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giovedì 1 gennaio 2026

Raffreddamento globale

 
L'allarme era stato lanciato: il Polo Nord rischiava di restare senza ghiaccio entro il 2020 con una conseguente accelerazione del riscaldamento globale.
Ma molti la pensano diversamente...
Catherine


"Il polo nord si sta sciogliendo [...] l'ultima volta in cui al polo la superficie dell'acqua è stata sgombra da ghiacci, a quanto ne sanno gli scienziati, fu oltre 50 milioni di anni fa".

Dal giorno (19 agosto 2000) in cui il New York Times pubblicò in prima pagina il contestatissimo articolo di John Noble Wilford, gli scettici in fatto di cambiamento climatico sono stati spietati. 

La fonte di Wilford non era altri che James J. McCarthy, un oceanografo di Harvard che, essendo in crociera turistica estiva al polo, era rimasto sbalordito nel vedere l'acqua del tutto libera dai ghiacci e, a dire il vero, si era fatto prendere la mano nel trarre le sue conclusioni.

All'epoca McCarthy era co-presidente della sezione "adattamento e impatti" dello United Nations Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC, Commissione intergovernativa delle Nazioni Unite sul mutamento climatico). Che regalo per i negatori del cambiamento climatico! Harvard, le Nazioni Unite e il Times, il triumvirato dell'eresialiberal, sorpresi a perpetrare una frode allarmista, confutabile, a base di scienza-spazzatura.

Patrick J. Michaels, scienziato ambientale del Cato Institute, noto per la sua instancabile opposizione a qualunque cosa, e soprattutto a qualunque normativa ambientale che possa mettere un freno ai capricci del libero mercato, fece a pezzi le tesi di McCarthy ...

martedì 16 luglio 2024

Il "Giugno più caldo mai registrato"

 di David Craig

In un articolo che ho scritto per il Daily Sceptic il 20 giugno 2024 ho predetto:

Mentre tutti noi rabbrividiamo per il clima autunnale durante quella che dovrebbe essere l’estate e alcuni di noi hanno persino riacceso il riscaldamento centralizzato o hanno continuato a usare i nostri piumoni invernali, c’è una certezza: tra poche settimane, la brava gente del Met Office e della BBC ci dirà che abbiamo appena avuto il “giugno più caldo mai registrato”. Dopotutto, il Met Office e la BBC hanno fatto la stessa affermazione sullo spaventoso aprile e sul miserabile maggio.

Nell’articolo ho proposto tre possibili trucchi che il Met Office e la BBC potrebbero usare per giustificare la loro affermazione che giugno è “il più caldo di sempre”:

martedì 14 novembre 2023

Demolito il falso consenso sul clima


Nel 2013, John Cook, un mediocre fisico australiano che ha trovato nella climatologia catastrofica l’unico modo di emergere, pubblicò una sua balzana ricerca nella quale sosteneva che il 97% di 11.944 articoli scientifici sottoposti a revisione paritaria approvavano esplicitamente l’opinione secondo cui gli esseri umani avevano causato la maggior parte del riscaldamento negli ultimi 150 anni. 

E’ stata questa la base che ha creato il mito del massiccio consenso sul riscaldamento antropico e catastrofico per cui quindi questa idea fondata su mere ipotesi e su “modelli” privi di qualsiasi consistenza e del tutto priva di basi fisiche sarebbe la voce “voce della scienza”. 

Già questo di per sé potrebbe non significare nulla, il consenso non è una prova: nel 1500 tale voce diceva che il sole girava attorno alla terra o più tardi che la luce obbediva alla relatività galileiana, ma in realtà il consenso climatico è stato raggiunto con un volgarissimo trucco: al “pasionario” John Cook è bastato escludere i 7.930 articoli che non avevano preso posizione sul cambiamento antropogenico: quindi non si trattava affatto del 97 per cento, ma al massimo del 30 per cento dentro il quale figuravano almeno la metà di ricerche che attribuivano all’attività antropica solo una parte marginale del riscaldamento e dunque non erano affatto allineate con l’incipiente narrazione della Co2, dell’azoto e dunque della necessità di impoverimento generale e di ulteriore arricchimento dei poteri grigi ...

giovedì 27 luglio 2023

Se si fermasse la Corrente del Golfo, cosa accadrebbe al clima dell’Europa?

La Corrente del Golfo è caratterizzata da un sistema di flussi di acqua che svolge un ruolo chiave nella regolazione del clima in Europa e più in generale nell’emisfero Nord del Pianeta.
www.greenme.it

Il fenomeno è noto come Atlantic Meridional Overturning Circulation, capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC), ed è costituito da un insieme di correnti nell’Oceano Atlantico che spostano l’acqua salina calda superficiale verso Nord, mentre l’acqua fredda in profondità si muove dalla parte opposta.

La circolazione contraria delle due correnti è guidata dalla differenza di temperatura e salinità dell’acqua, che ne determinano una diversa densità.

Recenti ricerche hanno mostrato come, a partire dalla metà del XX secolo, il flusso di questo insieme di correnti stia rallentando a causa del riscaldamento globale: dagli anni ‘50 in avanti la Corrente del Golfo si è indebolita del 15%.

L’aumento generale delle temperature infatti sta provocando da una parte l’aumento della temperatura delle acque e dall’altra lo scioglimento dei ghiacciai artici in Groenlandia, la cui acqua va a modificare la salinità di quella marina.

Durante l’estate 2018 in cui si sono registrate ondate di caldo record, l’Oceano Atlantico è stato raggiunto dall’acqua proveniente dallo scioglimento di 190 miliardi di tonnellate di ghiaccio groenlandese ...

martedì 13 giugno 2023

Se la scienza lo dice, allora bisogna crederci, ma credere a cosa?

 
In questi giorni sono stati pubblicati due studi e dovete decidere da soli a cosa credere.

Gli allarmisti del riscaldamento globale e gli scienziati del clima hanno previsto che l’Oceano Artico sarà libero dai ghiacci entro il 1979, o il 2000, o il 2008, o il 2012, o il 2013, o il 2015, o il 2020… 

Un nuovo studio prevede che l’Artico sarà privo di ghiaccio marino entro il 2030. Ma è uscito anche uno studio che dice il contrario. 

Quindi cosa fare? Vedremo come andrà a finire. 
Nel 2030 potremo spostare di nuovo la barra del destino ...

mercoledì 12 aprile 2023

Il governo Usa “nasconde”dati climatici che negano il riscaldamento globale

Il governo U.S.A. nasconde o comunque non diffonde i dati climatici in suo possesso che smontano la favola del riscaldamento globale. 

Una notizia così trent’anni fa avrebbe generato uno scandalo enorme mentre oggi finisce nel mucchio delle notizie non date e non comprese nemmeno dagli oppositori di Net Zero e di tutte le follie - oltretutto pericolose per l’ambiente - che vi si accompagnano. 

Ora per spiegare questa affermazione bisogna sapere che i sistemi di monitoraggio delle temperature a terra non sono mai stati concepiti con un grado di affidabilità tale da rilevare un segnale di riscaldamento globale, soffrono di carenze e sono esposti ad errori involontari come ad esempio l’espansione urbana che ingloba nel suo cuscino di calore molte stazioni meteo una volta lontane dalle città. 

E a questo si aggiunge il fatto che se i dati per una qualche ragione non arrivano, cosa che accade spessissimo, essi vengono sostituiti con “stime” che è la cosa peggiore che possa accadere in una raccolta dati ...

mercoledì 7 settembre 2022

Ripensare al cambiamento climatico: i modelli apocalittici hanno preso un abbaglio?

 
La spiegazione keynesiana alle recessioni recita che esse nascono da un calo della domanda aggregata e quindi l'unico modo per tornare alla crescita è stimolarla attivamente. 

L'unica forza che può determinarne tale aumento è la spesa pubblica sotto forma di sussidi, welfare state e lavori pubblici finanziati dalla spesa in deficit. 
Contrariamente agli Austriaci, i keynesiani ignorano concetti come struttura del capitale, preferenza temporale e investimenti sbagliati. 
Oggi assistiamo di nuovo a questo copione con la religione del "cambiamento climatico", usata come volano per spingere ulteriore interventismo nell'economia e quindi tentare, in qualche modo, di ottenere un duplice obiettivo: esercitare maggiore controllo sulla popolazione per evitare che si rivolti contro i propri carnefici data la lunga serie di errori economici finora accumulati (e diventati ingestibili) e attenuare quanto possibile una crisi distruttiva che farebbe perdere privilegi ai clientes della pianificazione centrale. 

Infatti non è affatto un segreto che le aziende "verdi" non sarebbero mai decollate negli anni 2000 se non fossero state sostenute dai sussidi statali e, soprattutto, non avrebbero resistito alla prova del tempo se non fossero state continuamente sostenute, creando quindi una ramificazione di aziende zombi che non hanno fatto altro che dilapidare ricchezza reale ...

giovedì 21 aprile 2022

Riscaldamento globale: è colpa dell'uomo?

di Furio Stella 

Piccolo esperimento: chiudete gli occhi e pensate al «Riscaldamento Globale». Che cosa vi viene in mente? 

Se l’immagine che si sta formando nella vostra mente è quella di enormi ciminiere che buttano in cielo nuvoloni neri densi di fumo, avete risposto giusto.

Sono, quelle, le stesse immagini che vengono utilizzate quotidianamente dalla vostra tv per accompagnare i notiziari sul «Global Warming». Ora, siccome quel che leggiamo o ci viene detto passa attraverso il vaglio della nostra coscienza critica, mentre le immagini no, la morale è semplice: che ci crediate o no, che ne siate consapevoli o no, state accettando completamente l’equazione «riscaldamento globale uguale opera dell’uomo». Che è quanto esattamente l’ortodossia scientifica - quella delle Nazioni Unite, di Al Gore, dei premi Nobel, di Kyoto e del recentissimo supervertice di Copenhagen - vi sta suggerendo.
Senza che questa verità ufficiale, questo paradigma scientifico, venga minimamente messo in discussione dai fatti.


Quali fatti? Be’, per esempio che i modelli climatici usati dagli scienziati dell’I.P.C.C., il potentissimo Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico che lavora sotto l’egida dell’ONU, premiato nel 2007 addirittura con un premio Nobel e i cui dati costituiscono «verità assoluta» sul tema, non sono condivisi da migliaia di loro colleghi nel mondo non meno bravi o qualificati di loro (anzi)...

martedì 1 febbraio 2022

Green Armageddon

 

Nonostante il COP26 (la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di novembre 2021 - NdC) non è mai troppo presto per iniziare a suonare i campanelli d'allarme. Non per la presunta catastrofe climatica, ovviamente, ma per l'atto più stupido delle nazioni riunite dai tempi di Versailles, quando i vincitori della prima guerra mondiale gettarono le basi per le catastrofi della depressione economica, la Seconda Guerra Mondiale, l'Olocausto, la tirannia sovietica, la Guerra Fredda e la distruttiva egemonia globale di Washington.

I politici ed i loro alleati nei media mainstream, nei think tank, nelle lobby e nelle grandi aziende si stanno preparando a fare niente di meno che distruggere la prosperità del mondo e mandare la vita globale a sbandare in un moderno Medioevo economico. 

E peggio ancora, viene fatto al servizio di una finta narrativa di una crisi climatica che è completamente anti-scientifica e totalmente incoerente con il clima reale e la storia della CO2 del pianeta.

Andando al sodo, negli ultimi 600 milioni di anni la Terra è stata raramente così fresca come quella attuale e quasi mai ha avuto concentrazioni di CO2 così basse come il livello di 420 ppm che gli odierni climatologi denunciano.

Infatti, secondo le attente ricostruzioni di veri scienziati della Terra che hanno studiato i sedimenti oceanici, il ghiaccio e simili, ci sono stati solo due periodi in circa 75 milioni di anni (il 13% del suddetto periodo immensamente lungo di 600 milioni di anni) in cui le temperature e le concentrazioni di CO2 erano tanto basse come quelle attuali. Stiamo parlando del tardo Carbonifero/Inizio Permiano da 315 a 270 milioni di anni fa e il Periodo Quaternario che ospitò l'uomo moderno 2,6 milioni di anni fa.

Si potrebbe dire, quindi, che la possibilità di un ambiente più caldo e più ricco di CO2 è qualcosa di già visto a livello planetario; e certamente non è una ragione per smantellare e distruggere arbitrariamente l'intricato sistema energetico a basso costo che è la fonte principale della prosperità senza precedenti di oggi e della fuga umana dalla povertà e dallo stato di natura ...

giovedì 28 gennaio 2021

Perché la scienza politicizzata è pericolosa

Tratto dal libro di Michael Crichton, Stato di Paura.

A sinistra: opera di Igor Morski

"Immaginate che ci sia una nuova teoria scientifica che metta in guardia su un’emergenza impellente e indichi una via d’uscita. Questa teoria viene subito sostenuta dai più importanti scienziati, politici e celebrità di tutto il mondo. 

La ricerca è finanziata da filantropi di primo piano, ed è portata avanti da università prestigiose.
I media si occupano spesso dell’emergenza in atto. La teoria scientifica in questione viene insegnata nelle università e nelle scuole superiori.

Non mi riferisco al surriscaldamento globale. Sto parlando di un’altra teoria, che è salita alla ribalta un secolo fa. Tra i suoi fautori c’erano Theodore Roosevelt, Woodrow Wilson e Winston Churchill. Era appoggiata dai giudici della corte suprema Oliver Wendell Holmes e Louis Brandeis, che emanarono leggi in suo favore. 
Tra le personalità che la sostenevano erano annoverati Alexander Graham Bell, l’inventore del telefono; l’attivista Margaret Sanger; il botanico Luther Burbank; Leland Stanford, il fondatore della Stanford University; il romanziere H.G. Wells; il drammaturgo George Bernard Shaw; e centinaia di altri. Diversi premi Nobel si schierarono in suo favore. 

La ricerca venne finanziata dalle fondazioni Carnegie e Rockefeller. Per portare avanti le ricerche venne istituito il Cold Springs Harbor Institute, ma una parte importante del lavoro venne svolto nelle università di Harvard, Yale e Princeton, Stanford e Johns Hopkins. Vennero promulgate leggi ad hoc in molti stati, da New York alla California ...

martedì 5 novembre 2019

Lo scioglimento dei ghiacciai fa davvero innalzare il livello degli oceani?

 
Gli annunci del futuro innalzamento del livello delle acque del pianeta ci vengono oggi serviti quasi quotidianamente e in varie salse. Il fatto, associato alla minaccia "imminente" del riscaldamento globale e sostenuto dalla Greta Thunberg & Co, diventa automaticamente e acriticamente accettato, in particolare da chi è colpito da inondazioni in certi periodi dell'anno, e comprendiamo bene il perché.

Ma se gli alluvioni sono fenomeni improvvisi, dovuti allo straripamento dei corsi d'acqua in caso di piogge particolarmente abbondanti e soprattutto all'incuria del territorio, il rialzamento del livello del mare, benché evocatore del Diluvio Universale, è tutt'altra cosa.

Nella lunga storia del nostro pianeta il livello del mare è sempre cambiato, e il fenomeno non si verifica in una notte.

Leggendo i diversi punti di vista degli studiosi, la sensazione di fondo è che nemmeno la scienza sia in grado di fornire una spiegazione inequivocabile, tante sono le concause e le probabili conseguenze di un fenomeno ormai pubblicizzato e condiviso ovunque, nonostante non sia ancora ben compreso e ancor meno quantificabile.

Persino la NASA, che aveva predetto un aumento del livello marino di 90 cm entro questo secolo, ha poi rettificato il tiro, riducendo l'aumento previsto del 30%, quindi a 60 cm .. e ovviamente non si può prevedere matematicamente quando effettivamente l'aumento avverrà.

L'innalzamento del livello del mare è quindi un fenomeno piuttosto complesso che riguarda le variazioni di temperature delle varie regioni del globo, il conseguente riscaldamento della superficie degli oceani che tende a dilatare la massa d'acqua aumentandone il volume, la presenza sottostante di terre solide, nonché ipotetici effetti a catena non (sempre) meglio definiti.
Ma entrare nei particolari non è certo di mia competenza.

Però una cosa la possiamo fare, possiamo partire dalle basi, quelle sono accessibili a tutti!
In realtà tutti le abbiamo imparate a scuola. E una volta chiarite le idee diventa lecito e doveroso approfondire.
Buona lettura ...

mercoledì 2 ottobre 2019

Effetto serra e attività umane: come stanno le cose?

LE SCIE DEGLI AEREI CREANO UN EFFETTO SERRA

Lo studio pubblicato nel 2011 da Ulrike Burkhardt dell’Institut für Physik der Atmosphäre aveva provato che le lunghe tracce degli aerei intrappolano il calore, riscaldando l’atmosfera, aveva scritto su Nature con un effetto superiore a tutta l’anidride carbonica prodotta dagli stessi aerei (anche se per un tempo minore).
 In una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Atmospheric Chemistry and Physics, la stessa autrice ha calcolato che entro il 2050 questo effetto serra si moltiplicherà. Quindi in questa circostanza possiamo parlare di attività umane che creano un effetto serra aggiunto.

EFFETTO SERRA NATURALE


L’effetto serra è un fenomeno senza il quale la vita come la conosciamo adesso non sarebbe possibile. Grazie all’effetto serra naturale il clima sulla Terra è ospitale per la vita e la temperatura media si attesta intorno ai 15°C.
Se non ci fosse, la temperatura media del nostro pianeta sarebbe pari a -15°C, molto inferiore al punto di congelamento dell’acqua, e le condizioni di vita sarebbero proibitive per gran parte degli esseri viventi ...

mercoledì 31 luglio 2019

Il riscaldamento globale e le principali questioni del dibattito

Un chiarimento sui concetti e le problematiche necessario per affrontare in modo scientifico la questione dell’AGW, la teoria del riscaldamento globale antropico.

“Per poter essere considerata seriamente, ogni altra spiegazione scientifica deve dimostrare, con i dati, di avere una correlazione forte (con le temperature) almeno quanto quella della CO2”
- Richard Muller - 2012 -


… E questo non è ancora accaduto.

Ogniqualvolta si voglia cercare di impostare un dibattito serio nei confronti di un qualsiasi problema di natura scientifica è sempre buona regola prima di tutto riuscire a contestualizzare bene i discorsi e a definire chiaramente i contorni e i confini delle questioni che si intendono affrontare. 

Quando infatti si vuole interloquire, disquisire, ragionare sul piano scientifico, non si deve mai dimenticare che ci sono sempre delle regole da seguire, come minimo, a partire dall’utilizzo appropriato del lessico e della semantica, per arrivare poi alla logica, alla coerenza, alla formalità del pensiero, alla pertinenza, senza trascurare l’aspetto fondamentale legato allo stato generale di conoscenza-ignoranza nei confronti dei contenuti. Se una qualsiasi valutazione non risponde a questi requisiti, in genere serve a ben poco. 

Che poi il riscaldamento globale rappresenti allo stesso tempo anche una questione sociale, economica e politica, questo non va a modificare di molto l’etimologia del discorso...

mercoledì 13 marzo 2019

Riscaldamento globale? ...

 
Lettera al presidente degli Stati Uniti del 28 APRILE 2014:

Al presidente Barack H. Obama
La Casa Bianca
1600 di Pennsylvania Avenue. NW
Washington , D.C. 20500

OGGETTO: Richiesta di preparare gli Stati Uniti per un pericoloso clima freddo.

Caro presidente,
Buongiorno

Questa lettera viene inviata a voi come una richiesta accorata che si prendano provvedimenti immediati per garantire che gli Stati Uniti d’ America siano pronti, per lo storico e potenzialmente pericoloso clima freddo, che sta per arrivare.

Questa richiesta è sostenuta dalla ricerca negli ultimi decenni sulle cause del cambiamento climatico insieme con il reale stato del clima della Terra. I principali risultati di tale ricerca, sono qui forniti, in un elenco parziale di ciò che è ampiamente accettato e può essere facilmente convalidato: ...

domenica 18 novembre 2018

Gli scienziati "dissidenti" dicono ...

Il periodo di non Riscaldamento Globale sarà presto superiore al periodo di effettivo Global Warming.

Questa tendenza all'arresto del riscaldamento globale si consoliderà sempre di più, rilanciata da cause naturali nel lungo termine.

Se si guarda alle registrazioni dei dati di temperatura globale, troverete che il periodo di riscaldamento globale del tardo 20 ° secolo è in realtà durato circa 20 anni, dalla fine del 1970 alla fine del 1990.

Prima di allora, il mondo era dominato da circa 30 anni di raffreddamento globale, dando vita nel 1970 alla discussione dei media sul ritorno della Little Ice Age (Piccola Era Glaciale, circa dal 1450 al 1850), o peggio.

Ma le registrazioni di temperatura rilevate dalle misurazioni satellitari della temperature atmosferiche globali, ora non mostrano un riscaldamento da 17 anni abbondanti, da settembre 1996 a febbraio 2014, come indicato nel grafico allegato...

mercoledì 7 novembre 2018

La Terra si sta avviando verso un'altra era glaciale?


Scienziati russi hanno pronosticato l’arrivo dell’Era Glaciale minore nel 2014. Smentiscono la tesi sul riscaldamento globale, definendola una trovata da marketing. Il riscaldamento del clima sta davvero avvenendo. Il riscaldamento sulla Terra è iniziato a partire dalla seconda metà del XVIII-esimo secolo – l’inizio della rivoluzione industriale. Proprio per questo si ritiene che questo processo sia legato all’impatto antropogenico. L’umanità aumenta emissioni di СО2, ciò che causa l’effetto serra.

Lo scienziato russo Vladimir Bashkin respinge categoricamente questa tesi, affermando che cambiamenti climatici hanno il carattere ciclico e non sono legati in alcun modo all’attività degli uomini. Insieme con il suo collega Rauf Galiulin dell’Istituto di problemi fondamentali della biologia dell’Accademia russa delle scienze, comprova che l’attuale riscaldamento sono ripercussioni dell’uscita del pianeta dall’“Era Glaciale minore” e si prospetta a breve, naturalmente a seconda della misura geologica, l’entrata in una nuova Era Glaciale.

L’Era Glaciale minore avviene periodicamente nel giro di 500 anni. In precedenza era avvenuta a metà dello scorso millennio quando in Inghilterra si è gelato Tamigi, gli olandesi pattinavano e in Russia gli stranieri s’impaurivano alla vista degli alberi che si spaccavano per il gelo. I periodi di recrudescenza del freddo e del riscaldamento avvengono a intervalli di circa 30-40 anni. In Russia, ad esempio, il riscaldamento è avvenuto negli anni 30 quando si era resa possibile la navigazione lungo la Via Marittima del Nord, poi c’è stata la recrudescenza del freddo nel periodo di guerra, poi il riscaldamento negli anni 70, e via dicendo. L’attuale periodo di riscaldamento è terminato sulla soglia del millennio.

L’inizio di un nuovo ciclo è legato al cambiamento dell’attività solare. La potenza della radiazione del nostro astro principale diminuisce ciò che fa l’impatto sul clima...

martedì 10 luglio 2018

La corrente del Golfo si sta impigrendo. E la cosa ci riguarda da vicino

Un rallentamento della circolazione termoalina globale sta avendo un impatto non trascurabile sul cambiamento climatico.

La questione è molto complessa nei dettagli, ma fortunatamente può anche essere riassunta in modo semplice senza perdere troppo in rigore.

Le acque degli oceani compiono un complesso giro di correnti che ogni giorno si muove attorno al Pianeta e condiziona il clima di interi continenti. Questo serpentone di acque si chiama “circolazione termoalina globale”, o “nastro trasportatore”, e sta in piedi per le differenze di temperatura e salinità delle acque stesse.

Se prendiamo un tratto di questo serpentone, e seguiamo le acque calde e salate che dalla zona equatoriale si muovono verso il polo nord, scopriremo un sistema di correnti che in gergo si chiama AMOC (Atlantic Meridional Oceanic Circulation, che racchiude in sé anche la nota corrente del Golfo). Le acque si raffreddano alle alte latitudini, diventano così più dense e pesanti, e scendono verso gli abissi proseguendo il viaggio, per riemergere poi da altre parti in giro per i mari ..

lunedì 1 maggio 2017

Global Warming? Harvard propone le Scie Chimiche


Contrordine ragazzi: le scie chimiche esistono, e sono utili, anzi utilissime.

La ventennale campagna di disinformazione sulle scie chimiche, improntata al tentativo di normalizzare ciò che è letteralmente sotto gli occhi di tutti, ha fatto un nuovo passo in avanti, attraverso il mainstream scientifico e televisivo, e travolgendo in questo modo le posizioni storiche di tutti i debunker negazionisti.
Un team di ricercatori della celebre università statunitense di Harvard ha infatti messo nero su bianco un progetto che è già in fase di attuazione e che prevede di mettere in volo palloni sonda al fine di disseminare in cielo una nube chimica di particolato allo scopo dichiarato di oscurare il cielo e ridurre le temperature terrestri:

Uno scudo chimico contro il global warming! La notizia è stata prontamente ripresa da tutti i principali media mondiali, dalla BBC al New York Times. Nel nostro paese val la pena menzionare il mensile Focus, che in passato era stato tra i più feroci oppositori di queste teorie, e che adesso invece le riscopre con grande sorpresa...

lunedì 13 marzo 2017

L’eccessivo riscaldamento climatico fa andare a male anche l’informazione

di Federico Cavalli

A Dicembre dell’anno scorso (l'articolo è del 2017 - NdC) mi sono ritrovato a scrivere una piccola rubrica, di tre articoli, dove cercavo di affrontare e di spiegare razionalmente la problematica del riscaldamento globale causato dall’uomo (articoli che si possono trovare QUI) negli scritti appena citati illustravo la ragionevolezza di quella teoria che esclude una responsabilità umana nell’attuale aumento della temperatura terrestre.

Bisogna quindi porre l’accento su come non si stia negando un riscaldamento globale, ma di come invece si discuta se quest’aumento di temperature sia dovuto o meno all’operare umano.

Scrivo ciò non perché abbia una particolare affezione alla problematica ma, semplicemente, per il fatto di aver letto un articolo inerente all’argomento su Repubblica.it, dove si trattava delle dichiarazioni di Scott Pruitt, il nuovo capo dell’Environmental Protection Agency (Epa, l’agenzia federale per l’ambiente). 
Egli ha affermato quanto segue: 
"Credo che misurare con precisione l’impatto dell’attività degli uomini sul clima sia qualcosa di molto difficile. Sul livello di questo impatto mi sembra che esista un immenso disaccordo, io direi che le emissioni di CO2 non incidono, non sono d’accordo che si tratti di un fattore primario nel riscaldamento globale"...

giovedì 23 ottobre 2014

Il Global Warming è finito 16 anni fa - l’Inganno della ‘Marcia per il Clima’

Magda Piacentini

L’amarezza di una tragi-commedia: milioni di persone chiamate, coinvolte e di fatto ingannate! Il problema c’è ed è molto grave, ma non è quello che si dice alla gente. La dignità dei Popoli completamente vilipesa, la verità fatta a pezzi! L’unica cosa certa è che regna sovrana su di noi la più totale confusione e mistificazione.

Da Avaaz:
“Mesi fa assieme abbiamo deciso di tentare un obiettivo folle: organizzare la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico più grande della storia. Il 21 settembre abbiamo superato ogni aspettativa, con una Marcia Globale per il Clima *6 volte* più grande di qualsiasi iniziativa simile vista in passato!!!”

Toni trionfali, Avaaz ce la fa sempre!

Ma ce la fa a fare che cosa? Quei milioni di persone che mobilita per una passeggiata a New York e in altre belle città del mondo lo sanno per che cosa camminano?

Sanno il titolo con il quale tutte le persone del mondo concordano!

Tutti sono contro il cambiamento climatico in atto, ma non sanno altro, non si pongono il problema delle cause, delegano lo studio del problema e la soluzione del medesimo agli addetti ai lavori: gli scienziati, i politici. Questi ultimi coinvolgendo le Nazioni Unite hanno fatto veramente le cose in grande, come si addice al grande popolo Americano. Naturalmente non mancano i VIP, giovani e belli, come Leonardo Di Caprio.

Da Il Fatto Quotidiano:
“Ventiquattro proiettori hanno diffuso immagini e slogan sul cambiamento climatico, un video di 12 minuti a ciclo continuo diretto da Louie Psihoyos, il fondatore della Oceanic Preservation Society.”

“Non c’è tabellone più grande del Pianeta”, ha detto Fisher Stevens, che ha prodotto lo show con l’auspicio che ispiri leader, capitani d’industria e l’opinione pubblica mondiale sulla necessità di prendere misure concrete che contengano il riscaldamento del Pianeta. ...