venerdì 10 agosto 2018

Viviamo in un Sistema Carnista

La storia dell’oppressione animale è di lunga data, anche se non ha sempre accompagnato la storia dell’umanità: possiamo farla risalire alla rivoluzione neolitica, alla sedentarizzazione dei nostri antenati e alla domesticazione di alcune specie animali.

Le relazioni dei vari gruppi umani con gli altri animali sono state e continuano ad essere molto varie, a seconda delle epoche storiche, dei diversi sviluppi culturali, filosofici e religiosi.

Possiamo però dire che l’epoca attuale è la più tragica, la più dolorosa, la peggiore per la quantità e il tipo di sofferenza inflitta agli animali non umani. 

La violenza e l’oppressione hanno assunto scala industriale e un’organizzazione scientifica del dominio sui corpi e sulle vite delle vittime di questo sistema. Si calcola che ogni anno vengano allevati o catturati e uccisi, per l’alimentazione umana, circa 50 miliardi di individui.

La filiera di produzione del cibo ha oggi caratteristiche totalitarie: agli animali destinati a diventare alimenti sono inflitte condizione di vita impossibili, verrebbe da dire condizioni disumane, per indicare un’assuefazione alla violenza che è un tratto tipico delle società industriali contemporanee..


Agli animali definiti da allevamento sono negate tutte le attività vitali. 

Negli allevamenti non esistono rapporti sessuali – la riproduzione avviene esclusivamente con reiterate inseminazioni artificiali, ripetute fino alla consunzione delle femmine, che vengono scartate e soppresse una volta scese al di sotto di certi indici di produttività come fattrici.

L’alimentazione è forzata e non ha più nulla a che vedere con le inclinazioni fisiologiche: gli erbivori non sono nutriti con l’erba, ma con cereali a volte addirittura con farine animali, al fine di farli crescere e ingrassare più in fretta. L’uso di antibiotici e altri medicinali non è un’eccezione e nemmeno una possibilità, bensì una regola, una necessità, per mantenere “sani” – si fa naturalmente per dire – animali costretti a vivere in ambienti sovraffollati, innaturali, autentici luoghi di tortura.

Tutto questo avviene con un’organizzazione implacabile: si è creata, nell’indifferenza generale, una gigantesca macchina di nascite forzate e soppressioni di massa. Gli animali sono ridotti ad oggetti, la vita è mercificata.

Il messaggio che ci arriva dalla società industriale, dal suo apparato culturale e di comunicazione, è che tutto ciò non costituisce un problema, che questa è la sorte degli animali, che le necessità degli uomini, o meglio dei consumatori, devono essere soddisfatte ad ogni costo ed anzi vanno stimolate, moltiplicando i consumi di carni, latte, derivati animali.


In questo modo stiamo disprezzando la vita, stiamo privando della loro dignità esseri senzienti, perfettamente coscienti di quel che viene loro inflitto. 

Se osserviamo la sorte inflitta nel corso della storia agli animali non umani, e ci soffermiamo in particolare su come vengono trattati oggi nella società contemporanea, vediamo scorrere in filigrana la storia sempre più dura e sempre più crudele di un dominio. Gli animali sono i più indifesi fra gli oppressi. Vengono trattati così non perché siano predisposti all’oppressione e allo sterminio, non perché siano creature “naturalmente” a disposizione dell’animale umano, ma per un semplice rapporto di forza: vengono trattati così, perché è possibile trattarli così.

Nello sguardo infelice degli animali che torturate dovreste imparare a scorgere la sofferenza di tutti, nella lotta per liberarli, una lotta per la liberazione di tutti gli oppressi, umani e non umani.

E’ ciò che hanno sperimentato nella storia, e tuttora sperimentano, innumerevoli gruppi umani, oppressi di volta in volta con motivazioni culturali o politiche o sociali, ossia per le differenze di lingua, di credo religioso, di origine geografica; o per mera convenienza all’interno di relazioni di potere in famiglia, sul posto di lavoro, nella società.

L’oppressione degli animali ha una grande legittimazione ideologica, viviamo nella società che è stata chiamata del “carnismo”: una società nella quale viene vissuto come ovvio e scontato lo sterminio sistematico degli animali non umani. Ma la mercificazione della vita è un tratto universale di questa società fondata sul denaro e riguarda gli animali umani e tutto il vivente. Viviamo nella società che sta percorrendo di gran carriera la strada dell’autodistruzione.

In questa folle corsa vengono triturati e strumentalizzati anche gli ideali più alti: la bandiera dei diritti umani è alzata sistematicamente, nella nostra parte di mondo, per giustificare azioni di guerra e occupazioni militari.

Oggi dobbiamo ripensare la posizione dell’umanità sul pianeta. I suoi rapporti con gli altri ospiti della Terra: gli animali e le piante. Dobbiamo pensare a un futuro comune, a un radicale cambio di rotta rispetto alla strada sulla quale tutti noi ci troviamo a camminare. Una via d’uscita è possibile e passa attraverso una nuova e più estesa nozione di libertà e di rispetto per l’altro, attraverso un’idea di giustizia che includa tutto il vivente. Perciò la questione animale è anche la questione dei diritti umani, del diritto alla vita, del diritto al futuro.

Mettere il rispetto per l'animale e per tutto il vivente al centro dell'agenda politica avrebbe conseguenze rivoluzionarie, in termini economici, etici, educativi ed ecologici. Comporterebbe uno spostamento delle pratiche quotidiane, nell'alimentazione, nella sperimentazione scientifica, nel rigetto della crudeltà, nell'abbracciare ciò che vive fuori dalle categorizzazioni e dalle gerarchie che la cultura carnista ha imposto nominandole come natura, e che sono invece espressione di dominio.


"Se i macelli avessero le pareti di vetro 
saremmo tutti vegetariani" 
[Lev Tolstoj] 

Fonte: freeondarevolution.blogspot.it


20 commenti:

  1. La bestia più crudele e terribile è l uomo.Tagore

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  2. A ciò che ho già detto sotto l'altro articolo aggiungo che ho dovuto chiudere il mio account Facebook, che usavo per collaborare con attivisti e associazioni animaliste e organizzare presidi e convegni, perché stavo impazzendo di dolore e rasentando il suicidio.
    Ogni giorno era uno stillicidio di video uno più straziante e orrendo dell'altro, di notizie una peggiore dell'altra, di odio feroce degli anti vegani, e per trovare la mia sanità mentale ho fatto la scelta migliore: Ho abbandonato i social e sono tornata a fare ciò che so fare meglio, amare i miei adorati animaletti, tutti salvati dalla morte e dall'abbandono, e vivere serena sapendo che nel nostro piccolo il mio compagno e io stiamo facendo ciò che è giusto.
    Io so solo che questo non è il mio mondo e che finché vivrò mi dedicherò agli animali che posso salvare perché provo una pena infinita e tanto amore per tutte le creature sfortunate che finiscono ogni giorno su un piatto senza aver ricevuto una carezza o un briciolo di amore.
    Mi vergogno spesso di appartenere alla specie umana, poi mi ricordo che posso fare molto per far evolvere questo pianeta con le mie azioni e vibrazioni positive, stringo i denti e ingoio le lacrime e vado avanti in quella che per me e' una missione.
    Non mi sento migliore di nessuno sia chiaro, ma sarebbe bello se potessimo tutti metterci una mano sul cuore e capissimo cosa stiamo facendo alla vita.
    Questo abominio deve finire, o finiremo noi.

    Anna

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    1. Cara Anna
      So benissimo il dolore che provi. All'inizio del mio percorso che poi mi ha portato al veganesimo per scelta etica provavo tanta rabbia, prima su me stesso, per non essermi accorto subito di tanto sangue versato,poi sui miei simili che rifiutavano qualsiasi discussione sull'argomento. Dopo anni ho capito che il mio nemico non sono gli umani, ma la cultura millenaria di sfruttamento dei più deboli, compreso anche l'uomo, che in epoca moderna ha la faccia capitalismo. La nostra lotta deve andare anche verso il cambiamento radicale, rivoluzionario dell'organizzazione sociale in modo che la scienza si liberi dalle catene del capitale e possa dimostrare senza ombra di dubbio che l'unico modo per mantenere la vita su questo pianeta sia la scelta etica del vegetarismo. Non dobbiamo fare guerre, dobbiamo dimostrare che la via giusta è quella più moralmente sostenibile per ogni essere vivente...
      Anche se non ti conosco consentimi di starti vicino con il cuore, oggi più che mai, ne abbiamo tutti bisogno.
      Un abbraccio
      Piero

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    2. Ciao Piero,
      Grazie per questo tuo bellissimo messaggio.
      Il mio percorso è assai simile al tuo e sono d'accordo con te, siamo tutti vittime e carnefici allo stesso tempo, e continuare a portare avanti la separazione vegani contro carnivori, il noi contro loro, fa sempre solo il gioco del sistema che vuole dividerci in qualunque modo, sfruttando anche i valori etici dell'uomo.
      Se riscatto ci sarà, dovremo attuarlo come genere umano, evolvendo e liberandoci da logiche perverse di profitto e sfruttamento che ci sono state inculcate anche a forza.
      Solo così saremo liberi noi e saranno liberi gli animali, vittime e martiri innocenti del nostro tempo.

      Ti abbraccio col cuore anch'io.

      Anna

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  3. Io personalmente vedo una sola e unica strada per uscire da questo abisso di dolore senza fine ed è quella di cercare di convincere tutti i governi di questo pianeta ad emanare una volta per sempre e in comune accordo una legge che vieta severamente il massacro degli animali innocenti e che abolisca di conseguenza anche le attività abominevoli che rispondono ai nomi di caccia e di pesca.Solo ed esclusivamente in questo caso ed abolendo anche la follia della guerra come mezzo per risolvere i contrasti che la razza umana potrà avviarsi realmente sul sentiero della vera evoluzione spirituale ed intraprendere finalmente un altro sentiero che è quello di cui parlava il mio buon Gesù e cioè quello dell Amore Universale.Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso.Emilio

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    1. Pienamente d'accordo con te Emilio.
      Io dico sempre che laddove non possono arrivare consapevolezza, etica ed empatia deve arrivare l'obbligo o il divieto per legge.
      Questa umanità ha ancora tanta strada da fare....

      Anna

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  4. A Anna direi che non serve guardare le atrocità se già le conosci. E' inutile. Del resto non cerco nemmeno gruppi animalisti e ancora meno vegan, perché mi sono accorta, curiosando in vai gruppi, che sono spesso pieni di gentaglia fanatica e frenetica, lì più per moda che per convinzione, ignorante e spesso border line psicologicamente, che non ha nulla da invidiare al resto della massa di facebook per quanto riguarda la violenza verbale e la mancanza di rispetto verso gli altri.
    Se non rispetti le persone come puoi pensare di rispettare gli animali?
    Trovo più interessante e meno traumatico mostrare gli animali quando ci somigliano, quando giocano, interagiscono tra di loro e con gli umani, quando mostrano affetto, quando hanno voglia di vivere e di gioire, e credo (forse!) che immagini del genere possano toccare di più le persone che fanno un consumo eccessivo di carne, perché chi compra le fettine al supermercato non andrà certamente mai a vedere cosa succede negli allevamenti e nei macelli..
    A Emilio invece rispondo che il problema non sono la caccia e la pesca della domenica, bensì gli allevamenti industriali. E non lo dico per provocazione ma perché, assurdamente, i cacciatori sono comunque più vicini alla natura, nel senso che loro sanno chi cacciano, conoscono la preda, l'ammazzano e la preparano per essere consumata ed è, tutto sommato, un atteggiamento un po' meno ipocrita. Uccidono, si, ma si sporcano le mani, quindi lo fanno in qualche modo più consapevolmente.
    C'è più crudeltà nella caccia o andando al banco carni del supermercato?...
    Detto questo, anche a me piacerebbe che non ci fossero più ma, ripeto, non è quello il problema più grave.
    Ma tutto ciò non sarà facile. Per questo ogni tanto informo anche su queste problematiche.. ^_^

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  5. Catherine guarda, hai toccato un tasto molto dolente e vero. Ho avuto solo problemi con altri vegani.
    Bastasse diventare vegani per capire come essere degli umani degni! La maggior parte sono individui con seri problemi mentali ed emotivi, che strumentalizzano gli animali per ottenere visibilità e avere la scusa per odiare il genere umano.
    Potrei dire tante cose ma anch'io ho le mie colpe, nel senso che pur di collaborare con loro accettavo di essere continuamente scrutinata e fingevo di accettare le loro follie pur di far del bene agli animali, poi ho capito qual era la verita' e sono rinsavita.
    Mai più un social o un gruppo, per indole poi io amo la solitudine e frequentare solo pochissime persone, credo di star facendo molto meglio adesso di quanto non facessi prima.
    E sulla caccia, per quanto la odii, la penso come te.
    Un Inuit caccia le foche ma non minaccia la loro estinzione e non le tratta da mostro, semplicemente si limita a cacciare per sopravvivere. Nessun piacere perverso, nessun trofeo.
    È la caccia come sport che va abolita, quella delle teste imbalsamate di cervo sul muro come "decorazione", che non ha alcun senso.

    Anna

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    1. Vedo che abbiamo avuto esperienze simili.. :)
      Non lasciamoci distrarre da certa gente però ..
      ^_^

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  6. Per prima cosa mi preme ringraziare con la massima sincerità Anna per la sua condivisione del mio pensiero secondo il quale se non vengono messe in atto leggi severe a livello mondiale che vietano l uccisione degli animali innocenti non si va da nessuna parte.Detto questo,mi preme anche specificare e qui mi rivolgo a Catherine che nella mia richiesta di abolizione della caccia e della pesca era compresa anche l abolizione degli allevamenti industriali e di tutto ciò che vi è annesso e quindi anche di macelli e macellerie e qui mi scuso per l imperdonabile dimenticanza.Infine, per concludere il mio punto di vista,ci tengo a specificare che la mia scelta di diventare vegetariano,non nasce ne dal bisogno di notorietà,non è assolutamente una moda e ne una ragione per odiare i miei simili ma è solo e semplicemente un modo per dare una risposta concreta alla mia Coscienza di essere umano che non riusciva assolutamente ad accettare l idea che io divorassi le membra di esseri viventi e coscienti come me.Nello scrigno dei sogni a me più cari c’è al primo posto quello di un mondo dove l Armonia e l Amore regnano sovrani e dove gli uomini e gli animali vivono felici nel pieno rispetto l uno dell altro.Buona Domenica.Emilio


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    1. Ti abbraccio forte Emilio.
      Andiamo avanti con amore, qualunque cosa accada, e potremo un giorno tornare a casa leggeri.

      Anna

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    2. Emilio, nessuna dimenticanza, era sottinteso e l'avevo capito. Ho voluto soltanto andare un po' oltre nel ragionamento.
      E non pensavo minimamente a te quando parlavo dei vegani per moda ;)

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  7. Io per mantenere un alimentazione "quasi" vegetariana,se voglio stare bene,devo sopperire con molta integrazione "artificiale" e cmq andare a cercare prodotti non reperibili solo sul territorio locale per diversificare,quindi mi chiedo sempre se un alimentazione vegana sia davvero la cosa migliore dal punto di vista salutistico o forse l uomo e' un animale che come altri ha bisogno anche di cacciare e lo sbaglio sta solo nell esagerazione e sul modo in cui oggi vengono trattate le "prede"...l uomo e' una creatura particolare,forse geneticamente creata/modificata da qualcuno e quindi forse anche dal punto di vista alimentare non puo essere relegato a carnivoro erbivoro o addirittura fruttariano...magari eravamo erbivoria i nostri geni sono stati mischiati con quelli degli "dei" che adoravano i sacrifici animali...e la loro cottura per l odore del loro grasso che bruciava per il quale andavano pazzi...pensieri in liberta' :-))))

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    1. Scusa ma sopperisci perché le tue analisi del sangue dicono che hai gravi carenze o perché sei convinto tu che il tuo corpo soffra di qualche carenza?

      Io prendo integratori vegan di B12 e D3 solo se noto di avere livelli troppo bassi, cosa che in verità con la B12 non mi è mai accaduto perché deve restare al di sotto dei 100 mcg onde non attivare cellule cancerogene. Di vitamina D invece siamo tutti carenti, vegani e carnivori, per cui una rinforzata a periodi non fa male.
      Non seguo da anni le linee guida mediche, servono solo a creare nuovi malati che non sono tali e arricchire le case farmaceutiche che le stilano di anno in anno, vedi colesterolo, con cui stanno rompendo le balle ultimamente.

      Anna

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    2. L'idea dell'imbastardimento con la razza di Yahweh non è tanto assurda!
      Non siamo certo fisiologicamente carnivori, è un dato di fatto, non ne abbiamo alcuna delle caratteristiche, ma ci siamo "abituati" alla carne, forse in mancanza d'altro, siccità estrema e cose del genere. Oppure grazie Yahweh! Ahahahh!

      Io faccio ogni tanto una cura di vitamina D, anche perché lavoro molto al pc e mi capita di non uscire proprio da casa. Ma consumo le uova, qualche formaggio e poco pesce di mare.
      Invece integro da anni l'acido ascorbico, il bicarbonato di potassio, magnesio carbonato ... e zeolite. A cicli. Quando mi ricordo! Ahahaha!

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  8. Faccio il bastian contrario, daltronde qualcuno lo deve pur fare.

    Il mondo è perfetto così come è.
    Tutti i maestri da sempre affermano che il mondo va bene così come è.
    Questo è il mondo perfetto per i pecoroni invigliacchiti, in un mondo di liberi in cui non hanno chi gli dice cosa pensare starebbero male. Il mondo non lo puoi cambiare, ma puoi cambiare te stesso, se si vuole cambiare il mondo prima bisogna cambiare se stessi.
    E' una questione di massa critica di pensieri più evoluti che poi influenzano tutti.

    Macerarsi per quelle povere bestiole oltre che non servire a niente genera solo stress e problemi di salute. Augurarsi leggi o interventi di protezione idem, perchè sono pensieri sempre ben presenti, la neutralità è la sola strada sensata se si vuole campare sani, se ci si ammala e si tirano le cuoia non si è ottenuto niente, da vivi almeno pensieri migliori li si può sempre mettere nel campo di informazione, non è menefreghismo ma essere realisti

    Gianni

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    1. Sono assolutamente d'accordo. Le crociate non servono, né tanto meno le imposizioni. Spero almeno che informando si possa toccare qualche coscienza, e non solo per quanto riguarda la sorte degli animali.
      Perché se vogliamo cambiare paradigma lo si potrà fare soltanto quando un numero sufficiente di individui avrà raggiunto uno stato di consapevolezza maggiore. :)

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    2. Io sarei d'accordo con te Gianni, non fosse che le masse di pecoroni invigliacchiti sono quelle che determinano il presente e il futuro anche di pecora invigliacchita non è. Essere neutri funziona su altri pianeti e in altre realtà forse, ma qui dobbiamo sperimentare il dualismo e la neutralità non sempre porta buone cose, anzi credo che alla lunga infiacchisca ls coscienza ancora di più, rendendo l'uomo sempre più schiavo.

      Certo, questo pianeta per ciò che è e per lo scopo che ha è perfetto così com'è, ma non dovevano metterci anime più sveglie dentro, che soffrono le conseguenze sul piano fisico delle scelte idiote e involute della massa.
      Per questo sono convinta che laddove non può esserci una consapevolezza veloce servono leggi. Abbiamo leggi praticamente su tutto, proprio perché l'umanità è stupida e immatura, adesso servono quelle sugli animali, con pesantissime sanzioni pecuniarie al primo sgarro, perché il portafoglio per i più conta più della coscienza e dell'etica.

      Io mi dico sempre che finché rivestirò un corpo mortale lotterò e farò ciò che è giusto, altrimenti starei qui a far cosa? Alla fine non mi interessa affatto arrivare a campare fino a 80-90 anni coltivando solo il mio orticello, in ogni senso.
      Cambiare se stessi è il primo passo, poi bisogna propagare l'onda.

      Anna

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    3. Ciao Anna
      C'è un punto che non viene considerato quando si auspicano leggi migliori. In questo periodo storico chi dovrebbe fare le leggi auspicate?
      Va considerato che la situazione attuale è stata provocata proprio da chi fa le leggi, aspettarsi qualcosa di meglio da costoro è pura fantascienza, solo da un diffuso aumento della consapevolezza possono venire personaggi e leggi migliori.
      Sono ottimista vi è un diffuso aumento del risveglio che è stato notato anche dalla scienza, hanno paura ed è questo è in definitiva il vero motivo dell'accelerazione del controllo e avvelenamento generale.

      Essere realisti significa mettere se stessi e la propria crescita interiore al primo posto, in questo modo si è poi più efficaci nell'aiutare altri a capire, una parola giusta alle persone pronte a capire è il giusto mezzo per aiutare, ma lo puoi fare solo se sei sufficientemente cresciuta nella spiritualità.

      Non ti interessa campare a lungo per la banalità,non sono d'accordo, devi considerare che tu come tutti sei qui per imparare, per capire chi sei e perchè sei qui e solo dopo un sufficiente risveglio essere di aiuto agli altri.
      Quando sarai dall'altra parte, non conta nulla cosa hai fatto nella vita ma solo chi sei e cosa hai capito, va da se che chi sei determina cosa fai.

      Ti comprendo molto bene perchè ci sono passato anch'io, la sofferenza per le ingiustizie, oltre che non cambiare nulla danneggia solo te stessa, se capisci, come per incanto la sofferenza scompare dalla tua vita e vedi solo colori e bellezza, le bruttezze le accetti perchè si comprende che fanno parte della luce.
      Come puoi capire la luce se non esiste l'oscurità?
      Il segreto del giusto vivere non è vivere nella luce o nell'oscurità ma in perfetto equilibrio tra luce e oscurità.

      Gianni

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  9. Totalmente e incondizionatamente d accordo con Anna,non si può rimanere inerti di fronte a questo e chiamiamolo per favore con il suo vero nome Genocidio,serve assolutamente è vero scuotere le coscienze di tutta l Umanità nessuno escluso,ma serve anche una legislazione severissima che non ammetta assolutamente nessun tipo di deroga.Solo e esclusivamente così si può cercare di fare qualcosa per porre fine a questo stupido e assurdo massacro che va avanti ormai da secoli.Io personalmente e in estrema sincerità non vedo all orizzonte assolutamente nessuna alternativa e mi dissocio,ancora una volta, come essere di questo Pianeta da questo orrore.Forza e coraggio,Anna,se c’è la volontà tutto si può cambiare e migliorare.Un abbraccio sincero,anche se non ci conosciamo personalmente e sempre e per sempre con Amore.Emilio


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