggio di ammazzarceli da soli..
      Carcerati, ingozzati di medicinali, vivono nel terrore o nella depressione, e tutto ciò è presente nelle loro carni. E tutto ciò passa nei nostri corpi.
      Spero soltanto che questa consapevolezza possa almeno diminuire il consumo di carne di animali, per il bene di tutti. :)

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    3. Il tuo percorso è comune a molti, io compreso, mi riconosco in tutto quello che hai detto.
      Di solito non si mangia più carne per motivi di salute poi arriva la comprensione profonda. Non se è così anche per te, ma al supermercato non riesco più ad avvicinarmi al banco della carne, oltre alla repulsione sento uno strano odore, un odore che un tempo non sentivo.
      Gianni

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