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martedì 28 aprile 2026

Gli umani causano estinzioni da milioni di anni?

 
Forse l’impatto umano sul pianeta è ancora più antico di quanto pensassimo. 
Stando a un recente studio dell’Università di Göteborg, potrebbe essere iniziato quando ancora Homo sapiens non esisteva e i primi ominidi si stavano evolvendo.


È facile pensare che la sesta estinzione sia un affare recente. Parliamo di Antropocene come una novità, come se fino a pochi secoli o addirittura decenni fa avessimo camminato sul pianeta in punta di piedi, con passo sostenibile.

La verità è che il nostro conflitto con il resto della natura è antichissimo. 

Siamo stati noi una delle cause principali, se non la principale, dell’estinzione del Quaternario in cui la fauna di grandi dimensioni è stata annientata in Eurasia, nelle Americhe e poi in Oceania, in precisa concomitanza con la nostra espansione sulla Terra. 

Mammut, moa, rinoceronti lanosi, Megatherium: sono solo alcune delle specie che abbiamo eliminato nella preistoria. Senza contare il nostro probabile contributo nell’estinguere le altre specie umane con cui convivevamo, come i Neanderthal ...

lunedì 28 ottobre 2024

Il 40% della finanza climatica della Banca Mondiale non aiuta il clima

 Oxfam calcola che il 26-43% delle risorse mobilitate per il clima dalla World Bank non viene spesa per questo scopo. Ma la Banca non può saperlo: non svolge nessun monitoraggio sui progetti che finanzia. 

Negli ultimi anni, la Banca Mondiale ha rafforzato la sua politica per il clima

Ha promesso di aumentare i finanziamenti per i progetti che affrontano la crisi climatica, fino al 45% del totale dei finanziamenti entro il 2025. E di renderli più equilibrati, destinandone metà a iniziative di mitigazione e metà per l’adattamento ai cambiamenti climatici. 

Sulla carta, l’istituzione nata a Bretton Woods è sulla buona strada per mantenere queste promesse. 
Ma cosa sappiamo veramente della finanza climatica della Banca Mondiale? ...

venerdì 25 ottobre 2024

Nelle università si insegna ai futuri medici i rischi del cambiamento climatico


Dalla collaborazione fra Università e Big Pharma, nasce la Rete europea per l’educazione al clima e alla salute.

Il progetto mira a educare la futura generazione di medici al trattamento degli “impatti del cambiamento climatico sulla salute”.

Si forma così una nuova figura professionale: il medico climatico.

La Rete comprende 25 università europee, con capofila il rettorato di Glasgow in Scozia, e vede presente per l’Italia il polo di studi di Pavia.

Si tratta solo di un inizio, perché “la Rete invita altre università in tutta Europa a impegnarsi a formare la prossima generazione di medici sull’interconnessione tra clima e salute” ...

giovedì 18 luglio 2024

La religione climatica è una catastrofe provocata dall'uomo

 
di Manfred Haferburg 

L’incombente “crisi climatica” e la “catastrofe climatica” hanno lo scopo di legittimare la politica di “salvataggio climatico”. Come risultato di queste politiche, i cittadini dell’Occidente si trovano ora di fronte a crisi e catastrofi reali, immediatamente e non tra cent’anni.

Con la religione climatica, le eminenze grigie di questo mondo hanno trovato una leva ideale per affermare i loro interessi contro il bene comune. Si possono spaventare le persone con il “riscaldamento globale”; il caldo sulla terra è predetto, come lo fu una volta Armaghedon. Tuttavia, l’apocalisse prevista si trova in un futuro certo e nessuno può prevedere quando si verificherà effettivamente il giudizio finale sul clima. Le persone possono essere meravigliosamente convinte di essere responsabili del riscaldamento globale “causato dall’uomo” attraverso il loro comportamento di consumo peccaminoso, anche attraverso la loro stessa esistenza (il peccato originale della CO2).

Ne consegue logicamente che i “peccatori climatici” ricevono il perdono sotto forma di 1,5 gradi attraverso pagamenti immediati di indulgenza (tasse sul CO2) e attraverso la penitenza (vergogna della fuga, evitamento della carne, esenzione dalla mobilità, esenzione dei bambini…). C’è un Belzebù chiamato anidride carbonica, che deve essere combattuto con ogni mezzo necessario ...

lunedì 21 agosto 2023

Il “consenso” fasullo sul cambiamento climatico

 
Sebbene siamo spesso incoraggiati ad ascoltare gli esperti per la loro intelligenza e competenza, è sempre meglio essere scettici nei confronti delle loro dichiarazioni. 

Le credenze svolgono una funzione sociale, indicando la propria posizione nella società, e per preservare il proprio status nei circoli elitari gli esperti altamente istruiti possono sottoscrivere posizioni errate, poiché così facendo possono ottenere vantaggi. 

Rifiutarsi di sostenere un punto di vista politicamente impopolare potrebbe danneggiare la propria carriera e poiché questi professionisti sono più interessati all'acquisizione dello status, non dovremmo aspettarci che abbandonino credenze errate in nome della ricerca della verità. 
Allora perché dovremmo ascoltare gli esperti quando danno maggiore importanza alla pianificazione statale rispetto alla risoluzione dei problemi nazionali? 

Contrariamente a quanto alcuni vorrebbero farvi credere, rivoltarsi contro gli esperti non è un attacco alla scienza. Non prendiamoci in giro: le persone che occupano cariche importanti non sono interessate a perdere tale status e, come tali, cercheranno di ridurre al minimo le opinioni che minacciano la loro autorità professionale o intellettuale. 
Degna di nota è anche la minore capacità delle persone intelligenti di identificare i propri pregiudizi. 
A causa dei loro maggiori livelli di sviluppo cognitivo, è più facile per le persone intelligenti razionalizzare le sciocchezze ...

martedì 13 giugno 2023

Se la scienza lo dice, allora bisogna crederci, ma credere a cosa?

 
In questi giorni sono stati pubblicati due studi e dovete decidere da soli a cosa credere.

Gli allarmisti del riscaldamento globale e gli scienziati del clima hanno previsto che l’Oceano Artico sarà libero dai ghiacci entro il 1979, o il 2000, o il 2008, o il 2012, o il 2013, o il 2015, o il 2020… 

Un nuovo studio prevede che l’Artico sarà privo di ghiaccio marino entro il 2030. Ma è uscito anche uno studio che dice il contrario. 

Quindi cosa fare? Vedremo come andrà a finire. 
Nel 2030 potremo spostare di nuovo la barra del destino ...

venerdì 26 maggio 2023

Il fisico Franco Prodi: la vera causa delle alluvioni non è il cambiamento climatico


“I cambiamenti climatici non vanno confusi – come troppo spesso si ascolta dai mezzi di informazione e dalle dichiarazioni di alcuni responsabili politici – con gli eventi meteorologici, e le alluvioni non dipendono solo da eventi meteo-climatici ma anche dalla geomorfologia e dall’uso del suolo”. 

Parola di Franco Prodi, fisico dell’atmosfera nonché uno degli scienziati di Clintel-Italia, già firmatari della Petizione «Non c’è alcuna emergenza climatica»inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e autori del recente volume «Dialoghi sul Clima, tra emergenza e conoscenza».

In una nota, gli scienziati di Clintel-Italia hanno detto chiaramente: “In ordine ai recenti luttuosi eventi causati dall’alluvione in Romagna, osserviamo che studi scientifici riportati anche dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) concludono che non ci sono sufficienti evidenze che possibili cambiamenti nella probabilità o della magnitudo degli eventi alluvionali possano essere attribuiti all’influenza umana sui cambiamenti climatici” ...

mercoledì 12 aprile 2023

Il governo Usa “nasconde”dati climatici che negano il riscaldamento globale

Il governo U.S.A. nasconde o comunque non diffonde i dati climatici in suo possesso che smontano la favola del riscaldamento globale. 

Una notizia così trent’anni fa avrebbe generato uno scandalo enorme mentre oggi finisce nel mucchio delle notizie non date e non comprese nemmeno dagli oppositori di Net Zero e di tutte le follie - oltretutto pericolose per l’ambiente - che vi si accompagnano. 

Ora per spiegare questa affermazione bisogna sapere che i sistemi di monitoraggio delle temperature a terra non sono mai stati concepiti con un grado di affidabilità tale da rilevare un segnale di riscaldamento globale, soffrono di carenze e sono esposti ad errori involontari come ad esempio l’espansione urbana che ingloba nel suo cuscino di calore molte stazioni meteo una volta lontane dalle città. 

E a questo si aggiunge il fatto che se i dati per una qualche ragione non arrivano, cosa che accade spessissimo, essi vengono sostituiti con “stime” che è la cosa peggiore che possa accadere in una raccolta dati ...

giovedì 4 agosto 2022

Il Grande Reset all'opera: la trasformazione distopica dell'industria alimentare

 
di Birsen Filip

Le misure coercitive come i lockdown, gli obblighi di vaccinazione, la transizione verso l'energia verde e le sanzioni occidentali contro la Russia hanno tutti svolto un ruolo significativo nell'interruzione dei mercati alimentari e delle catene di approvvigionamento globali. 
Nel maggio 2022 i dati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura hanno indicato che, rispetto a dodici mesi fa, "i prezzi internazionali del grano sono aumentati del 56%", "i prezzi dei cereali sono aumentati di quasi il 30%" e "gli oli vegetali sono aumentati del 45%".

La Banca Mondiale si aspetta che molte persone finiscano in condizioni di estrema povertà e sperimentino insicurezza alimentare a causa dei prezzi più elevati sia del cibo che degli input agricoli, in particolare nelle nazioni che importano la maggior parte dei loro bisogni in suddette aree. 
Più nello specifico sottolinea che "la guerra in Ucraina ha talmente alterato i modelli globali di commercio, produzione e consumo di materie prime che i prezzi rimarranno a livelli storicamente alti fino alla fine del 2024, esacerbando l'insicurezza alimentare e l'inflazione". 

Nel frattempo la Bayer, "una società internazionale di prodotti chimici, agricoli e sanitari", prevede che "l'insicurezza alimentare colpirà fino a 1,9 miliardi di persone entro il novembre 2022, principalmente causata dalla guerra in Ucraina e ulteriormente accelerata dai cambiamenti climatici e dal COVID-19", il che potrebbe portare a un "uragano di fame nel mondo" ...

giovedì 21 aprile 2022

Riscaldamento globale: è colpa dell'uomo?

di Furio Stella 

Piccolo esperimento: chiudete gli occhi e pensate al «Riscaldamento Globale». Che cosa vi viene in mente? 

Se l’immagine che si sta formando nella vostra mente è quella di enormi ciminiere che buttano in cielo nuvoloni neri densi di fumo, avete risposto giusto.

Sono, quelle, le stesse immagini che vengono utilizzate quotidianamente dalla vostra tv per accompagnare i notiziari sul «Global Warming». Ora, siccome quel che leggiamo o ci viene detto passa attraverso il vaglio della nostra coscienza critica, mentre le immagini no, la morale è semplice: che ci crediate o no, che ne siate consapevoli o no, state accettando completamente l’equazione «riscaldamento globale uguale opera dell’uomo». Che è quanto esattamente l’ortodossia scientifica - quella delle Nazioni Unite, di Al Gore, dei premi Nobel, di Kyoto e del recentissimo supervertice di Copenhagen - vi sta suggerendo.
Senza che questa verità ufficiale, questo paradigma scientifico, venga minimamente messo in discussione dai fatti.


Quali fatti? Be’, per esempio che i modelli climatici usati dagli scienziati dell’I.P.C.C., il potentissimo Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico che lavora sotto l’egida dell’ONU, premiato nel 2007 addirittura con un premio Nobel e i cui dati costituiscono «verità assoluta» sul tema, non sono condivisi da migliaia di loro colleghi nel mondo non meno bravi o qualificati di loro (anzi)...

giovedì 4 febbraio 2021

L'Oceano Artico era coperto da una piattaforma di ghiaccio e pieno di acqua dolce

Nei periodi glaciali con bassi livelli del mare, lo scambio con il Pacifico era bloccato e lo scambio con l’Atlantico del Nord era estremamente ridotto, mentre il bacino artico continuava a ricevere input di acqua dolce. 

Lo scambio poteva avvenire solo attraverso strette porte nella Greenland-Scotland-Ridge. La sequenza dei tre grafici mostra (1) un periodo di rinfrescamento dell’Oceano Artico seguito da (2) il rilascio di acqua dolce nell’Atlantico del Nord, quando l’acqua salata entrava nell’Oceano Artico e (3) lo scioglimento improvviso della calotta artica al contatto con l’acqua relativamente calda e salata dell’Atlantico.

L’Oceano Artico era coperto da una piattaforma di ghiaccio spessa fino a 900 metri ed è stato riempito interamente di acqua dolce almeno due volte negli ultimi 150.000 anni. 

Questa sorprendente scoperta del 2019, riportata nell’ultimo numero della rivista Nature, è il risultato di una ricerca a lungo termine degli scienziati dell’Alfred Wegener Institute e del MARUM
Con un’analisi dettagliata della composizione dei depositi marini, gli scienziati hanno potuto dimostrare che l’Oceano Artico e i mari nordici non contenevano sale marino in almeno due periodi glaciali. Invece, questi oceani erano pieni di grandi quantità di acqua dolce sotto uno spesso scudo di ghiaccio. 
Quest’acqua poteva poi essere rilasciata nell’Atlantico del Nord in periodi di tempo molto brevi. Questi improvvisi apporti di acqua dolce potrebbero spiegare le rapide oscillazioni climatiche per le quali nessuna spiegazione soddisfacente era stata trovata in precedenza ...

giovedì 5 dicembre 2019

Negazionisti sarete voi. Intervista a Franco Prodi

Piano col catastrofismo, dice un fisico illustre che ha studiato le nubi per tutta la vita: per il pianeta ci sono più difese in cielo e in terra che in tutte le nostre carbon tax.

Articolo tratto dal numero di novembre del mensile Tempi. (Attenzione, di norma, gli articoli che appaiono sul mensile sono riservati agli abbonati. Per abbonarti, clicca qui.)

Franco Prodi è membro dell’Accademia nazionale delle scienze detta dei Quaranta, è stato professore ordinario di Fisica dell’atmosfera all’Università di Ferrara e ha diretto il Fisbat (Istituto per lo studio della Bassa ed Alta atmosfera) e l’Isac (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima) entrambi del Consiglio nazionale delle ricerche.

In questo periodo è molto impegnato a rilasciare interviste sulla stampa non specialistica, perché è autorevole rappresentante di quegli scienziati che mostrano scetticismo nei riguardi del catastrofismo climatico.

Professore, se ho capito bene l’Ipcc (Gruppo intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico) sostiene di essere certo al 95 per cento che l’aumento di temperatura media registrato negli ultimi due secoli è dovuto all’azione umana. Perché questa affermazione è discutibile? ...

mercoledì 31 luglio 2019

Il riscaldamento globale e le principali questioni del dibattito

Un chiarimento sui concetti e le problematiche necessario per affrontare in modo scientifico la questione dell’AGW, la teoria del riscaldamento globale antropico.

“Per poter essere considerata seriamente, ogni altra spiegazione scientifica deve dimostrare, con i dati, di avere una correlazione forte (con le temperature) almeno quanto quella della CO2”
- Richard Muller - 2012 -


… E questo non è ancora accaduto.

Ogniqualvolta si voglia cercare di impostare un dibattito serio nei confronti di un qualsiasi problema di natura scientifica è sempre buona regola prima di tutto riuscire a contestualizzare bene i discorsi e a definire chiaramente i contorni e i confini delle questioni che si intendono affrontare. 

Quando infatti si vuole interloquire, disquisire, ragionare sul piano scientifico, non si deve mai dimenticare che ci sono sempre delle regole da seguire, come minimo, a partire dall’utilizzo appropriato del lessico e della semantica, per arrivare poi alla logica, alla coerenza, alla formalità del pensiero, alla pertinenza, senza trascurare l’aspetto fondamentale legato allo stato generale di conoscenza-ignoranza nei confronti dei contenuti. Se una qualsiasi valutazione non risponde a questi requisiti, in genere serve a ben poco. 

Che poi il riscaldamento globale rappresenti allo stesso tempo anche una questione sociale, economica e politica, questo non va a modificare di molto l’etimologia del discorso...

mercoledì 19 giugno 2019

Capitalismo, ecologia e lavoro. Il cortocircuito della nostra epoca


La natura e il lavoro da sempre ci sono dati dal racconto politico e sociale come regni separati della realtà. Dallo schiavismo del Mississippi ai giorni nostri, il "potere" della carne.

Il punto principale però lo "centrò" già Marx :

E cioè che contadini, artigiani e altri perdevano sotto il capitalismo l’accesso ai “mezzi di produzione“: e che quel qualcun altro fosse chi possedeva gli strumenti, i reparti, la terra, i negozi.

Quindi succedeva che i capitalisti pagassero i contadini perché loro applicassero la loro fatica a questi mezzi.

Marx voleva dimostrare che il capitalismo vede la realtà attraverso il dualismo lavoro/ natura e al tempo stesso ci ricorda che non è possibile una separazione del genere: ciò che succede ai lavoratori colpisce la natura esterna e viceversa ; questo concetto è del 1875 ma io trovo sia piuttosto attuale, dato che in quel periodo Marx spiegò che vedere i posti di lavoro e l’ambiente impegnati in un conflitto a somma zero, era un errore clamoroso di analisi.

E avvertiva i socialisti tedeschi che si sbagliavano quando ritenevano che il lavoro fosse l’unica fonte di ricchezza.
Secondo lui gli avevano attribuito “poteri soprannaturali“...

giovedì 14 febbraio 2019

La prossima crisi finanziaria sarà causata dai cambiamenti climatici?

La bancarotta della California PG&E dopo gli incendi climatici segnale di una devastazione economica?

[29 Gennaio 2019]

La bancarotta della California PG&E potrebbe essere la soglia psicologica che viene attraversata quando ci si rende conto che una minaccia che era stata liquidata come vaga, astratta e futuribile diventa improvvisamente reale e devastante.


La California PG&E è infatti una gigantesca compagna energetica che è stata duramente colpita dagli incendi giganteschi che hanno devastato la California e che dal 2017 al 2018 hanno spazzato via le sue linee elettriche e i suoi trasformatori. Incendi che ormai in pochi fanatici negazionisti climatici negano siano stati favoriti e/o causati dal cambiamento climatico. E’ così che la California PG&E dsi è trovata in meno di un anno gravata da un passivo di 30 miliardi di dollari e da 750 cause legali e gli investitori sono impazziti e l’utility, prima amata dagli hedge fund, ha dichiarato fallimento dichiarati falliti. Il suo valore di mercato è crollato da 25 miliardi di dollari a meno di 4 miliardi.

Elias Hinckley, Un avvocato dello studio legale K & L Gates di Washington ha detto a Vice: «Se solo pochi anni fa avessero detto che degli incendi boschivi avrebbero causato dei malfunzionamenti nella trasmissione stessero per mandare in bancarotta un’importante utility americana, la gente avrebbe risposto: “No, è pazzesco, non può succedere’”» ...

domenica 18 novembre 2018

Gli scienziati "dissidenti" dicono ...

Il periodo di non Riscaldamento Globale sarà presto superiore al periodo di effettivo Global Warming.

Questa tendenza all'arresto del riscaldamento globale si consoliderà sempre di più, rilanciata da cause naturali nel lungo termine.

Se si guarda alle registrazioni dei dati di temperatura globale, troverete che il periodo di riscaldamento globale del tardo 20 ° secolo è in realtà durato circa 20 anni, dalla fine del 1970 alla fine del 1990.

Prima di allora, il mondo era dominato da circa 30 anni di raffreddamento globale, dando vita nel 1970 alla discussione dei media sul ritorno della Little Ice Age (Piccola Era Glaciale, circa dal 1450 al 1850), o peggio.

Ma le registrazioni di temperatura rilevate dalle misurazioni satellitari della temperature atmosferiche globali, ora non mostrano un riscaldamento da 17 anni abbondanti, da settembre 1996 a febbraio 2014, come indicato nel grafico allegato...

lunedì 13 marzo 2017

L’eccessivo riscaldamento climatico fa andare a male anche l’informazione

di Federico Cavalli

A Dicembre dell’anno scorso (l'articolo è del 2017 - NdC) mi sono ritrovato a scrivere una piccola rubrica, di tre articoli, dove cercavo di affrontare e di spiegare razionalmente la problematica del riscaldamento globale causato dall’uomo (articoli che si possono trovare QUI) negli scritti appena citati illustravo la ragionevolezza di quella teoria che esclude una responsabilità umana nell’attuale aumento della temperatura terrestre.

Bisogna quindi porre l’accento su come non si stia negando un riscaldamento globale, ma di come invece si discuta se quest’aumento di temperature sia dovuto o meno all’operare umano.

Scrivo ciò non perché abbia una particolare affezione alla problematica ma, semplicemente, per il fatto di aver letto un articolo inerente all’argomento su Repubblica.it, dove si trattava delle dichiarazioni di Scott Pruitt, il nuovo capo dell’Environmental Protection Agency (Epa, l’agenzia federale per l’ambiente). 
Egli ha affermato quanto segue: 
"Credo che misurare con precisione l’impatto dell’attività degli uomini sul clima sia qualcosa di molto difficile. Sul livello di questo impatto mi sembra che esista un immenso disaccordo, io direi che le emissioni di CO2 non incidono, non sono d’accordo che si tratti di un fattore primario nel riscaldamento globale"...

giovedì 23 ottobre 2014

Il Global Warming è finito 16 anni fa - l’Inganno della ‘Marcia per il Clima’

Magda Piacentini

L’amarezza di una tragi-commedia: milioni di persone chiamate, coinvolte e di fatto ingannate! Il problema c’è ed è molto grave, ma non è quello che si dice alla gente. La dignità dei Popoli completamente vilipesa, la verità fatta a pezzi! L’unica cosa certa è che regna sovrana su di noi la più totale confusione e mistificazione.

Da Avaaz:
“Mesi fa assieme abbiamo deciso di tentare un obiettivo folle: organizzare la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico più grande della storia. Il 21 settembre abbiamo superato ogni aspettativa, con una Marcia Globale per il Clima *6 volte* più grande di qualsiasi iniziativa simile vista in passato!!!”

Toni trionfali, Avaaz ce la fa sempre!

Ma ce la fa a fare che cosa? Quei milioni di persone che mobilita per una passeggiata a New York e in altre belle città del mondo lo sanno per che cosa camminano?

Sanno il titolo con il quale tutte le persone del mondo concordano!

Tutti sono contro il cambiamento climatico in atto, ma non sanno altro, non si pongono il problema delle cause, delegano lo studio del problema e la soluzione del medesimo agli addetti ai lavori: gli scienziati, i politici. Questi ultimi coinvolgendo le Nazioni Unite hanno fatto veramente le cose in grande, come si addice al grande popolo Americano. Naturalmente non mancano i VIP, giovani e belli, come Leonardo Di Caprio.

Da Il Fatto Quotidiano:
“Ventiquattro proiettori hanno diffuso immagini e slogan sul cambiamento climatico, un video di 12 minuti a ciclo continuo diretto da Louie Psihoyos, il fondatore della Oceanic Preservation Society.”

“Non c’è tabellone più grande del Pianeta”, ha detto Fisher Stevens, che ha prodotto lo show con l’auspicio che ispiri leader, capitani d’industria e l’opinione pubblica mondiale sulla necessità di prendere misure concrete che contengano il riscaldamento del Pianeta. ...

venerdì 29 novembre 2013

L’imminente ‘Era Glaciale’ e la bufala del ‘Riscaldamento Globale’

Due fazioni si fronteggiano a colpi di ricerche e colpi bassi! 
I 'glacialisti' sono convinti che nel giro di due anni il pianeta entrerà in una nuova 'era glaciale, mentre i 'Riscaldisti' affermano che nei prossimi anni le temperature planetarie continueranno a salire a causa dell'effetto serra. E per di più, un piccolo giallo sui rilevatori delle temperature nell'Artico che non segnalano più l'aumento delle temperature.
Cosa ci aspetta veramente?

Sono passati ormai alcuni anni da quando Al Gore, l’ex candidato alla Casa Bianca per il Partito Democratico, presento il suo famoso film Una scomoda verità, nel quale si metteva in evidenza l’inesorabile aumento delle temperature planetarie dovuto alla sempre crescente immissione di CO2 in atmosfera.

Nonostante Al Gore non fosse un esperto in climatologia e scienze affini, la sua predicazione ha convinto la stragrande parte del pubblico mondiale che le conclusioni tratte alla fine dei suoi ragionamenti fossero corrette, convincendo anche le nuove generazioni del nesso profondo tra aumento di anidride carbonica in atmosfera e aumento delle temperature.

Come riporta la Pravda, non tutta la scienza però era concorde nelle affermazioni conclusive divulgate dal politico americano, e quando veniva chiesto di chiarire il nesso tra CO2 e riscaldamento con dati scientifici più chiari, i sostenitori del ‘Global Warning’ rispondevano che non c’era più tempo per organizzare studi scientifici, dato che era troppo tardi e bisognava agire prima che fosse troppo tardi.

Eppure, mentre gli avvertimenti sul riscaldamento globale diventavano sempre più convincenti, una parte della comunità scientifica notava qualcosa di strano: a partire dal 1998, i grafici sull’aumento della temperatura media mondiale, nonostante l’aumento dell’immissione di CO2, mostravano un sostanziale rallentamento, un fatto ampiamente interpretato da molti come un fallimento fondamentale della teoria del riscaldamento globale ...

lunedì 8 aprile 2013

Scie chimiche, la minaccia che viene dal cielo

Giulietto Chiesa

Nei prossimi giorni, precisamente lunedì 8 e martedì 9 aprile , si terrà a Bruxelles, nel Parlamento Europeo, un incontro che avrà per titolo: “Oltre le teorie circa le modificazioni del clima – La società civile contro la geo-ingegneria”.

L’incontro è stato promosso da me, in quanto presidente del laboratorio politico Alternativa, in collaborazione con Josefina Fraile Martin, presidente di Terra SOS-tenible e promotrice della coalizioneSkyguards (a sua volta associazione internazionale che raggruppa ricercatori e attivisti di Grecia, Francia, Spagna, Belgio, Gran Bretagna e altri paesi europei).
Importante sottolineare che l’incontro è patrocinato ufficialmente da due gruppi parlamentari, quello deiVerdi e quello della European Free Alliance.

L’incontro si propone di sollevare l’attenzione dell’intero Parlamento Europeo sulla necessità di “proteggere realmente”, e senza ulteriori ritardi, i cittadini europei – istituendo una speciale commissione d’inchiesta (cosa che è nelle sue prerogative e nei suoi doveri) – per investigare su gravissimi fatti che, secondo una vasta quantità di indizi e di prove, minacciano la salute e l’incolumità di milioni di persone.

Secondo quanto già accertato dalle organizzazioni proponenti e da numerosi parlamentari europei, in questa e nelle precedenti legislature, per oltre un decennio l’Europa è stata sottoposta ad un massiccio e clandestino irrorazione di aerosol, le cui caratteristiche e scopi sono ancora da scoprire, ma che si ritiene fondatamente siano in relazione a esperimenti connessi con il riscaldamento climatico in corso, e/o a esperimenti di carattere militare connessi con le ricerche statunitensi del progetto HAARP (High Frequencies Active Auroral Research Program).

Si tratta di attività che si svolgono al di fuori di ogni legale autorizzazione, sia essa nazionale o internazionale, senza che le popolazioni interessate ne siano state informate, e in violazione dei più elementari principi di precauzione stabiliti dalle norme internazionali...