Nonostante il COP26 (la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di novembre 2021 - NdC) non è mai troppo presto per iniziare a suonare i campanelli d'allarme. Non per la presunta catastrofe climatica, ovviamente, ma per l'atto più stupido delle nazioni riunite dai tempi di Versailles, quando i vincitori della prima guerra mondiale gettarono le basi per le catastrofi della depressione economica, la Seconda Guerra Mondiale, l'Olocausto, la tirannia sovietica, la Guerra Fredda e la distruttiva egemonia globale di Washington.
I politici ed i loro alleati nei media mainstream, nei think tank, nelle lobby e nelle grandi aziende si stanno preparando a fare niente di meno che distruggere la prosperità del mondo e mandare la vita globale a sbandare in un moderno Medioevo economico.
E peggio ancora, viene fatto al servizio di una finta narrativa di una crisi climatica che è completamente anti-scientifica e totalmente incoerente con il clima reale e la storia della CO2 del pianeta.
Andando al sodo, negli ultimi 600 milioni di anni la Terra è stata raramente così fresca come quella attuale e quasi mai ha avuto concentrazioni di CO2 così basse come il livello di 420 ppm che gli odierni climatologi denunciano.
Infatti, secondo le attente ricostruzioni di veri scienziati della Terra che hanno studiato i sedimenti oceanici, il ghiaccio e simili, ci sono stati solo due periodi in circa 75 milioni di anni (il 13% del suddetto periodo immensamente lungo di 600 milioni di anni) in cui le temperature e le concentrazioni di CO2 erano tanto basse come quelle attuali. Stiamo parlando del tardo Carbonifero/Inizio Permiano da 315 a 270 milioni di anni fa e il Periodo Quaternario che ospitò l'uomo moderno 2,6 milioni di anni fa.
Si potrebbe dire, quindi, che la possibilità di un ambiente più caldo e più ricco di CO2 è qualcosa di già visto a livello planetario; e certamente non è una ragione per smantellare e distruggere arbitrariamente l'intricato sistema energetico a basso costo che è la fonte principale della prosperità senza precedenti di oggi e della fuga umana dalla povertà e dallo stato di natura ...